Via Campesina: contro transnazionali e trattati di libero commercio, 2 documenti

  • VIA CAMPESINA INTERNAZIONALE, 2 DOCUMENTI CONTRO ACCORDI INTERNAZIONALI E TRANSNAZIONALI
  • A) Il potere e l'impunità delle trasnazionali  soffocano le voci dei popoli    (Harare 10 luglio 2015)
  • B) Da entrambi i lati del pacifico contadini/e  e lavoratori rurali rifiutano le politiche neoliberiste e il TPP (partenariato trans-pacifico). Comunicato stampa, 2 luglio 2015
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  • Il potere e l'impunità delle trasnazionali  soffocano le voci dei popoli
  •  (Harare 10 luglio 2015)
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  • La Via Campesina denuncia con forza il fatto che le politiche internazionali e i processi legislativi, che teoricamente sono decisi democraticamente e dai cittadini, sono dominati in modo crescente dagli interessi delle grandi multinazionali con la connivenza delle classi di governo (1).
  • Inoltre mentre le strutture esistenti permettono che i crimini commessi da queste stesse transnazionali restino impuniti, sta crescendo l'incidenza della criminalizzazione di coloro che lottano a difesa dei diritti umani.
  •  Ai livelli internazionale, regionale, nazionale e locale è sempre più evidente che i quadri legislativi sono progettati, interpretati e messi in atto in modo da rispondere agli interessi delle grandi transnazionali - a detrimento dei beni comuni e nonostante la resistenza dei movimenti e delle organizzazioni sociali che stanno cercando strade diverse. A questa situazione si aggiunge una mancanza di trasparenza nei confronti della società civile.
  • Per esempio, gli accordi di commercio internazionali, dei quali TTIP, TPP, CETA,  EPAs e TISA sono alcuni esempi attuali - con le loro clausole di protezione degli investimenti, la deregulation di commercio e produzione e   l'eliminazione degli standard sociali, sanitari e di sicurezza - rispondono alle esigenze delle transnazionali piuttosto che a quelle dei popoli del mondo.
  • Si è creata una confusione permanente tra i ruoli degli organismi che rappresentano la società civile e l'interesse pubblico e di quelli che stanno difendendo interessi privati.
  • Le multinazionali sono trattate come fossero attori sociali quando in realtà non rappresentano nessun altro che gli azionisti per i quali cercano di ottenere profitti. Conseguentemente c'è una considerevole riduzione dello spazio pubblico.
  • Inoltre, nuove entità miste sono create e  sostenute:  le tavole rotonde o piattaforme che sono composte da attori multipli, come istituzioni governative, organismi di ricerca, donatori,  ONG e organizzazioni della società civile. Questi nuovi spazi non forniscono garanzie e ancor meno supporto all'autonomia dei movimenti sociali: le posizioni necessariamente vengono ammorbidite  e quel che sta realmente accadendo nel settore è tenuto nascosto.  Possiamo citare l'esempio dell'ILC (International Land Coalition), una organizzazione che ha ricevuto un incremento di fondi in anni recenti e che, in modo opportunistico, si presenta alternativamente come un organismo di ricerca, un donatore,    o un rappresentante della società civile. In effetti invita a mitigare gli effetti negativi del landgrabbing,  piuttosto che insistere sul fatto che il landgrabbing andrebbe bloccato.
  • Come movimento sociale di contadini, agricoltori, braccianti, senza terra e indigeni noi ci stiamo scontrando con la visione del mondo di corto raggio e ultracapitalista, basata sul paradigma della crescita ad ogni costo, la capacità del mercato di controllare e risolvere tutto e l'imposizione del modello occidentale di sviluppo. Questo modello include la privatizzazione  e la mercantilizzazione dei beni comuni e dei diritti fondamentali, come il diritto all'acqua e al cibo. Include la denigrazione dei movimenti sociali e il culto del business come dell'unico "utile" attore sociale.  La ricerca del profitto privato è il fattore dominante nell'assumere decisioni, in questa visione del mondo. Viene attivamente promossa una visione patriarcale, capitalistica, individualistica e occidentale del benessere, che porta verso l'uniformità nel mercato globale. In questo modo, le responsabilità e il ruolo degli Stati sono ridotti e sembrano obsoleti. C'è una corrispondente riduzione della capacità di azione e dell'influenza degli attori della base.
  • Nuovi mercati vengono creati, teoricamente per risolvere i problemi che lo stesso mercato ha fatto nascere. Un semplice esempio di questo sono i mercati di emissioni del carbonio (REDD), che invece di ridurre le emissioni di carbonio, hanno portato alla speculazione, al dislocamento forzato di comunità e a più inquinamento.   
  • Tecnologie come gli OGM e i fertilizzanti sono attivamente promosse e c'è una mancanza di analisi dei poteri e degli interessi in gioco così come una mancanza di visioni di lungo periodo. Vengono creati mercati per i problemi sociali, per esempio il mercato di un registro sociale, che coinvolge persone che sono state negativametne colpite   dalle dighe. Questi mostrano come perfino i problemi sociali finiscono per diventare mercati.
  • Noi dobbiamo anche menzionare la parternship pubblico-privato (PPPs) nella quale le corporation sostituiscono gli stati con oscuri accordi che beneficiano solo queste stesse compagnie. Attraverso la predisposizione di leggi su terra e semi, i beni comuni gestiti dalle comunità: terra, acqua, semi e i nostri territori sono trasformati in commodity,  grazie a  programmi di titolazione delle terre e ai brevetti sulla vita. In questo modo la gente è spossessata dei veri diritti che garantiscono il futuro del pianeta e dell'umanità.
  • Iniziative che proclamano di contribuire alla "lotta contro la fame nel mondo", come la Nuova Alleanza per la sicurezza alimentare e la nutrizione (Nasan), che è supportata dal G8, e l'Alleanza per una Rivoluzione Verde in Africa (AGRA), stanno prendendo piede con la complicità degli stati dell'Occidente e la spinta di molti paesi. Queste iniziative sono integrate in modo insidioso nei programmi nazionali e subregionali di sviluppo agricolo, per imporre un modello occidentale di agricoltura e l'introduzione degli OGM e di prodotti proibiti - e di monopolizzare le loro risorse naturali come terra e acqua.
  • Per mantenere lo status quo e per paura di una diminuzione dei profitti dei pochi c'è una assoluta mancanza di soluzioni strutturali e sostenibili.
  • Stiamo assistendo a una crescita della criminalizzazione di sindacalisti, ambientalisti e contadini che stanno lottando per i loro diritti umani e per i diritti della Natura. Nel solo Honduras centinaia di donne e uomini, lavoratori agricoli, sono stati sottoposti a processo perchè difendevano i loro diritti. In anni recenti c'è stata  una marcata  crescita dei casi di violenza contro gli ambientalisti [2].
  • Noi sottolineiamo l'importanza di aprire a organizzazioni di base gli spazi in cui le norme internazionali sono discusse e adottate  e di sviluppare meccanismi di consultazione trasparente, di informazione e di divulgazione guidati dagli stessi movimenti. A questo punto vogliamo menzionare l'esempio positivo rappresentato dalla Dichiarazione dei diritti dei contadini e di chi lavora in aree rurali, che è in fase di elaborazione da parte del Consiglio ONU dei Diritti Umani. (3).
  • Abbiamo bisogno di nuovi processi trasparenti e partecipativi di democratizzazione, che siano aperti e chiari per tutti  e che invece dell'oppressione permettano l'espressione della sovranità dei popoli nel mondo di oggi.
  • Abbiamo bisogno di meccanismi nazionali, regionali e internazionali vincolanti per mettere fine ai crimini contro l’umanità perpetrati dalle transnazionali. In questo senso, vediamo favorevolmente l’iniziativa del Consiglio dell'ONU per i Diritti Umani che si propone di adottare un Trattato vincolante e sosteniamo la Campagna per lo smantellamento del potere delle corporation (4). Riconosciamo che il ruolo degli Stati è rappresentare l’interesse dei loro popoli. Quindi lo Stato ha l’obbligo di opporsi ad ogni politica o trattato internazionale che leda i diritti umani e minacci lo propria sovranità. La sovranità e responsabilità degli stati deve essere rafforzata e non minata a livello internazionale. Noi nella Via Campesina abbiamo scelto la sovranità alimentare come l’utopia che si ribella contro questo sistema di sfruttamento. Giorno per giorno stiamo costruendo le nostre alternative in solidarietà e a partire dalla base.
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  • Contacts:
  • Marina Dos Santos (PT, ES): +55 21 981850558
  • Unai Aranguren (ES, PT, EN):+34 636 369361
  • Ndiakhate Fall (FR): +221 77 5508907
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  • 1 https://www.tni.org/en/briefing/state-power-2014#infographics
  • 2http://www.democracynow.org/2015/4/22/how_many_more_116_environmental_defenders
  • 3 http://defendingpeasantrights.org/
  • 4 http://www.stopcorporateimpunity.org/
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  • Da entrambi i lati del pacifico contadini/e  e lavoratori rurali rifiutano le politiche neoliberiste e il TPP (partenariato trans-pacifico)
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  • Comunicato stampa, 2 luglio 2015
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  • Noi, membri della Via Campesina di entrambi i lati del Pacifico, esprimiamo congiuntamente la nostra opposizione al TPP. La cosiddetta collaborazione è un'estensione delle politiche neoliberiste promosse dalle transnazionali con l'appoggio di governi al loro servizio.
  • Le politiche neoliberiste e gli accordi commerciali hanno già causato danni nefasti per i contadini, le famiglie contadine e i lavoratori rurali, che sono sempre più alla mercè delle multinazionali.
  • Le imprese hanno un maggior controllo sui mercati globali e questo rappresenta una grande minaccia per la sussistenza dei contadini, delle famiglie contadine e dei lavoratori rurali, così come per il benessere delle comunità indigene e per la salute dei consumatori.
  •  Il loro potere è un'offesa alla sovranità alimentare e alla giustizia sociale. Rappresenta anche una minaccia all'integrità ecologica. Come hanno dimostrato più di venti anni di esperienza di accordi commerciali neoliberisti, la crescita delle esportazioni serve solo a far crescere i profitti delle multinazionali. Di fatto, contadini e allevatori non ottengono maggiori entrate. Inoltre, il TPP non è solo un accordo sul commercio. Le disposizioni invadono il campo della sovranità nazionale dei paesi coinvolti, sottoponendo i cittadini alle regole imposte dalle multinazionali. Il che porterà a un deterioramento nelle condizioni di vita della grande maggioranza e in particolare delle famiglie contadine, dei lavoratori e dei proprietari di piccole attività.
  • Rafforzando i diritti di proprietà intellettuale delle imprese farmaceutiche. l'accordo priverà i poveri delle medicine prescrivibili. La disposizione di Arbitraggio dei conflitti investitori/stato (ISDS), che permette alle imprese di denunciare i governi nazionali per una supposta perdita di benefici, porterà a modificare o sopprimere programmi sanitari, ambientali e sociali.
  • Le disposizioni su competitività, imprese di stato e acquisizioni del governo impediranno  che i paesi membri applichino politiche economiche adatte alle loro specifiche situazioni.
  • Esiste oggi una forte opposizione dell'opinione pubblica sempre più cosciente della natura pericolosa delle disposizioni del TPP e questo ha finora evitato che i negoziatori arrivassero a un accordo. Ora è il momento di bloccare le negoziazioni.
  • In Giappone, Corea, Canada e in tutto il mondo abbiamo bisogno urgentemente di porre fine alle politiche e alle pratiche neoliberiste e costruire un sistema commerciale internazionale alternativo, basato sulla sovranità alimentare, la protezione dell'ambiente e il benessere dei nostri popoli.
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  • Globalizziamo la lotta! — Globalizziamo la speranza!
  • Asociación de mujeres campesinas de Corea (KWPA), Corea del Sur
  • Unión nacional de agricultores (NFU), Canadá
  • Unión Campesina, (UP), Quebec, Canadá
  • Liga campesina de Corea (KPL), Corea del Sur
  • Movimiento de familias campesinas de Japón (NOUMINREN), Japón
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