Documento Politico della 16ª Giornata di Agroecologia: Keno Vive! (Lapa, Parana, 23 settembre 2017)

  •  
  • Documento Politico della 16ª Giornata di Agroecologia: Keno Vive!
  • Noi, più di 2000 contadini e contadine, piccoli agricoltori, giovani, lavoratori e lavoratrici, studenti, educatori, donne, bambini, anziani, internazionalisti, militanti, comunicatori, artisti, popoli indigeni, comunità tradizionali, quilombolas, ribeirinhos/as, posseiros/as,  ricercatori, avvocati popolari e altri difensori dei diritti umani di più di 100 movimenti e organizzazioni sociali e popolari venuti da tutte le regioni dal Brasile e da 12 paesi esteri, riuniti nella 16° giornata di Agroecologia a Lapa, Paraná, tra i giorni 20 e 23 settembre del 2017, abbiamo costruito con le nostre mani la resistenza e la speranza.
  • Denunciamo il progressivo abbattimento dello Stato brasiliano, la concentrazione della ricchezza e l’espropriazione delle nostre terre da parte del latifondo e dell’agribusiness, dominato da transgenici e agrotossici e dalle loro transnazionali. Annunciamo e sosteniamo un modello di agricoltura agroecologica che fornisce le basi di un progetto popolare e sovrano del popolo brasiliano.  L’ agroecologia è il percorso possibile di sviluppo nazionale che alimenta i lavoratori e le lavoratrici della città e del campo, fornendo cibo vero e rispetta la nostra immensa biodiversità e cultura.
  • Questa 16° giornata è dedicata a  Keno (Keno Vive!). Il compagno Keno è stato assassinato dalle milizie della transnazionale Syngenta, nel 2007, è caduto lottando, così come tanti altri militanti che ricordiamo perché fanno purtroppo parte della storia brasiliana di recinzioni e sangue. La memoria di tutti questi compagni e compagne mantiene viva la fiamma della nostra lotta.
  • La 16ª Jornada di Agroecologia è a un anno dal golpe, che ha visto una violenta offensiva contro la democrazia, i diritti e la sovranità brasiliana. La crisi capitalista di superproduzione, che si è sviluppata dal 2008, ha spinto le borghesie internazionali e locali a riorganizzarsi e a sviluppare una offensiva imperialista in America latina. Viene imposto il dominio per mezzo della guerra, dei golpe, della spoliazione delle riserve naturali strategiche, degli alimenti e della biodiversità, per consolidare la divisione internazionale del lavoro che vuole acuire la dipendenza latino-americana. In Brasile si alleano la borghesia ruralista e speculativa, settori del sistema giudiziario e dei grandi media commerciali, per costruire un progetto politico-economico neoliberista, culminato nella deposizione della presidente eletta nel 2016. Da quel momento il governo illegittimo ha avviato riforme che rafforzano la posizione del Brasile come esportatore di commodity, con il ritorno dell’economia nazionale alla prevalente produzione di materie prime. Si investe nel consolidamento del modello agro-esportatore brasiliano, che esige l’importazione del pacchetto tecnologico di macchinari, input, semi, fertilizzanti e agrotossici delle grandi imprese transnazionali.
  • Sono innumerevoli i passi indietro realizzati dal punto di vista sociale; è stato spezzato il patto rappresentato dalla Costituzione del 1988 - che garantiva ampi diritti sociali - soprattutto con l’emendamento della Costituzione 95/2016, che congela gli investimenti pubblici in campo sociale per 20 anni. Crescono la concentrazione del reddito, il supersfruttamento di lavoratori e lavoratrici e dei beni comuni, l’eliminazione dei diritti, la violenza, la criminalizzazione dei movimenti sociali. Crescono la privatizzazione e la mercantilizzazione della salute, dell’educazione, della terra, della comunicazione e anche della natura, con misure che denunciamo ed elenchiamo qui sotto:
  • L’approvazione della Misura Provvisoria nº 759/2016 che va in direzione contraria rispetto alla regolarizzazione fondiaria rurale e urbana, rafforza l’appropriazione indebita di terre e la speculazione immobiliare;
  • Il Progetto di Legge nº 4059/2012, che rende possibile la vendita delle terre brasiliane agli stranieri;
  • La drastica riduzione del bilancio destinato al riconoscimento dei  territori quilombolas, e di quelli dei popoli e delle comunità tradizionali e e per l’esproprio di terre ai fini della riforma agraria. Il governo ha ridotto nel 2017 quasi del 64% le risorse del 2016 (da  551,8 milioni di reali a   201,7);
  • La distruzione delle politiche nazionali a favore della produzione familiare biologica o agroecologica, come il Programma Nazionale di Acquisto degli Alimenti  (PAA), il PAA semi e il Programma Nazionale di Alimentazione Scolastica (PNAE). Non sono stati attuati il II Piano Nazionale di Agroecologia e Produzione Biologica (PLANAPO) e il Programma Nazionale per la Riduzione di Agrotossici (PRONARA). Quest’anno i fondi destinati all’agroecologia sono stati i più bassi dal 2005.
  • La riforma della previdenza che colpisce più duramente i lavoratori e le lavoratrici rurali, con la riforma dei diritti dei lavoratori e la minaccia di un Progetto di Legge che praticamente legalizza il lavoro analogo a quello schiavo nelle campagne (PL 6.442/2016);
  • La chiusura delle scuole delle campagne e l’imposizione della scuola del pensiero unico, apolitica, oltre ai progetti che puntano a farla finita con l’educazione per l’uguaglianza di genere;
  • La legalizzazione del disboscamento e della finanziarizzazione della natura e della biodiversità brasiliana, con le alterazioni normative previste per flessibilizzare l’utilizzazione privata delle Unità di Conservazione (MPs 756 e 758) e delle Licenze Ambientali (PL 3729/2004); L’annuncio dell’estinzione della RENCA (Riserva Nazionale del Cobre e Associati) in Amazzonia, con l’obiettivo di attrarre investimenti privati per la minerazione, causando gravi impatti ambientali e alla popolazione locale;
  • La liberazione dell’utilizzazione di agrotossici cancerogeni già vietati in altri paesi (…),  la possibile approvazione del Progetto di Legge  del veleno (PL 3200/2015) e l’autorizzazione alla polverizzazione aerea sulle città (Legge 13.301/2016);
  • Le minacce costituite da progetti di legge del gruppo ruralista, con l’avanzamento in Senato del  PLC 34/2015, che punta alla fine dell’etichettatura dei transgenici, del PL 827/2015, che muta la legge  delle Cultivar, per limitare i diritti degli agricoltori a produrre i loro semi;   e il PL 1117/2015 chiamato “TERMINATOR”, che vuole liberalizzare la commercializzazione di sementi sterili;
  • La crescente criminalizzazione dei leader dei movimenti sociali. L’instaurazione della Commissione parlamentare d’Inchiesta su INCRA/FUNAI è stato l’esempio più rilevante dell’ennesimo tentativo di intimorire e frenare quelli che lottano per la terra nel paese;
  • La scomparsa formale e materiale di istituzioni che promuovevano l’uguaglianza di genere, etnia e diversità sessuale. Assistiamo all’aumento costante di vittime di violenza contro le donne, i neri, i LGBT e riteniamo ci sia l’obiettivo di minare, con la diffusione di paura e morte, la possibilità di un Brasile diverso e egualitario;
  • Questo atteggiamento dello Stato brasiliano nei confronti di donne e neri/e, che sono la maggior parte della classe lavoratrice del paese, la diminuzione di spazi di potere occupati, il peggioramento di distribuzione di reddito e case, acuiscono la divisione sessuale e sociale del lavoro e la violenza;
  • La violenza si manifesta anche nella crescita brutale del numero dei morti nelle campagne. Nel 2017 ci sono già stati 65 morti. Nel 2016 la Commissione Pastorale della Terra ha segnalato il doppio dei morti rispetto alla media degli ultimi 10 anni. Con una aggravante: aumento di stragi (come quelle di Colniza-MT e Pau D´arco-PA). Si è anche registrato il maggior numero di conflitti nelle campagne degli ultimi 32 anni, con una media di quasi tre conflitti al giorno.
  •  Nel sistema giudiziario, il più antidemocratico dei poteri, che ha avuto un ruolo centrale nell’architettura del colpo di Stato del 2016, cresce la criminalizzazione dei leader e dei movimenti sociali, mentre assistiamo a una brutale cancellazione di diritti. In questo periodo abbiamo assistito alle operazioni Agrofantasma e Castra che hanno criminalizzato organizzazioni, agricoltori e militanti dell’agroecologia;
  • Sottolineiamo il fatto che tutte queste misure colpiscono nella stessa misura la popolazione delle città; in particolare le controriforme dei diritti dei lavoratori (Lei 13.467/2017), quella della previdenza (PEC 287/2016) e quella politica (PEC 282/2016), oltre all’avanzamento del processo di privatizzazione dell’educazione e della sanità  e all’abolizione degli investimenti in queste aree.
  • Nonostante questo quadro di retrocessione generale rispetto alla congiuntura agraria e urbana brasiliana, noi guardiani e guardiane dell’agrobiodiversità e costruttori dell’agroecologia riaffermiamo che la Giornata resta uno spazio importante di scambio di esperienze e di ricostruzione del sapere/fare/sentire contadino. Di fronte all’impossibilità di dialogo e negoziazione con il Governo Federale e all’allineamento dei programmi dei tre poteri,  riaffermiamo ancora l’urgenza di rafforzare il collegamento tra i movimenti sociali e le organizzazioni  sociali di campo e città.
  • Sosteniamo il Piano Popolare di Emergenza, che sottolinea la necessità di ricostruzione della democrazia e di accesso alle politiche pubbliche relative a salute, lavoro, educazione, cultura, casa, lotta alla violenza e alla diseguaglianza, sicurezza sociale, svago, credito e sport. Per questo una riforma politica democratica del nostro sistema è fondamentale, oltre alla realizzazione di grandi riforma di base essenziali nel nostro paese: agraria, urbana, tributaria, di democratizzazione dei media e del sistema giudiziario.
  • Lottiamo per l’espropriazione dei latifondi, delle aree che non sono in regola con l’Unione e con le banche pubbliche, delle proprietà rurali i cui proprietari siano stati condannati per lavoro schiavo, corruzione e disboscamento criminale; lottiamo per l’installazione di un programma nazionale per la produzione, l’industrializzazione e la commercializzazione di alimenti sani; per la ristrutturazione di PAA e PNAE; per la linea di credito della BNDES, per l’impianto di agroindustrie cooperative di insediati e agricoltori familiari; per la realizzazione di una  Politica Nazionale di Riduzione dell’Uso dei agrotossici (PNARA) e del Piano Nazionale di Agroecologia e Produzione Biologica (PLANAPO), con la tassazione di IPI e ICMS su tutti gli agrotossici; lottiamo per la titolazione di tutte le terre delle comunità quilombolas, per la demarcazione di tutte le aree indigene e per il riconoscimento delle identità e dei territori delle comunità tradizionali; per la rinascita del Ministero dello Sviluppo Agrario (MDA); per il ripristino di un Ufficio di Garanzia Agrario Nazionale; per la trasformazione della Compagnia Nazionale di Approvvigionamento (CONAB) in una impresa statale che si occupi dell’acquisto di alimenti dall’agricoltura familiare e dell’adozione di programmi pubblici per la distribuzione dei beni agricoli; e inoltre per la revoca dell’Emendamento Costituzionale 95, che ha congelato gli investimenti sociali dello Stato Brasiliano.
  • Noi uniamo e rafforziamo le resistenze popolari in America Latina, specialmente in Venezuela, che soffre continui attacchi dell’imperialismo al progetto bolivariano. Nel nostro paese, puntiamo all’unità popolare e del campo progressista della società in particolare i Fronti “Brasile Popolare” e “Popolo senza paura” perché, senza democrazia e senza diritti, non ci sono né agroecologia né sovranità.
  • Seminiamo costantemente nuovi valori, nuovi uomini e donne e un nuovo progetto di società e agricoltura in cui i lavoratori e le lavoratrici siano protagonisti, siamo per l’uguaglianza delle etnie e dei generi. Senza femminismo non c’è agroecologia.
  •  L’Agroecologia è pratica, scienza, movimento ed è l’unica via d’uscita democratica possibile per un progetto popolare sovrano e per il superamento della crisi e della posizione di dipendenza del Brasile. E’ la condizione per rendere effettivi i Diritti umani ambientali, culturali, economici e sociali, soprattutto i diritti a terra e territorio, a una alimentazione sana, al libero uso dell’agro, della  sociobiodiversità e delle conoscenze tradizionali che vi sono associate e a un ambiente ecologicamente equilibrato e sostenibile.
  • Keno è caduto ma si è radicato nella terra, il suo seme è germogliato e continua a dare frutti. Keno è vivo tra noi e il suo esempio dà forza alla costruzione della società che vogliamo.
  • Terra libera senza transgenici e agrotossici!
  • Costruendo un progetto Popolare e Sovrano per l’ Agricoltura.
  • Curando la Terra, Coltivando la Biodiversità e Raccogliendo Sovranità Alimentare.
  •  
  • Lapa, Paraná, Brasile, 23 settembre 2017.
  •