Le dieci cose più gravi che nel 2017 hanno peggiorato la vita del popolo brasiliano

  • Le dieci cose più gravi che nel 2017 hanno peggiorato la vita del popolo brasiliano
  •  João Pedro Stedile 28 dicembre  2017
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  • Ad ogni fine d’anno si è sempre soliti fare un bilancio dei passi avanti e indietro nella vita del popolo. Ma in questo 2017, pieno di eventi memorabili, è molto difficile fare una selezione.
  • Vi suggerisco di fare la vostra lista! Questa è la mia, l’ordine non è molto importante….
  • 10 – Paralizzazione della riforma agraria e delle politiche pubbliche per l’agricoltura familiare e contadina, con la chiusura del Ministero dello Sviluppo agrario (MDA), la rottamazione dell’Istituto Nazionale di Colonizzazione e Riforma Agraria (INCRA), la liberalizzazione di un maggior numero di semi transgenici e di agrotossici per avvelenare i nostri alimenti.  A questo si aggiunge il progetto di vendere le nostre terre al capitale straniero.
  • 9 – La non-penalizzazione delle imprese Vale S.A. e BHP Billiton, per i crimini di Mariana (MG). Dobbiamo ricordare che queste imprese hanno ucciso 21 persone, hanno devastato un fiume di 700 chilometri,  il Rio Doce, e hanno recato danno alla vita di migliaia di persone tra gli stati di Minas Gerais e Spirito Santo. Fino ad oggi, non hanno indennizzato nessuno né hanno riparato i danni arrecati al popolo mentre vogliono ampliare le attività minerarie nella regione.
  • 8 – Le manipolazioni e le prepotenze della coppia Dallagnol e Sérgio Moro, che ledono la Costituzione e cercano di rendere impossibile la candidatura di Lula, senza presentare prove. Dall’altro lato invece il fatto che restino liberi personaggi come Aécio Neves, il senatore Zeze Perella, José Serra, Ricardo Teixeira, Eike Batista, il banchiere Daniel Dantas: nonostante le prove evidenti di corruzione.
  • 7 – La consegna al grande capitale privato e straniero delle nostre ricchezze naturali, come il pré-sal, i minerali, l’acqua, che dovrebbero essere utilizzati per il bene del popolo brasiliano.
  • 6 – L’approvazione, da parte del Congresso, del limite agli investimenti sociali in Educazione e Salute. Ma, allo stesso tempo, l’ampliamento delle spese, con interessi di più di 400 miliardi di reais del bilancio pubblico, a favore dei banchieri.
  • 5- Le pratiche manipolatorie della Globo che inganna e mente al popolo. Anche se ora è caduta la maschera perché è diventato evidente l’accordo per il quale, in cambio dell’appoggio al governo golpista di Michel Temer, vengono fornite consistenti risorse per la pubblicità.
  • 4 – La cosiddetta "riforma del lavoro", che ha eliminato diritti storici per circa 140 milioni di lavoratori brasiliani, mantenendone 20 milioni nella disoccupazione e 22 milioni nel lavoro precarizzato e senza nessun diritto previdenziale.
  • 3 - Il comportamento parziale e partitico dei membri del Supremo Tribunale Federale (STF), in particolare del Sr. Gilmar Mendes, che agisce sempre per favorire gli interessi della grande borghesia. 
  • 2 – L’immagine più chiara della disuguaglianza che possiamo cogliere nella rivelazione che solo 6 capitalisti guadagnano più di 102 milioni di brasiliani. E, tra questi ultimi, il 25% delle famiglie non possiede nessun reddito mensile.
  • 1 – Il fatto che siano restati in carica il governo golpista di Michel Temer e i suoi parlamentari nel Congresso.
  • Dato tutto questo, la domanda che continuiamo a porci è: Cosa aspettarci dal 2018?
  • Che il popolo si mobiliti, lotti, si sollevi in difesa dei propri diritti e degli interessi di tutta la nazione. Che ci siano elezioni libere, democratiche e con la partecipazione di Luiz Inácio Lula da Silva.
  • Un abbraccio e ci vedremo là, "nelle strade, nei campi e nelle costruzioni", come diceva il poeta !!!