La BioNatur compie 20 anni

 

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  • 20 ANNI DELLA BIONATUR: “SIAMO UN PUNTO DI RIFERIMENTO PERCHÉ SIAMO SERI E CREDIBILI NEL NOSTRO LAVORO DI PRODURRE SEMENTI”   
  • Intervista all’insediato Alcemar Adílio Inhaia  (dicembre 2017)
  • Punto di riferimento nazionale e internazionale nella produzione di semi agroecologici, la Rete BioNatur, costruita dal MST, ha raggiunto i due decenni di un’esperienza che valorizza la coltivazione e il consumo di alimenti sani con rispetto della natura e delle risorse naturali.
  • Di questi 20 anni, le 200 famiglie insediate che producono semi negli stati di  Minas Gerais e Rio Grande do Sul hanno molto da celebrare. Oltre a contribuire alla salute del pianeta e essere sinonimo di resistenza, l’iniziativa porta grandi benefici ai lavoratori di campagne e città, attraverso la produzione di semi di verdure, di piante ornamentali, foraggere e di cereali. I 20 anni di Bionatur sono stati celebrati con un evento nell’Insediamento   Roça Nova, a Candiota, nella regione della Campagna gaúcha.
  • Aclemar Adílio Inhaia, insediato e presidente della Cooperativa Agroecologica Nazionale Terra e Vida (Conaterra), responsabile del marchio BioNatur, valuta il lavoro realizzato dalla rete e rivela le principali difficoltà incontrate in questi 20 anni, sottolineando le sfide per il futuro.
  • Che rappresenta questo ventesimo compleanno di Bionatur nella storia della promozione dell’agroecologia?
  • La BioNatur è nata nell’ambito del dibattito sull’agroecologia. L’agroecologia è stata sempre uno dei suoi principi dall’inizio ed è all’origine del lavoro con i semi. Siamo nati agroecologici, questa è una nostra caratteristica e la nostra forte identità. Noi parlavamo di produzione di semi agroecologici, non di certificazione biologica. Abbiamo cominciato a parlare di certificazione biologica in seguito a una pressione del mercato e all’evoluzione del processo. Ma fino al 2009/2010 parlavamo solo di agroecologia. Se guardiamo i nostri pacchetti di semi più antichi c’è scritto questo.
  •  Che valutazione fate del vostro lavoro di questi 20 anni?  Ne diamo una valutazione positiva perché abbiamo resistito. La produzione di semi è molto diversa dalle altre catene produttive in particolare se parliamo di semi di ortaggi. Oggi in Brasile ci sono poche imprese, rispetto alle dimensioni del paese, che lavorano con la produzione di semi di ortaggi. E la sfida diventa ancora maggiore se parliamo di produzione biologica o agroecologica. La BioNatur, in questi 20 anni, è riuscita a strutturarsi e resistere, la prospettiva per i prossimi anni è espandere il nostro lavoro verso la commercializzazione e la gestione. Dobbiamo qualificare maggiormente questo processo, abbiamo già una grande accumulazione di dibattito e pratica agroecologica. Abbiamo imparato molto e credo che la nostra prospettiva è di avanzare rispetto a una serie di questioni.
  • La BioNatur è diventata un punto di riferimento nazionale e internazionale nella produzione di semi agroecologici. Come è stato possibile arrivare a questo livello e quali sono state le principali difficoltà incontrate? La BioNatur è diventata punto di riferimento per la campagna dei semi 2001/2002, nella lotta ai transgenici. Il MST ha assunto un ruolo molto importante in questo contesto. Abbiamo subito anche molte frustrazioni perché tutti pensavano, in quella fase, che saremmo decollati, saremmo diventati un punto di riferimento nella produzione e nella commercializzazione, ma non è stato così. Il processo della produzione di semi è molto complesso e deve essere compreso nella sua totalità per poter avanzare, Non è una cosa automatica. Tu fai un investimento, produci, commercializzi e basta. Ci sono una serie di norme e problemi che a volte bloccano il processo. Noi abbiamo avuto molte difficoltà e siano arrivati quasi a fallire più volte, ma il MST è riuscito a superare questo momento in maniera collettiva. Anche ora stiamo vivendo un momento difficile. Ora è il momento non soltanto di resistere ma anche di pensare a altre dimensioni e azioni anche in altri stati
  • Quale è stato il contributo sociale ed economico che la creazione della BioNatur ha portato alle famiglie associate?   Ha avuto un ruolo fondamentale nell’ampliare la visione e elevare il livello di coscienza delle famiglie con cui lavoriamo da lungo tempo. Rispetto alla questione economica ci sono state alcune innovazioni. Ci sono agricoltori che si dedicano in modo particolare ai semi e quindi realizzano una serie di azioni all’interno del loro lotto. Ci sono altri che partecipano più al dibattito sull’agroecologia, sulla produzione di semi e la diversificazione delle colture in uno stesso lotto. Quindi la BioNatur fa parte di un contesto molto interessante, nel quale per alcune famiglie è la fonte principale di reddito, per altre è importante soprattutto per l’alimentazione.
  • Che cosa avete trasmesso alla società in questi 20 anni?  Non ci siamo mai fatti sedurre dal modello dell’agribusiness. Abbiamo proceduto con prudenza un passo per volta, per questo siamo sopravvissuti. Questo è stato possibile grazie alle analisi che il MST ha saputo realizzare in ogni periodo, per cui in alcuni momenti la produzione di semi si è intensificata e in altri ha rallentato. Per la società siamo un riferimento perché abbiamo mantenuto credibilità e serietà nella produzione dei semi. Siamo un riferimento anche perché, fino ad oggi, non è nata nessun’altra impresa simile alla nostra. Certamente, torniamo a ripeterlo, non siamo gli unici a produrre semi. Ci sono molte imprese, ma di questo tipo, più legato alla commercializzazione, il riferimento è ancora la BioNatur in America Latina
  • Quali sono i principali obiettivi e le principali sfide per i prossimi anni? La BioNatur dovrà saper interpretare con molta saggezza quale sia la principale meta e la sfida da affrontare in questo periodo. Abbiamo un buon gruppo di produttori, una base creata e formata da 20 anni. Abbiamo una struttura che ci permette oggi di fare un lavoro più ampio. Ma dobbiamo prendere le misure, con grande cautela. Non è come fare una produzione convenzionale o anche biologica di un unico prodotto. La produzione di sementi ha molte variabili. Per esempio: un anno si vende molto bene il melone perché un gruppo di agricoltori ha deciso di piantare questo prodotto e il mercato ha risposto positivamente. In un altro anno non si vendono semi di melone. Un anno si vendono bene le carote, un altro anno si vendono meno o magari si è abbassato il prezzo delle carote. Il prezzo degli ortaggi varia molto di anno in anno. Infine, ci sono innumerevoli questioni che la BioNatur dovrà interpretare e organizzare per pianificare i prossimi tre anni. Ci proponiamo di cominciare a discutere a dicembre e continuare fino a maggio 2018 quando sarà eletta la prossima direzione della BioNatur. Finora la pianificazione è stata fatta dal gruppo interno alla rete. Ora ci sono il Minas Gerais e almeno altri tre stati che vogliono produrre i nostri semi. Dovremo capire come organizzarci e strutturarci per questo, perché la BioNatur nel Rio Grande del Sud ha caratteristiche completamente diverse da quelle della BioNatur del Minas Gerais. Dovremo discutere molto bene di tutto questo perché sarà decisivo per i prossimi anni.
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