Il Movimento Sem Terra nella congiuntura brasiliana

 

  • Il Movimento Senza Terra  nella Congiuntura brasiliana. (31/3/2018)
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  • Il MST è un movimento contadino nato nel 1984 dalle occupazioni di terre improduttive nel sud del Brasile. E’ presente oggi in 24 stati su 26; coinvolge 370.000 famiglie insediate, 100 cooperative, 96 agroindustrie, 1900 associazioni e 100.000 famiglie accampate. Le persone che conquistano la terra (insediati) continuano a lottare per scuole, energia elettrica, salute ecc. Negli insediamenti e negli accampamenti le famiglie si organizzano in nuclei che discutono i problemi della loro area. Da questi nuclei emergono i coordinatori dell’insediamento o dell’accampamento. La stessa struttura si ripete a livello regionale, statale e nazionale. Un aspetto importante del MST è la parità di genere in tutti gli organismi (ci sono sempre due coordinatori: un uomo e una donna). Le istanze più importante del MST sono il congresso nazionale (ogni 5 anni circa) e gli incontri nazionali (ogni 2 anni)  in cui si valuta la realizzazione degli obiettivi congressuali.  
  • Riforma agraria popolare e agroecologia Nel 2014, nel loro ultimo congresso, i senza terra hanno presentato la loro proposta di Riforma Agraria Popolare, cotrapposta al modello dominante dell'agrobusiness,  basata sull’agroecologia, che si propone di produrre alimenti sani destinati al mercato interno, irrealizzabile senza l’alleanza con i lavoratori urbani e il sostegno di tutto il popolo brasiliano.
  • L’impeachment e il governo Temer.  Il nuovo governo è frutto di un colpo di stato Si è trattato, è chiaro, di un golpe di seconda generazione, di natura istituzionale anziché militare, del genere di quelli verificatisi in Honduras e Paraguay.  Ma, comunque lo si chiami, è evidente che l’offensiva parlamentare-giudiziario-mediatica che ha condotto il 29 agosto 2016 alla destituzione della presidente Dilma Rousseff - eletta da 54 milioni di brasiliani - non è stata in grado di nascondere agli occhi del mondo quello che i movimenti popolari, e con loro illustri giuristi, andavano sostenendo da mesi: che, cioè, la messa in stato di accusa in assenza di un reato non è impeachment, ma golpe. Il governo di Michel Temer (che a differenza di Dilma è realmente coinvolto in gravi fenomeni di corruzione) sta operando per privatizzare le imprese statali, deregolamentare le attività economiche, ridurre lo Stato al minimo e annientare la sua capacità di incidere sulla attività economica e proteggere lavoratori e esclusi. Va in questo modo in direzione opposta rispetto all’azione dei governi guidati dal Partito dei Lavoratori che, almeno nel campo del sostegno ai più poveri, hanno ottenuto, tra il 2003 e il 2015, conquiste importanti, attraverso l’innalzamento del salario minimo e i progetti Fame Zero prima e Borsa Famiglia poi, sottraendo 40 milioni di persone alla assoluta miseria.  Attualmente destre, parte della magistratura e media stanno conducendo un campagna di criminalizzazione dell'ex-presidente Lula, che può presentarsi di nuovo candidato alle elezioni di ottobre 2018 (tutti i sondaggi dicono che in questo caso sarebbe certamente eletto). Il processo contro Lula, che  non si basa su prove sta procedendo a passi rapidi. Si vuole arrivare all'arresto dell'ex presidente, che Perez Esquivel vuole candidare al Premio Nobel per la Pace e che sta raccogliendo una vasta solidarietà internazionale (in Italia per esempio dal prof. Ferrajoli)
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