Donne Sem Terra occupano il Ministero dell’Agricoltura

 

Fonte: sito web MST-Brasil

9/3/2020

 

Nella mattina di lunedì 9 marzo 2020, le donne Senza Terra hanno occupato il Ministero dell’Agricoltura a Brasilia. La mobilitazione ha visto la partecipazione di 3500 lavoratrici Senza Terra di 24 stati e fa parte della Giornata Nazionale di Lotta delle donne Senza Terra.

Durante l’azione, le lavoratrici hanno denunciato la distribuzione, in corso agli insediati della Riforma Agraria, di titoli di proprietà individuali di lotti di terra. Si tratta di quella che viene chiamata “titolarizzazione delle terre” un processo che mira alla privatizzazione delle terre di Riforma Agraria. Le manifestanti hanno inoltre protestato contro le misure del governo Bolsonaro che tagliano gli investimenti pubblici e liberalizzano l’uso dei pesticidi.

 

 

Quanto alla distribuzione della proprietà individuale dei terreni agli insediati, si tratta di fatto di una regolarizzazione della vendita di lotti di riforma agraria. Viene inoltre demandata all'Istituto nazionale di colonizzazione e riforma agraria (Incra) la responsabilità sulle aree collettive degli insediamenti, dove si trovano scuole e centri di formazione organizzati dal MST. "Come MST, difendiamo sempre il contratto di concessione di uso (CCU), perché limita la commercializzazione delle terre conquistate: la terra per noi è un bene comune della natura, e quindi non può essere una merce", spiega Maria da Silva Trindade, una militante del MST.

 

Nonostante gli sforzi dell'attuale governo per nascondere il proprio fallimento in campo economico, i brasiliani avvertono la caduta degli investimenti pubblici, che hanno superato i 66 miliardi di reais tra il 2012 e il 2014 e ora, nel 2020, verranno probabilmente abbassati a 20 miliardi. In questo contesto, la disoccupazione fa crescere il numero delle persone scoraggiate, senzatetto e senza cibo, al punto che il Brasile è tornato nella Hunger Map, un'indagine condotta dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura (FAO).

Lo scenario che all'estero si è dimostrato fallimentare, trova le stesse fantasiose giustificazioni qui: è una bugia l'idea che se il governo spende meno, il mercato avrà più fiducia e tutto migliorerà come per magia”, critica la militante dell'MST che ritiene che le grinfie della destra bolsonarista e miliziana siano un'espressione del progetto ultraliberale, che vuole porre fine a tutti i diritti della classe lavoratrice.

 

La liberalizzazione dell’uso di pesticidi nel paese, secondo il Ministero dell'Agricoltura ha portato al rilascio di 474 pesticidi nel solo 2019. La più grande liberalizzazione degli ultimi 15 anni.

Inoltre, le politiche di riforma agraria sono state distrutte da misure come il decreto n. 10.252 che cancella la struttura dell'Istituto nazionale per la colonizzazione e la riforma agraria (Incra). Il decreto estingue il Programma nazionale di educazione alla riforma agraria (Pronera), il programma Terra Sol e altri programmi che davano incentivi agli insediati, ai quilombola e alle comunità estrattive. Il programma di acquisizione alimentare (PAA) procede nella stessa direzione. L'anno scorso, l'importo investito dal PAA con fondi del Ministero della cittadinanza era di 188 milioni di reais. Per il periodo che inizia, la previsione è di 101 milioni.

 

Inoltre, il governo di Bolsonaro è determinato a privatizzare le terre e promuovere la devastazione ambientale. Un esempio è MP 901/19 che, in pratica, escluderà dalla protezione ambientale 4.745 ettari di flora negli stati di Amapá e Roraima e renderà disponibili queste aree per l'estrazione mineraria. Il cosiddetto MP da Grilagem (MP 910/19) rende flessibili le norme per la regolarizzazione del possesso della terra, cedendo agli invasori illegali (che hanno utilizzato documenti falsi per appropriarsi di queste terre) aree dell'Unione, fino a 2.500 ettari, per un valore trascurabile del 10% della nuda terra (non coltivata).