Ci stiamo difendendo, non siamo riusciti a elaborare un progetto (brani di un'intervista a Stedile)

  •  BRANI DI UN'INTERVISTA A STEDILE SULLA NECESSITA' DELLA RIFORMA AGRARIA POPOLARE E DI UN NUOVO PROGETTO PER IL BRASILE (30/1/2016)
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  • Ci stiamo difendendo, non siamo riusciti a elaborare un progetto
  • Nell'intervista al Jornal Extra, durante il coordinamento nazionale del MST (che ha visto la partecipazione di 400 persone) a Caruaru, in Pernambuco,  Stedile ha ripreso l'analisi sulle 4 crisi esplose in Brasile - economica, sociale, politica, ambientale. Negli ultimi due anni  nessuna forza sociale è riuscita a presentare un progetto in grado di dare prospettive al paese.
  • La borghesia è divisa. Alcuni settori, come il capitale finanziario e le multinazionali vogliono il ritorno del neoliberismo, ma questo non è un progetto per il Brasile, è finalizzato soltanto a mantenere il loro lucro finanziario.  Altri settori della borghesia produttiva sono confusi perchè dipendono dal mercato interno e non sanno che fare. La piccola borghesia più reazionaria delle città ha sollevato questa assurda bandiera dell'impeachment, che non porterebbe da nessuna parte, ma aprirebbe una quinta crisi, quella istituzionale.
  • Anche noi, nella classe lavoratrice abbiamo difficoltà simili. La classe lavoratrice, attraverso i sindacati e i partiti, attraverso lo stesso Fronte Brasile Popolare, fino ad ora non è riuscita a fare  altro se non  presentare posizioni difensive: la difesa dei diritti, la difesa della Petrobras, la difesa contro l'impeachment ecc.
  • Ci stiamo difendendo, non siamo riusciti ad elaborare un progetto che ci permetta di dire: la via d'uscita dalla crisi è questa. E poi oggi scendono in piazza solo sindacati, partiti, movimenti popolari, chiese. La massa sta quieta, inerte e ha paura.
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  • L'esaurimento del neosviluppismo
  • All'inizio una parte della sinistra ha sottovalutato la gravità della situazione, il Partito dei Lavoratori, forza maggioritaria della sinistra, non si è reso conto che la crisi determinava la fine del neosviluppismo e ha continuato a insistere. Durante il mandato di Lula e il primo mandato di Dilma, il neosviluppismo è stato positivo perchè coniugava crescita economica e distribuzione di reddito e rappresentava un patto della classe lavoratrice con settori della borghesia. Poi l'economia ha smesso di crescere e i programmi di ridistribuzione sono stati bloccati, parte della borghesia si è allontanata dal neosviluppismo e Dilma ha rischiato di perdere le elezioni. Non ha senso che il PT o la sinistra tradizionale inisistano su un ritorno al neosviluppismo perchè non ci sono prospettive in questo senso.
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  • Il neosviluppismo ha bloccato la riforma agraria
  • Va elaborato un nuvo progetto, ma per questo ci vuole tempo, bisogna capire quali sono le forze che possono unirsi e soprattutto coinvolgere le grandi masse nelle strade. Il MST vuole contribuire all'unità della sinistra e per questo ha lavorato alla costruzione del Fronte Brasile Popolare. Noi abbiamo un ruolo decisivo anche perchè il neosviluppismo per i contadini ha rappresentato una barriera, visto che l'alleanza tra borghesia agraria dell'agrobusiness e governo ha bloccato la riforma agraria. Ma ora l'agrobusiness non si sente più impegnato nei confronti del governo, guarda all'impeachment e al ritorno al neoliberismo.
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  • Faremo la nostra parte nella costruzione di un nuovo progetto
  • Pensiamo che ora si aprirà un nuovo periodo storico con una ripresa della lotta di massa nelle campagne e speriamo che - come già successo altre volte - questo sia uno stimolo perchè la classe lavoratrice urbana vada in strada a lottare per un progetto.
  • Noi  ci impegneremo a cercare di contribuire ad una alleanza con la classe operaia in generale, all'unità della sinistra, alla discussione e alla costruzione di un progetto per il paese, facendo la nostra parte, che è quella di riprendere il dibattito sulla riforma agraria contro l'agrobusiness.
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  • Abbiamo due alleati: la natura e il popolo delle città che vuole alimenti sani
  • Nella nostra lotta per la costruzione di una riforma agraria popolare, abbiamo due alleati fondamentali. Il primo è la natura, perchè l'agrobusiness la distrugge, visto che produce veleni che uccidono la biodiversità e distruggono gli equilibri della natura. Arriva il momento in cui la natura si vendica, con le siccità, con la mancanza d'acqua a San Paolo, con alluvioni nel sud e con l'alterazione del clima in tutto il paese. Il risultato dell'agrobusiness arriva nei nostri stomaci, per questo il nostro secondo alleato è il popolo delle città. Prima ci guardava e diceva: "Questi poveri hanno diritto di lottare per la terra". Ora sta diventando chiaro che l'unico modo di produrre senza veleno è l'agroecologia, che richiede molta manodopera e cura da parte di contadini competenti. Oggi i contadini non sono solo i custodi della natura, ma gli unici che possano assicurare cibo sano. E il popolo della città capisce questo, lo vediamo dal successo dei nostri mercati, in cui i prodotti agroecologici vanno a ruba.