intervista con Stedile sulla congiuntura brasiliana, alla vigilia del voto sull'impeachment

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  • INTERVISTA CON JOAO PEDRO STEDILE
  • Sindacato degli ingegneri dello stato di Rio de Janeiro
  • 5 aprile 2016  https://www.youtube.com/watch?v=IarQK-oH9Sw
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  • 1.IL MOMENTO ATTUALE DEL BRASILE
  • Il Brasile vive un momento molto particolare in questa traiettoria della sua storia perchè stiamo vivendo la conflagrazione di 4 crisi allo stesso tempo.
  • Una crisi economica che è alla base di tutte le crisi.
  • Una crisi sociale perchè i problemi della popolazione non vengono risolti.
  • Una questione ambientale perchè c'è un'aggressione crescente del capitale sui beni della natura senza misurare le conseguenze. Esempi sono il crimine di Mariana, la mancanza di acqua  nella maggiore città del paese che è  San Paolo....
  • E abbiamo infine una crisi politica, che è il risultato di questi ultimi anni in cui i capitalisti si sono appropriati della democrazia rappresentativa e - attraverso il finanziamento privato delle campagne - eleggono chi vogliono e da questo è risultato un Parlamento che è completamente dissociato dalla volontà della popolazione.
  • In una indagine di opinione è stato rilevato che i soggetti politici in Brasile hanno un credibilità di appena lo 0.01 %. 
  • La conflagrazione di questa crisi fa si  che si debba trovare una nuova via d'uscita. La crisi è  scomposizione, niente funziona bene.
  • Come si esce dalla crisi? Quando le classi sociali riescono a unirsi e presentare alla società un progetto di uscita; bisogna convincere un gran numero di persone.
  • Quel che succede oggi in Brasile è che non ci sono progetti di uscita dalla crisi che uniscano le classi e quindi, il settore del potere economico brasiliano più legato al capitale finanziario e alle transnazionali ritiene che - per uscire dalla crisi - si debba tornare al neoliberismo. Ossia la libertà totale del capitale, perchè loro possano ottenere di nuovo il loro tasso di profitto e tornare ad arricchirsi sempre di più.
  • Tuttavia, per realizzare il progetto neoliberista, il governo Dilma rappresentava una barriera. Non per quel che ha fatto il governo Dilma, che ha in realtà commesso molti errori. Ma, in qualche forma, il governo Dilma rappresentava una coalizione di forze sociali che si opponevano al neoliberismo. Quindi vari settori della borghesia, per fortuna non tutti, hanno messo all'ordine del giorno la necessità dell'allontanamento della presidente.
  • Ma questa non è la soluzione alla crisi. E -  dal lato della classe lavoratrice - noi stiamo cominciando le mobilitazioni, ancora con un carattere molto difensivo,  per far fronte al golpe voluto da questa parte della borghesia, ma non abbiamo ancora avuto la capacità politica di raccogliere forze per discutere un progetto di paese. Di modo che, compagni e compagne, vivremo un lungo periodo di due, tre, cinque anni, fino a che la classe lavoratrice nn riuscirà a costruire un nuovo progetto per il paese e a conquistare la maggioranza della società.
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  • 2.IL CLIMA POLITICO E SOCIALE NEL PAESE
  • Il Brasile è una società molto disuguale,  che viene dalla nostra eredità coloniale, schiavista. Noi abbiamo una società in cui, l'1% di quella borghesia più ricca controlla il 58% dell'economia.
  • Poi abbiamo un 8% di piccola borghesia, gente delle professioni liberali, piccoli proprietari,  ma che hanno la testa della borghesia.
  • E, quindi,  la maggioranza della popolazione composta dalla classe lavoratrice, da gente che vive del proprio lavoro.
  • Che succede nella società brasiliana?
  • L'8% della piccola borghesia è un segmento della nostra popolazione molto reazionario, storicamente, perchè non sono borghesi dal punto di vista economico, ma hanno rabbia nei confronti dei poveri a causa di questa base sociologica di una società molto diseguale. Loro vogliono sempre distinguersi dai poveri. Il Brasile è l'unico paese al mondo che ha ancora un ascensore diverso per i domestici e i cani. Non c'è in nessun altro paese al mondo. Questo è un segnale dell'odio.
  • Quindi cosa è successo ora? C'era un odio latente, in questo segmento della piccola borghesia, contro i poveri, un odio che ha anche una componente razziale,  visto che la maggioranza dei poveri brasiliani sono negri, afrodiscendenti, o mulatti, o indios.
  • Quel che è successo con la crisi è che, siccome la crisi mette a soqquadro la società, noi abbiamo una componente ideologica molto forte stimolata dalla rete Globo e dai mezzi di comunicazione in genere, dalla televisione.  E' come se i mezzi di comunicazione avessero levato il tappo a quell'odio che stava compresso nella classe media ed è come se questa fosse stata stimolata a stigmatizzare i poveri ed è quello che sta succedendo.
  • Non ce l'hanno solo con i rossi, con il PT;   mi hanno detto "comunista, invasore di terra, vattene a Cuba"..Sono dettagli.
  • Si tratta di persone con un alto livello di convinzioni reazionarie, che non vogliono vivere in una società egualitaria. Vogliono essere diversi e superiori. Per essere superiore, devi umiliare gli altri. Cominci in casa, umiliando la tua domestica. Credo che la foto più bella della manifestazione del 13 marzo sia quella in cui si vede una coppia borghese che partecipava alla manifestazione, ma chi spingeva il passeggino del figlio era la domestica negra con il grembiule....
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  • 3.LA QUESTIONE DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE
  • In un periodo di crisi anche la destra non è unita. agisce su vari fronti, sbattendo qua e là come una mosca impazzita. Abbiamo un potere economico, esercitato dalle imprese, dagli imprenditori più reazionari, abbiamo questa piccola borghesia di cui ho già parlato, abbiamo un Parlamento che è molto conservatore e dissociato dalla sua base elettorale e abbiamo un nucleo ideologico, che è quello più unito ed è quello che sta dando la direzione politica alle altre forze della destra, che è il nucleo ideologico formato dal Pubblico Ministero, dal giudice Sergio Moro, associato alla Globo. E, siccome i mezzi di comunicazione sono sotto il controllo di questo nucleo ideologico di destra, sono utilizzati come la principale arma offensiva contro i lavoratori,  stimolando il golpe nella sfera istituzionale.
  • E, certamente, nella prossima tappa della nostra società, quando discuteremo sul progetto futuro, dobbiamo inserire  in primo luogo la democratizzazione dei mezzi di comunicazione e in particolare della televisione, perchè la televisione è un grande strumento di massa ed oggi è concentrata, è un vero monopolio di tre gruppi che si accordano tra loro.
  • E la televisione, e in particolare la Globo, ha connessioni dirette con gli USA e con la destra latinoamericana, attraverso l'Istituto Millennium. Hanno creato questo istituto, che è in realtà uno spazio di articolazione politica. E' perfino buffo per chi segue le notizie dell'America Latina vedere che gli argomenti trattati a proposito del Messico, del CIle, del Perù dell'Argentina sono gli stessi della Globo, gli stessi temi, lo stesso modo di stigmatizzare i poveri, la sinistra; il modo in cui mettono in ridicolo Lula, Mujica, Chavez, Fidel Castro. Li trattano come scarafaggi mentre sono veri leader popolari
  • Per far fronte a questo noi dobbiamo fare una vera guerra di guerriglia...per usare un'espressione militare e, visto che non abbiamo un grande potere, noi forze popolari dobbiamo sviluppare tutti i mezzi di comunicazione possibili, siano giornali, come Brasil del Fato, o internet e soprattutto - e secondo me la sinistra non se n'è ancora resa conto  in tutta l'America Latina, anche nei paesi con maggiori tradizioni - usare gli strumenti culturali. La cultura è un elemento fantastico di comunicazione di massa e di mistica intorno alle idee, quindi quello di cui noi abbiamo bisogno ora è di sviluppare la cultura:  il teatro, la musica, i graffiti, la pittura, insomma tutte le manifestazioni culturali perchè siano percorsi di discussione delle idee e si possa creare così, come diceva Gramsci, un'egemonia, cioè che la maggioranza pensi la società in una maniera più solidale, più giusta, più fraterna.
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  • 4. L'IMPORTANZA DEL FRONTE BRASILE POPOLARE
  • Prima di tutto noi del MST e tutti i movimenti popolari siamo molto critici nei confronti del governo Dilma,  perchè lei è stata eletta da 54 milioni di lavoratori con un programma e -  dall'ottobre del 2014 ad ora -  ha abbandonato il programma della campagna e ha adottato un altro programma che non interessa alla classe lavoratrice. Ha adottato l'agenda neoliberista nell'illusione che, adottando il programma neoliberista, la borghesia le avrebbe dato tempo, ma questo non è successo, anzi è successo il contrario, tanto più cedeva alla borghesia più la borghesia esigeva da lei. E siamo arrivati allo scontro attuale della richiesta di impeachment.
  • Io spero che questa richiesta venga bocciata in Parlamento, ma, indipendentemente dal risultato, a partire da maggio noi avremo un altro governo. Questo governo Dilma, che abbiamo criticato, è finito, è finito travolto dalla borghesia che gli ha dato scacco matto. Ci sono due opzioni ora. La conciliazione è finita. O la destra sconfigge il governo Dilma e lo assume chiaramente su di sè, con Temer e Cunha (e sarà un governo disastroso con l'intensificazione della lotta di classe nelle strade perchè adotteranno il programma neoliberista e taglieranno diritti, privatizzeranno il pre-sal, le idroelettriche...quindi si acutizzerà la lotta di classe in Brasile, non risolvendo niente, ma anzi peggiorando le cose), oppure l'altro scenario è - sconfitto l'impeachment - la nascita di un nuovo governo coordinato da Lula, ossia recuperando i parametri della campagna elettorale con la quale Dilma è stata eletta. Lei sarà una coordinatrice del governo, ma certamente il governo va ricostituito, nuovi ministri, nuovi rappresentanti, perchè invece di spartire gli incarichi di governo sulla base dei partiti, dovrebbe essere ricostruito in modo da rappresentare la  società.  E anche se la crisi non sarà superata - perchè la crisi non verrà superata dal governo - noi avremo un governo di transizione che permetterà che noi, nei prossimi tre anni, stimoliamo nella società un dibattito sempre più approfondito su quale può essere il progetto per il paese.
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  • 5. IL FRONTE BRASILE POPOLARE E IL DIALOGO CON IL GOVERNO
  • IL Fronte Brasile Popolare non è un'articolazione istituzionale, parlamentare o partitica. Si propone:
  • - prima di tutto di portare le masse per le strade perchè le masse esercitino l'unico potere politico che hanno. Non sono in Parlamento e non sono nel governo. Se le masse si mobilitano e vanno per le strade è nelle strade che si esercita il potere politico della maggioranza.
  • Quindi il ruolo del Fronte Brasile Popolare non è quello di bloccare il golpe e tornare a casa, ma di continuare a stimolare perchè ci siano mobilitazioni  di massa non più su una linea difensiva, come abbiamo fatto negli  ultimi anni (contro il golpe, contro la privatizzazione della Petrobras)  ma andando in  avanti verso un'agenda propositiva;
  • - seconda cosa, compito del Fronte è stimolare la formazione militante di questa nuova gioventù che sta venendo fuori in questo processo. Formazione significa discutere idee, studiare, fare corsi di formazione, approfondire il dibattito sulla situazine brasiliana
  • - il terzo compito del Fronte sarà - durante i prossimi tre anni - stimolare il dibattito intorno a un nuovo progetto di paese per affrontare la crisi, perchè la crisi è storica. Noi abbiamo vissuto crisi simili solo negli anni 30, negli anni 80 e negli anni 60. In questo momento è necessario che le forze popolari discutano un progetto che faccia uscire il paese dalla crisi, dal punto di vista dela classe lavoratrice, perchè migliori le sue condizioni di vita, nel prossimo periodo.
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  • 6. IL CONTESTO POLITICO NELL'AMERICA DEL SUD
  • Cosa succedeva prima? Durante il periodo del neoliberismo, negli anni 90, c'era un'egemonia del neoliberismo in tutta l'America Latina, era l'era Reagan-Tatchter. Tutti i governi dell'America Latina erano sottomessi, subordinati agli USA. Quel modello è entrato in crisi, da quella crisi sono sorti in America Latina due nuovo progetti: Il progetto neosviluppista, che è stato un patto tra lavoratori e settori della borghesia, soprattutto in Brasile, Argentina, Uruguay e il progetto dell'ALBA, in qualche modo guidato da Chavez, che vedeva la necessità di un progetto nazionale, antimperialista  e antineoliberista.   Si poteva costruire su questa linea antimperialista solo costruendo un'alleanza di integrazione continentale, non solo di governi, ma dell'economia, dell'energia e soprattutto un'integrazione popolare. Noi siamo passati, dall'elezione di Chavez nel 98 al 2013, questi 15 anni sono stati anni di disputa tra tre progetti: neoliberismo, neosviluppismo e ALBA. In ogni elezione che c'era in America Latina, questi tre progetti  presentavano candidati nei loro paesi e il rapporto di forza cambiava. A volte il neosviluppista si alleava con il neoliberismo, per esempio rispetto al tema dell'etanolo, a volte il neosviluppista si alleava con l'Alba e da lì si è creato lo scenario dell'UNASUR e del CELAC.
  • Qual è la situazione che stiamo vivendo oggi?  in AL, negli ultimi due anni, i tre progetti sono entrati in crisi. Il neoliberismo è in crisi, chiedete  a qualsiasi giornalista qual è la situazione del Messico oggi, il Messico è praticamente uno stato a pezzi.
  • Il neosviluppismo è in crisi come qui in Brasile in Argentina e in Uruguay e anche l'Alba è entrato in crisi,  perchè si basava un po' sulla maggior ricchezza del Venezuela che era il petrolio. Chavez - nella sua saggezza - utilizzava il petrolio come un bene strategico in favore di tutti e ora questo non può essere più fatto. Quindi, lo stesso progetto dell'Alba si è fermato.
  • Bene, se questi tre progetti sono in crisi, è naturale che in ciascun paese, quando ci sono le elezioni, le forze tentano di travolgere il governo che rappresenta quel progetto. Succede in Argentina, in Brasile,  in Venezuela, ma anche nei paesi neolibersti. Quindi, noi siamo in uno scenario di crisi generalizzata e, così come in Brasile, i progetti per uscire dalla crisi non li ha nessuno perchè ci vogliono anni ed è necessario che le classi sociali di ogni paese ricostruiscano un progetto che riesca a portare il paese su una sua strada.
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  • (l'originale è una intervista video. La trascrizione non è stata rivista da Stedile)
  • Trascrizione e traduzione di Serena Romagnoli