Dal latifondo all'agrobusiness: la concentrazione di terre in Brasile (MATO GROSSO)

  • Dal latifondo all'agrobusiness: la concentrazione di terre in Brasile (MATO GROSSO)
  • "Il latifondo si è rinnovato e oggi gestisce un moderno sistema chiamato agrobusiness che controlla terre e produzione".
  •  IHU online 31/7/2015
  • La concentrazione squilibrata delle terre sta alle radici della storia brasiliana. L'antico latifondo, responsabile per le enormi proprietà rurali "si è rinnovato e oggi gestisce un moderno sistema chiamato agrobusiness" constata  Inácio Werner, in una intervista concessa a    IHU On-Line. Secondo lui, nel solo Mato Grosso, uno dei principali poli dell'agrobusiness nel paese, la cattiva distribuzione della terra è evidente ed è diventata una delle cause principali dei conflitti sociali. "Il 3,35% delle aziende - tutte superiori ai 2.500 ettari - detiene il 61,57% delle terre. Dall'altra parte, il 68,55% delle azione (al di sotto dei 100 ettari) possiede il 5,53% delle terre".
  • Negli ultimi 10 anni, 114 persone sono state minacciate di morte e 6 assassinati perché combattevano il monopolio delle terre. Nella valutazione del sociologo, lo Stato non ha una politica pubblica efficiente di protezione delle vittime perché sarebbe "forzato a prendere posizione e scontrarsi con gli alleati".
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  • Inácio José Werner è laureato in Scienza Sociali (Unirondon) e specialista di Movimenti sociali, organizzazioni popolari e democrazia partecipativa (UFMG - Minas Gerais). Agente di pastorale e membro della CPT, coordina il progetto Rede di intevento sociale del Centro Burnier Fé e Justiça, com sede em Cuiabá. E' anche molto impegnato, a vari livelli,  nella lotta al Lavoro Schiavo e partecipa al Forum del Mato-Grosso su ambiente e sviluppo.
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  • Qual è l'attuale situazione agraria dello stato  del Mato Grosso?
  • Inácio Werner - Il latifondo si è rinnovato e oggi gestisce un moderno sistema chiamato agrobusiness che controlla terre e produzione. I dati dell'ultimo censimento agrozootecnico del 2006 indicano che il 3,35% delle aziende - tutte superiori ai 2.500 ettari - detiene il 61,57% delle terre. Dall'altra parte, il 68,55% delle azione (al di sotto dei 100 ettari) possiede il 5,53% delle terre".
  • In quale contesto sociale e economico avvengono i conflitti agrari nelle campagne in Mato Grosso?
  • Inácio Werner – La concentrazione delle terre produce un riflesso diretto sull'agricoltura familiare. Mentre la media nazionale di appropriazione è del 33,92% delle risorse, in Mato Grosso questa fetta si riduce al 6,86%. In altre parole, il 93,14% della torta finisce all'agricoltura gestita da grandi imprenditori.
  • Dom Pedro Casaldáliga, in 'Una Chiesa dell'Amazzonia in conflitto con il latifondo e la marginalizzazione sociale', documento che compie 40 anni il 9 ottobre, già denunciava il conflitto determinato dalla volontà di profitto del latifondo che aggredisce e espropria le comunità e i popoli che hanno vissuto per generazioni sulle loro terre, in particolare popoli tradizionali come quilombolas, indigeni...
  • Quali sono le principali ragioni delle minacce nelle campagne, in questo stato? Quante persone sono minacciate oggi  in Mato Grosso?
  • La causa principale delle minacce è la resistenza sulla terra o la lotta per la conquista di un pezzo di terra. Ci sono minacce anche per chi denuncia la vendita di lotti destinati alla riforma agraria, per chi denuncia il lavoro schiavo, il disboscamento o la vendita di legname, oltre all'uso abusivo di agrotossici.
  • Secondo il quaderno "Conflitti nelle campagne" della CPT, in Mato Grosso tra 2000 e 2010 sono state minacciate 114 persone, alcune più di una volta. Una persona è stata minacciata 6 volte. Delle 114 persone minacciate, 6 sono state assassinate. Negli ultimi 3 mesi abbiamo ricevuto altre cinque denunce di minacce di morte da leader legati alla lotta per la terra.
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  • Quali sono i gruppi economici e politici che esercitano egemonia in Mato Grosso?
  • Il latifondo riorganizzato attraverso l'agrobusiness supera l'influenza della quasi totalità dei partiti politici in Mato Grosso. Alcuni rappresentano il latifondo e altri l'agrobusiness.
  • Chi è Blairo Maggi? Qual è la sua reale forza politica nello stato? Come ha costruito il suo potere economico e politico? Come si relazione con il movimento sociale?
  •  Blairo è in prima linea nel modello dell'agrobusiness, è diventato portavoce di una classe, interpretando molto bene le aspirazioni dei latifondisti che, invece di scegliere rappresentanti puntano su quelli che sono dei loro.
  • Blairo, attraverso il  Gruppo Amaggi (André Maggi, padre di Blairo) ha costruito il suo "impero" con la diversificazione. Non ha investito solo nella modernizzazione del suo latifondo: oltre a essere il re della soia, compra, trasporta,  possiede imbarcazioni, investe nei porti, costruisce PCHs (piccole centrali idroelettriche).
  • Blairo si è anche modernizzato nella relazione con il movimento sociale. All'inizio del suo governo nel 2003 diceva che nello stato non c'era lavoro schiavo. Poi con la pressione dei movimenti sociali ha firmato il Piano Statale di sradicamento del lavoro schiavo. Ha ricevuto il premio "motosega d'oro" e poi ha dato segnali nella direzione di cercare di evitare il disboscamento.
  • Come ha reagito il PT dello stato al fatto che Maggi è stato uno dei principali sostenitori di Lula prima e Dilma poi?
  • La alleanza tra  PT e PPS e, poi, PR è stata costruita a livello nazionale e replicata nello stato con poche resistenze. Ci sono state reazioni in settori minoritari.
  • Come si ripercuotono le denunce di corruzione del Ministero dei Trasporti  in Mato Grosso che ha in Pagot uno dei personaggi centrali e è uno degli affiliati politici di Maggi?
  •  In Mato Grosso, la relazione Pagot/Maggi è molto nota. Erano insieme nei due mandati del governo Maggi. La reazione è stata scarsa poiché i media ne hanno parlato poco e la relazione dei due è vista come uno scandalo in più che si somma a tanti altri.
  • Il Forum dei Diritti Umani e della Terra–Mato Grosso propone al governo dello stato la creazione del Programma statale di protezione dei testimoni. Come ha ricevuto questa proposta il governo del Mato Grosso e quale è la sua aspettativa in relazione al Programma?
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  • Il Forum da anni insiste perchè il governo statale possa aderire ai programmi federali di protezione. Queste trattative per aderire si scontrano con diverse scuse, come quella che non ci sono soldi, che ci sarebbe bisogno di una grande quantità di poliziotti, che ci vorrebbero leggi per poter realizzare il programma.  Ora sembra che un primo passo sia stato fatto nel reperimento delle risorse (..). Ma quel che rende più difficile la realizzazione di questo programma è la scarsa convinzione relativa all'importanza di questa politica e poi c'è la paura di compromettersi (...). Lo stato è chiamato a agire sulle cause delle minacce e quindi forzato a prendere posizione e scontrarsi con gli alleati
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  • Secondo la CPT negli ultimi 25 anni, 115 persone sono state assassinate per conflitti nelle campagne in Mato Grosso e solo 3 casi sono stati giudicati. Come valuta l'azione del sistema giudiziario?   
  • La giustizia nel nostro paese non condanna chi ha soldi e influenza politica. (...) Senza dubbio anche la lentezza della giustizia contribuisce all'impunità e in qualche modo incentiva il crimine.
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  • Il Centro Burnier è oggi il principale riferimento del movimento sociale in Mato Grosso? Con quali altre organizzazioni lavorate?
  • Non so se il  Centro Burnier è il principale punto di riferimento. Noi ci sforziamo per un cambiamento nel modo di agire, lavorando in rete, rafforzando gli spazi collettivi. La sfida è creare una rete forte in un momento di fragilizzazione dei movimenti sociali, in cui la sopravvivenza di ogni organizzazione è minacciata. Lavoriamo su vari fronti con CPT, centro pastorale per i migranti, consiglio indigenista missionario, comunità di base, centro studi biblici, il Movimento Sem Terra  e molti altri, oltre a settori organizzati nell'università federale del Mato Grosso.