Il Movimento Sem Terra e la riforma agraria in Brasile

Il MST è un movimento contadino nato nel 1984, dalle occupazioni di terra nel sud del Brasile. È oggi presente in 24 stati del paese e coinvolge un milione e mezzo di persone. Grazie alle sue lotte, 350.000 famiglie hanno conquistato la terra, mentre 150.000 stanno lottando negli accampamenti. Centrale nel MST è il vincolo con la propria base: "Siamo un'organizzazione politica e sociale delle masse non un gruppo ben preparato che pensa di risolvere da solo il problema della riforma agraria". E la riforma agraria sembra ancora lontana in Brasile, nonostante il governo Lula l'abbia promessa con il II Piano Nazionale di Riforma Agraria dell'autunno 2003. L'Incra, Istituto nazionale per la riforma agraria, fornisce dati sconvolgenti: l'1,6% dei proprietari con immobili al di sopra dei mille ettari possiedono il 46,8% dell'area totale esistente nel paese, il 51,4% degli immobili classificati come grandi proprietà è improduttivo, ossia più di 133 milioni di ettari di terre non rispondono alle esigenze di produttività e potrebbero essere espropriate per la riforma agraria, secondo il dettato costituzionale. Nel gennaio 2009 il Movimento Senza Terra ha celebrato i suoi primi 25 anni di vita e di lotte. È indispensabile una "massificazione" della lotta, hanno affermato in molti, la crisi economica che sta lasciando senza lavoro centinaia di migliaia di persone può essere un'occasione di trasformazione ma ci vogliono molti militanti che siano in grado di organizzarli e formarli. Chi viene dalla città, chi ha svolto attività diverse da quella agricola, anche se magari proviene da una famiglia contadina, tende spesso a mercantilizzare tutto, non ha pazienza di aspettare, quindi il problema della formazione e dei quadri capaci di attuarla è enorme - dice Egidio Brunetto, uno dei fondatori del MST. (gennaio 2009)