Stedile: Abbiamo perso il controllo delle nostre ricchezze perché abbiamo perso la nostra sovranità.

  • Stedile: “Abbiamo perso il controllo delle nostre ricchezze perché abbiamo perso la nostra sovranità”  (22 settembre 2017 – Brasil de fato)
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  • Brasil de Fato: Perché il  governo Temer sta tentando di privatizzare alcuni dei principali beni della natura in Brasile?   
  • João Pedro Stédile: Il Brasile vive una grave crisi economica e sociale, che ha come causa il modo in cui funziona il capitalismo. Per sfuggire alla crisi, i capitalisti, gli imprenditori, i ricchi cercano di gettarne tutto il peso sulla classe lavoratrice, aumentando lo sfruttamento del lavoro e la disoccupazione, che è una forma per liberarsi del pagamento dei salari. Il Brasile è uno dei paesi con la maggiore quantità di ricchezze naturali, come il pré-sal, le acque, le terre, i minerali. Questi beni dovrebbero essere sfruttati a beneficio di tutto il popolo. Questo che è scritto nella Costituzione. Tuttavia, i capitalisti sanno che i beni della natura non sono frutto del lavoro e, quindi, quando sono messi sul mercato, si trasformano in merci che offrono un profitto maggiore di qualsiasi attività produttiva o commerciale. Di conseguenza, le grandi imprese fanno pressione perché il governo non sfrutti questi beni attraverso imprese statali, ma le affidi al capitale privato. Loro si vogliono tenere tutto il profitto.
  • Qual è il ruolo del capitale straniero in questo processo?
  • Tutte le grandi imprese capitaliste sognano di impadronirsi delle ricchezze naturali, ma quelle che hanno più forza sono le imprese straniere. Nel caso del pré-sal, per esempio, è uscita la Petrobras e sono entrate sei imprese straniere, dalle americane alle cinesi. Quando parliamo di acqua potabile, chi oggi controlla il mercato sono la Nestlé e la Coca-Cola. Nella minerazione, ci sono tutte imprese straniere. Il governo golpista vuole consegnare la più grande riserva di rame, che abbiamo in Amazzonia, a un’impresa canadese. Tutto questo significa che la ricchezza naturale, che dovrebbe essere a beneficio di tutto il popolo, avvantaggerà soltanto una mezza dozzina di capitalisti. Immaginate le conseguenze sull’energia elettrica. Stanno consegnando agli stranieri il controllo della nostra energia, delle idroelettriche, del prezzo della luce.
  •  Quindi le privatizzazioni danneggiano la sovranità del nostro paese?
  •  E’ chiaro. Prima il governo o le imprese statali che controllavano il modo di sfruttare le ricchezze e di investire denaro erano brasiliani. E per esempio, nella legge sul pré-sal era scritto che la metà di tutti i profitti avrebbero dovuto essere investiti in educazione, salute, scienza e tecnologia. Ora, gli stranieri portano il denaro altrove. Noi brasiliani abbiamo perso il controllo delle nostre maggiori ricchezze perché abbiamo perso la sovranità su di loro.
  • E come tutto questo influenza la vita del popolo brasiliano?
  • Colpisce il popolo in molti modi, ma soprattutto rispetto al lavoro. Facciamo di nuovo l’esempio del   pré-sal: prima la Petrobras faceva navi, piattaforme, tutto qui in Brasile, creando lavoro e reddito per i lavoratori, oltre a tasse e royalties nei comuni in cui agiva. Ora, tutto viene gestito all’estero e noi abbiamo perduto, questa è anche una delle cause della crisi finanziaria dello stato di Rio. Immaginatevi quando venderanno altre miniere, altre terre, tutto questo porterà a spostamenti della popolazione dell’interno, che resterà con i danni ambientali e senza lavoro. E poi, con queste privatizzazioni delle idroelettriche, il prezzo dell’energia crescerà molto e sarà il popolo a pagare. Il governo golpista sta commettendo un crimine contro la patria e il popolo brasiliano. Un giorno ci sarà un tribunale popolare per giudicare tutto questo e gliela faremo pagare cara. Spero che sconfiggeremo i golpisti e costruiremo un nuovo governo democratico a favore del popolo. Metteremo in galera queste persone che tentano di consegnare il Brasile al capitale straniero
  • Alcuni giorni fa, il generale Antônio Hamilton Mourão ha affermato che ci potrebbe essere un intervento militare se il sistema giudiziario non darà soluzione ai problemi relativi alla corruzione. Come valuta questa dichiarazione?
  •  La soluzione non è che i militari assumano il potere. Loro hanno il diritto di protestare contro il governo golpista come ogni cittadino brasiliano. Ma non è quello che sta succedendo. Quello che vediamo è che la cupola militare partecipa al golpismo. La soluzione è la democrazia, non la dittatura militare. E la democrazia si realizza con il voto e le consultazioni popolari. Prima di tutto abbiamo bisogno di un referendum, in modo che tutto il popolo sia chiamato a esprimere la sua opinione sulla vendita di Petrobras, Eletrobras, delle nostre miniere, della nostra acqua. E sia anche chiamato ad esprimersi sulle riforme della previdenza e dei diritti dei lavoratori. Se la maggioranza del popolo dirà di essere contrario, tutte queste decisioni - prese dai golpisti - dovranno essere revocate. E poi, bisogna convocare elezioni dirette per eleggere un nuovo governo. Il popolo deve decidere sul proprio futuro. Per questo Lula viene perseguitato, perché gli imprenditori e i golpisti sanno che Lula è il simbolo del popolo e che revocherebbe tutte queste misure. E quindi vogliono evitare che si candidi.
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