Non possiamo restare neutrali, parlano tre giovani nordestini della Brigata Antonio Candido

  • Non possiamo restare neutrali
  • (2 agosto 2017)
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  • Tre giovani nordestini del Movimento Senza Terra (in Italia con la Brigata Antonio Candido) ci spiegano il loro rapporto con la politica partitica,  Lula e i governi a guida PT e raccontano anche come il MST stia producendo nuovi e più preparati dirigenti anche nella loro regione.
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  • Andreza da Silva Alves 22 anni, Alagoas
  • Jeanderson De Sousa Santos, 30 anni,  Bahia
  • Antonio Cidivan Veras de Sousa, 33 anni Ceará
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  • Domanda: Di recente giovani brasiliani come voi – del PSOL (Partito socialismo e libertà) – vi hanno preso in giro in un incontro internazionale a Otranto, identificandovi con il PT, il partito di Lula? Vi sentite “Petisti”?
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  • CIDIVAN - Molti confondono le cose, ci descrivono come un movimento legato organicamente al PT. Questo non è vero,  il MST è un movimento sociale che lotta per la riforma agraria, ha appoggi dentro il partito dei lavoratori, ma siamo un’organizzazione senza vincoli con i partiti.
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  • JEANDERSON – Occuparsi di politica è una necessità strutturale del movimento, non possiamo restare estranei alla lotta politica. Il PT ha appoggiato molte delle nostre rivendicazioni e per questo lo abbiamo sostenuto in diverse occasioni. E’ vero che i governi a guida PT non hanno fatto la riforma agraria, ma se compariamo questi governi con quelli precedenti, i governi di Lula e Dilma hanno contribuito a strutturare in modo migliore gli insediamenti, sulla linea della riforma agraria. Le nostre strutture sono migliorate molto in questi anni, rispetto alla situazione dei giovani, delle donne. Ci sono progetti a favore dell’agroecologia…cose che nei governi precedenti non esistevano. Noi non siamo partitici, ma non possiamo neanche restare neutrali, dobbiamo lottare per i progetti politici che condividiamo, come quelli del PT.
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  • Domanda: quindi appoggerete Lula se sarà candidato?
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  • CIDIVAN. Quando ci si riferisce alla figura di Lula come rappresentante politico della classe lavoratrice in Brasile, non posso non pensare a tutto quello che Lula ha fatto durante i suoi mandati rispetto all’inclusione sociale, alle cose positive che ha fatto, in particolare per la nostra regione del Nordest.
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  • Domanda: Come era il nordest dei vostri genitori e nonni? 
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  • CIDIVAN. Raccontare la storia del nordest nel periodo dei nostri bisnonni, nonni e genitori suscita nei nostri familiari ricordi drammatici. Il paese era governato dall’élite brasiliana e le necessità della popolazione rispetto al cibo erano enormi. Si racconta nelle famiglie (per esempio me lo ha raccontato mia nonna) come si andava a cercare vari tipi di semi nella boscaglia per trovare qualcosa da mangiare. In questi periodi di estrema povertà, negli anni 60/70,  la popolazione nordestina, la gente del nordest era costretta a bloccare camion e a saccheggiarli, non in modo violento, ma era l’unico modo per sopravvivere, o si faceva così o si moriva di fame. Venivano bloccate le strade e si prendevano dai camion gli alimenti. Era un periodo di fame terribile da noi. Ce ne sono ancora dei segni che fanno impressione. In luoghi dove ora sorgono nostri insediamenti, troviamo, magari in un punto più elevato, dei piccoli recinti di legno con all’interno delle piccole croci. Erano i luoghi dove si seppellivano, soprattutto i bambini, che morivano di fame, perché i genitori non avevano niente da dar loro da mangiare e non c’erano soldi per portarli nei cimiteri ufficiali. Questa storia del nordest è molto forte.
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  • Domanda: Che cosa che è cambiato nelle vite dei nordestini dal 2002, Avete sempre votato Lula e Dilma perché vi hanno dato il programma “Borsafamiglia”?
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  • JEANDERSON - Borsafamiglia è solo uno dei progetti sociali che sono stati avviati da Lula. Non è che solo i nordestini ne sono stati beneficiati. A San Paolo per esempio ci sono 5 milioni di famiglie che lo ricevono. Nel nordest ha una importanza particolare perché da noi le condizioni di sopravvivenza sono particolarmente difficili. Per esempio, in una regione in cui non piove per 5 anni e le famiglie devono pagare 150 reais al mese per una autobotte di acqua, la Borsa permette di comprare l’acqua e qualcosa da mangiare. Prima, nelle famiglie nordestine 2/3 persone dovevano andare via, emigrare, per esempio a San Paolo,  per poter mandare i soldi agli altri della famiglia per comprare acqua e cibo. Oggi i nordestini non accettano più di essere schiavizzati, e riescono a ottenere condizioni migliori di vita restando nel nordest. Non sono costretti a emigrare per fame.
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  • ANDREZA – Non abbiamo votato per Lula solo per la Borsa Famiglia, ma i governi a guida Pt hanno lanciato vari programmi importanti come per esempio “Luce per tutti”. Tantissime famiglie prima vivevano solo con delle lampade a kerosene, non avevano accesso all’energia elettrica, soprattutto nei posti più isolati..Mia madre per esempio  non aveva il frigorifero, la carne mia nonna la seccava con il sale appendendola sul fuoco di legna.
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  • JEANDERSON – il programma “Luce per tutti” ha portato una qualità di vita migliore per le nostre famiglie. Noi ragazzini, dovevamo fare i compiti a casa la sera (di giorno andavamo a scuola e lavoravamo nel campo) con queste lampade a kerosene che facevano molto fumo e irritavano gli occhi. Era difficile leggere e molti bambini erano costretti a mettere gli occhiali per i danni che subivano i loro occhi. Quel programma ha favorito lo studio e anche la possibilità di restare a vivere in campagna. Nei lotti del mio insediamento “PRADO”, nel sud dello stato di Bahia, l’elettricità è arrivata nel 2006.  Qualcuno se l’era procurata prima pagandola da solo, la mensilità era molto alta (100/150 reais per famiglia). Oggi ne paghiamo 20 e abbiamo un ottimo livello di elettricità senza interruzioni. Quando è arrivata la luce nei nostri lotti, i bambini e tutti i giovani hanno fatto una grande festa fino alle 3 di notte, tutti per le strade scherzando, conversando, amoreggiando. Non erano abituati e con la luce in tutte le strade… beh avevano voglia di stare in giro tutti insieme.
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  • ANDREZA- Un altro programma molto importante è stato “Acqua per tutti”.  Varie famiglie che non erano in condizioni di costruirsi un deposito di acqua, sono state aiutate dal governo. Ci sono famiglie che hanno fino a tre cisterne di 16.000 o 32.000 litri e anche con la siccità possono collegarsi a un fiume vicino e riempire le cisterne. Prima era difficilissimo anche cucinare o farsi una doccia. Questo dava molto lavoro soprattutto alle donne che per lavare un piatto e dei vestiti dovevano uscire con un recipiente pieno di piatti per esempio e andare fino al fiume, era durissimo per le donne.
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  • CIDIVAN – Soprattutto per noi del nordest, questo programma è stato fondamentale in aree rurali in cui la scarsità d’acqua è molto forte.  E come diceva Andreza, chi soffre di più per la siccità e per dover andare a cercare l’acqua sono le donne che devono fare 2/3 chilometri e portarsi recipienti pesanti sulla testa. Questo programma ha portato un vero salto nella qualità della vita soprattutto per i più poveri. Anche l’ONU ha riconosciuto il grande valore di questo progetto.
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  • JEANDERSON  – Un altro programma è stato “Cammino per la scuola”. L’accesso alla scuola è molto difficile per le comunità rurali. La maggioranza delle comunità rurali hanno al loro interno i primi 4 anni di scuola (fundamental 1), ma dopo bisogna andare nelle città e spesso le condizioni sia delle strade che dei trasporti sono pessime. I ragazzini venivano trasportati con un camion, il pau de arara, si sedevano su delle panche, il camion era aperto. Io per esempio nel 2002 sono dovuto andare a stare un anno in città a casa di una zia, perché il governo municipale non aveva soldi per pagare il trasporto per andare a scuola. Per il governo municipale mandare a scuola i figli dei contadini non era una priorità. I governi a guida PT hanno dato vita a varie politiche pubbliche perché le comunità rurali avessero la possibilità  di avere accesso all’educazione, compreso “Il cammino per la scuola” che garantisce il trasporto in buone condizioni, in piccoli autobus.
  • Poi c’è stato il Penai, per l’alimentazione scolastica, che ha permesso ai ragazzi di alimentarsi con i prodotti del lavoro dei loro genitori. I municipi, con una gara pubblica, comprano alimenti dalle comunità rurali della loro zona. Così i ragazzi hanno accesso a un’alimentazione sana e di buona qualità e non come prima quando alle gare erano ammessi i maggiori supermercati della città, gli stessi che finanziavano i candidati alle elezioni. Questo programma ha aiutato molto gli insediati, superando le difficoltà di commercializzazione.
  • Un altro programma importante è stato il Pronera, programma nazionale di educazione nella riforma agraria, per il quale i figli degli agricoltori insediati e anche i quilombolas e gli indigeni possono avere accesso all’Università. Il governo paga la struttura, i materiali di studio, i professori,  i trasporti degli studenti, e si usa la metodologia dell’alternanza. Gli studenti passano tre mesi all’università e tre mesi nelle comunità, realizzando ciò che hanno imparato all’università.
  • Io sono uno di quelli che hanno utilizzato questo programma, ho fatto il corso di agronomia con il Pronera. Abbiamo fatto un esame di ammissione nel 2008 (vestibular) . C’erano 120 partecipanti. 50 studenti sono stati ammessi a frequentare il corso. Nei quattro anni di università ho potuto sperimentare l’importanza del Pronera  per le comunità rurali, in genere escluse dalla società.
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  • ANDREZA- Se una persona vuole studiare e non è inserito nel Pronera deve andar via dall’insediamento. Non in tutte le città ci sono università e anche lì dove ci sono è difficilissimo accedere a quelle pubbliche e, comunque, si devono pagare i trasporti, i materiali e molti delle comunità rurali non hanno le condizioni economiche per fare questo.
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  • JEANDERSON – Oggi, per esempio,  nella mia famiglia (siamo 8 fratelli e nostro padre è morto nel 2002), io ho fatto agronomia, un mio fratello sta facendo medicina in Venezuela, per un accordo tra i governi del PT e il governo del Venezuela.  Nel mio insediamento ci sono altre 4 persone che frequentano corsi universitari, ma purtroppo oggi – dopo il golpe – sono già stati bloccati 42 corsi del Pronera in tutto il paese, perché ovviamente il governo di destra non riconosce l’importanza delle politiche di inclusione sociale.
  • E non abbiamo parlato di “Casa mia, vita mia”, il programma per favorire la costruzione di alloggi per i più poveri o della “Rinegoziazione dei debiti degli insediati”. Per esempio nel mio insediamento di Prado i debiti degli insediati sono stati ridotti dai governi petisti del 90/95%. E la piccola percentuale rimasta la dobbiamo pagare all’INCRA (istituto per la riforma agraria) e non più alle banche.
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  • CIDIVAN – Dopo l’impeachment vari programmi di inclusione sociale sono stati eliminati, come il Prouni per esempio, a più di un milione di giovani sono state tolte le borse per l’università.  Il programma delle Farmacie Popolari è stato bloccato. Erano farmacie in cui le medicine costavano la metà, per la popolazione più povera. E tanti altri programmi. La metà dei medici del programma “Più medici” (che aveva portato migliaia di medici, soprattutto cubani, nelle zone più sperdute del paese) è già rientrata a Cuba e in dicembre probabilmente il progetto verrà bloccato. il Pronera è senza risorse, il progetto delle  merende scolastiche, che favoriva la vendita dei prodotti degli insediati, è stato dimezzato e a fine anno non ci saranno più risorse per questo…
  • Il programma di inclusione sociale costruito dal PT nei suoi 12 anni di governo, in un anno di governo della destra golpista è stato già eliminato o lo sarà a breve.
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  • Domanda: ci sono alcune voci a sinistra che sostengono sia  inutile occuparsi della politica a livello di partiti e elezioni e ritengono che i cambiamenti verranno solo dai gruppi di base, che ne pensate?
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  • JEANDERSON - Il sistema politico in un paese purtroppo non può fare cambiamenti sostanziali. Ma siamo dentro questo sistema e sappiamo che, perché la parte più povera della società abbia accesso all’inclusione sociale, bisogna lavorare dentro questo sistema. I governi del PT sono stati gli unici che hanno guardato alla classe povera della società, sempre esclusa fino ad allora. Certo, il sistema politico attuale non è quello che ci salverà. Basta guardare al tema della riforma agraria. Lula, da candidato, diceva che avrebbe fatto la riforma agraria con un semplice tratto di penna. Ma poi lui ha dovuto allearsi con altri partiti. Lula non ha governato da solo, ci sono state molte interferenze di altri partiti, anche di destra, come quello che poi è stato protagonista del golpe. La destra non vuole l’inclusione della classe povera nel sistema politico, quindi, in questo sistema politico, una vera trasformazione della società non è possibile, ma il livello di vita della popolazione brasiliana negli anni dei governi a guida PT è migliorato molto, la qualità di vita è migliorata molto anche se non sono state fatte riforme risolutive. Senza questi governi non avremmo avuto accesso a queste politiche pubbliche, avremmo potuto organizzarci a livello di insediamento ma senza avere accesso alle politiche pubbliche, quindi non possiamo metterci in una posizione di neutralità, dobbiamo discutere di politica nei nostri insediamenti, chiarendo queste cose. La formazione politica è importante, spiegare le cose che ho detto sopra è fondamentale perché altrimenti prevale la sfiducia e se ne giovano personaggi pericolosi come per esempio un Bolsonaro. E invece di avere governi che potenziano l’agricoltura familiare avremo governi che la reprimono. Sì è importante l’organizzazione dal basso,  ma riguarda comunque gruppi minoritari rispetto alla grande massa della popolazione.
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  • Domanda: Siete tre giovani militanti/dirigenti nordestini. E’ finito il tempo in cui il MST mandava nel Nordest dirigenti del sud del paese?
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  • CIDIVAN – Nel Ceará,  il Movimento ha investito molto nel processo di formazione della militanza. Nel periodo in cui il Movimento si stava diffondendo in tutto il Brasile, sono venute molte persone dal sud e ci hanno dato un grande contributo. Oggi il movimento fa formazione a livello locale, non arrivano più compagni da altre regioni perché riusciamo a formare militanti che possono lavorare nelle loro realtà che già conoscono bene.
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  • JEANDERSON – Anche a Bahia la gente del Sud ha avuto un ruolo fondamentale,  per esempio nel 1987 quando hanno portato nella nostra regione la proposta di creare insediamenti. Ma, dopo alcuni anni, non c’è stata più la necessità di far arrivare militanti dal sud. Anche da noi funziona molto bene la formazione di nuovi quadri che è stata molto intensificata. Oggi non passa un mese senza che cominci un nuovo corso di formazione in una regione del nostro stato. Ogni giorno vengono formati militanti. Una grande capacità del movimento è proprio questa di riuscire a formare nuovi militanti in tutti gli stati. Per esempio, oggi, anche rispetto alla creazione di cooperative (una caratteristica del sud) ci sono processi di formazione nei vari stati. Grande autonomia in ogni stato.
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  • ANDREZA – anche da noi c’è grande impegno nella formazione dei giovani,  anche da noi ogni mese parte un corso, lavoriamo sempre sull’analisi politica. Oggi sono pochi i giovani che si interessano di politica e hanno una formazione. Noi stiamo lavorando molto con le persone delle città, con i giovani delle città. E da noi il ruolo delle donne è importante, ci sono più dirigenti donne che uomini in Alagoas.
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  • CIDIVAN -  Oggi, essendo cresciuto il numero dei militanti con questo grande lavoro sulla formazione, sono sempre meno i dirigenti ALGAROBA (è un albero grande e vecchio sotto il quale non cresce niente) con i quali si identificava in passato il MST di un certo stato, ora le direzioni sono molto più collettive. In Ceará c’è il corso prolungato di 3 mesi, per quelli che si avvicinano al movimento, seguito dal corso di base di due mesi, che è al livello di tutta la regione nordestina, poi c’è il corso per dirigenti, più intenso, di 3 mesi, nella scuola nazionale. Chi davvero possiede la mistica, lo spirito, la volontà di lottare per la riforma agraria e per il socialismo resta, altri magari si allontanano. Da noi si fa un corso prolungato tutti gli anni, ora per esempio a ottobre cominciamo un corso prolungato con 20 giovani di tutto il nostro stato per tre mesi di formazione, per  conoscere a fondo il movimento.
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  • ANDREZA – Una cosa importante dei nostri corsi è che quello che impariamo non lo teniamo per noi. Quando si torna nell’insediamento si condivide.
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  • CIDIVAN – Durante il corso prolungato noi parliamo con i nostri giovani: siete disponibili a spostarvi, ad andare in un’altra regione? Se sono disponibili li mandiamo in un’altra regione, quindi non è più necessario che arrivi gente dal sud. Andiamo noi nelle zone del nostro stato in cui c’è mancanza di militanti o anche negli stati vicini come per esempio il Piaui che ha molto bisogno di militanti.
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  • JEANDERSON- I giovani si coinvolgono perché creiamo continuamente nuovi accampamenti. Le occupazioni sono molto importanti per stimolare alla lotta. Sempre nuove famiglie si inseriscono nelle attività..
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  • CIDIVAN – Credo che più del 90% dei militanti del movimento sono entrati attraverso le occupazioni, a partire da me stesso. I miei genitori hanno occupato la terra e io ero con loro e da quel momento in poi ho militato nel movimento. E la più grande concentrazione delle occupazioni avviene oggi nel nordest. I nostri accampamenti devono prepararsi a resistere per molto tempo. La riforma agraria popolare si fa nella resistenza e, anche se le baracche di plastica nera sono uno dei nostri simboli, è meglio fare, nelle nostre regioni, baracche di carnauba (una palma originaria del nordest del Brasile), per prepararci a resistere a lungo
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