Un fronte Brasile - intervista a Stedile - Pagina 13, 8/8/2015

  • Un fronte Brasile
  •  João Pedro Stédile, dirigente del Movimento Sem Terra, parla in questa intervista del tema che è sulla punta della lingua di 10 militanti su 10 della sinistra brasiliana: la necessità di costruire "un fronte".
  • (Pagina 13 - agosto 2015)
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  • Página 13. Si è sempre parlato della necessità di costruire un "fronte". Per quali motivi la congiuntura attuale rende questo fronte più necessario e urgente?
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  • João Pedro Stédile. L'idea di costruire fronti è sempre stata presente nel patrimonio di idee delle forze popolari e dei partiti di sinistra, poiché partiamo dal principio che è necessario costruire una grande unità tra la maggior parte delle forze popolari (rappresentate da moltissime forme di mediazione che la classe lavoratrice organizza per affrontare i suoi problemi)
  •    E per quanto questa necessità di creare fronti, di unità popolare, sia una necessità strategica, perché solo così la classe lavoratrice può costruire l'egemonia nella società con le sue idee e le sue proposte, in generale, qui in Brasile, le esperienze di fronti si sono sempre realizzate solo in periodi elettorali, con l'obiettivo limitato di vincere le elezioni.
  • Tuttavia, ora, fuori dal periodo elettorale e in un contesto storico in cui si aggravano le crisi economica, sociale, politica e di valori, penso che molti settori delle forze popolari si sono resi conto che solo con la costruzione di processi unitari potremo affrontare insieme le crisi e soprattutto riusciremo a presentare proposte alternative per il popolo, per uscire dalle crisi.
  • La borghesia ha già le sue proposte per uscire dalla crisi, il rigore e il riallineamento dell'economia agli USA, immaginando che le imprese transnazionali riprenderanno gli investimenti e faranno uscire l'economia dalla crisi in cambio di ciò che resta delle imprese strategiche e della riduzione delle spese dello stato - quel che loro chiamano stato minimo -  perchè il bilancio pubblico dell'Unione sia finalizzato ai loro interessi e non alla soluzione dei problemi del popolo. In terzo luogo la borghesia ritiene che si debba ridurre il cosiddetto costo-Brasile della manodopera, che in pratica vuol dire ridurre i diritti sociali e del lavoro garantiti nella CLT e nella Costitutuzione. Questo programma è il ritorno al neoliberismo, ossia alla libertà totale per il capitale.
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  • Página 13. Il fronte popolare ha un programma, una piattaforma, una sintesi dei suoi obiettivi?
  • Stédile. Siamo in un processo di costruzione dell'unità tra le forze popolari, con uno sguardo strategico, ossia, con l'obiettivo di costruire un programma di lungo periodo che rappresenti la soluzione  per i problemi del popolo e l'uscita dalla crisi. E in questo processo di costruzione stiamo ancora discutendo, ascoltando, consultando.
  • All'inizio abbiamo elencato solo una piattaforma politica che dal 2013 indirizza i dibattiti nei movimenti popolari e tra le forze politiche  (vedere sotto). Questa è la piattaforma minima che sta unificando oggi le forze popolari.
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  • Página 13. É un fronte elettorale?
  • Stédile. No. I fronti elettorali sono costruiti dai partiti che partecipano alle elezioni. Non siamo in tempo di elezioni e il fronte non è composto solo da partiti. Al contrario, dai movimenti popolari, studenteschi, sindacali, con uno spettro il più ampio possibile e con alcuni partiti che si avvicinano alle idee del fronte popolare.
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  • Página 13. Ci sono settori che ancora non fanno parte del fronte. Lei ritiene necessario e possibile incorporarli?
  • Come fare?
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  • Stédile. Anche se la necessità dei fronti, come ho detto, è una necessità programmatica per chi vuole costruire maggioranze nella società e non solo con i suoi cugini..... penso che sarà difficile creare un fronte unico, popolare o di sinistra. Perché alcuni settori di sinistra hanno letture diverse della situazione attuale, puntando sull'affondamento del governo e sulla sconfitta totale del PT e del PCdoB, per emergere poi come alternativi.  E anche se possiamo avere tutte le critiche di questo mondo nei confronti delle politiche e del comportamento delle direzioni dei partiti e dei movimenti, tuttavia è innegabile che le forze popolari che si sono costruite in questi trenta anni sono presenti in una militanza sociale che è anche nel PT, nel PCdoB, nei fronti di massa e anche in settori di PDT e PSB. Ossia, dobbiamo ripulire il bambino ma non buttarlo via con l'acqua sporca.
  • Per questo è possibile che nel prossimo periodo ci siano vari fronti in campo popolare. E questo è direi naturale, date le origini dottrinarie, ideologiche e di comportamento tattico di ciascun gruppo politico. Personalmente penso che dobbiamo puntare su un fronte popolare che agglutini ampi settori popolari e anche la classe media all'interno di una piattaforma politica comune. E la piattaforma politica penso che possa riunire settori ampi.
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  •  Página 13.Qual è il   calendario delle attività?
  • Stédile. E' molto difficile fissare calendari poiché si tratta di processi di costruzione che hanno ritmi lenti e sono influenzati dai rapporti di forze e dalla lotta di classe. Stiamo realizzando diverse riunioni e assemblee negli stati e a livello nazionale. Speriamo durante il secondo semestre di consolidare un fronte popolare che riunisca ampi settori, ma allo stesso tempo questo fronte deve alimentare mobilitazioni di massa per agire nella congiuntura e nella lotta di classe. Alla fine, solo la mobilitazione della classe lavoratrice può alterare i rapporti di forze e collocare la classe a un altro livello nella disputa per le uscite dalla crisi.
  • Purtroppo, in questo momento, solo i settori militanti, i mediatori si stanno mobilitando, la base sociale è quieta, assiste. E' lì che dobbiamo lavorare per spiegare la gravità della situazione e cercare di mobilitarli con proposte di uscita dalla crisi. Certamente, nel secondo semestre avremo molte mobilitazioni. Sono già programmate, per esempio, la Marcia delle Margherite a Brasilia a cui aderiranno i movimenti popolari e la giornata di lotta unitaria del 20 agosto in tutte le capitali. Poi, nella settimana della patria, ci sarà il Grido degli esclusi, in ottobre ci sono appuntamenti internazionali di lotta contro le transnazionali e per la sovranità alimentare (tra 12 e 16). Poi avremo il 5 novembre la giornata continentale contro l'offensiva imperialista degli USA, celebrando la sconfitta dell'ALCA dieci anni fa nel Mar de la Plata. Quindi in questo periodo ci saranno articolazioni e mobilitazioni di massa. La lotta sarà grande.
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  • Piattaforma  minima per discutere con le forze popolari nella costruzione della necessaria unità
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  • Difesa dei diritti dei lavoratori: lottare per miglioramenti delle condizioni di vita del popolo, il che coinvolge il lavoro, il reddito, la casa, l'educazione, la terra, il trasporto pubblico ecc. Criticare e fare azione di massa contro tutte le misure di politica economica e di "aggiustamento fiscale" che sottraggano diritti ai lavoratori e impediscano un processo di sviluppo con distribuzione di reddito.
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  • 2. Difesa dei diritti sociali del popolo brasiliano. Dobbiamo lottare contro la diminuzione della maggiore età penale, contro lo sterminio dei giovani poveri delle periferie e per l'ampliamento dei diritti sociali, che sono in pericolo  a causa delle campagne dei media borghesi e delle iniziative conservatrici nel congresso.
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  • 3. Difesa della democrazia. Non possiamo accettare nessun tentativo di golpe. E, anche per questo, per fare riforme più profonde, dobbiamo procedere nella lotta per la riforma politica, per la riforma del potere giudiziario e dei mezzi di comunicazione di massa, come strumenti di democrazia necessaria.
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  • 4 Difesa della sovranità nazionale. Il popolo è il vero  padrone del petrolio, del  pré-sal e delle ricchezze naturali. Dobbiamo contrastare l'offensiva che mira a consegnare il nostro petrolio alle transnazionali, così come dobbiamo lottare contro il trasferimento di miliardi di dollari all'estero, in forma legale attraverso le imprese, o illegale attraverso conti segreti (si veda il  caso  HSBC).
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  • 5. Lottare per riforme strutturali e popolari. Ci sono diverse proposte già consolidate intorno alla necessità delle riforme politica, urbana, agraria e tributaria, dell'educazione ecc. Riteniamo che il documento unitario costruito dai movimenti popolari nell'agosto del 2014 sia un sussidio che dobbiamo utilizzare per discutere.
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  • 6. Difesa dei processi di integrazione  latino-americana in corso come  Unasul, Celac, MERCOSUL e integrazione popolare, attaccati dalle forze del capitale internazionale.