8 marzo - Il Manifesto delle donne del Rio Grande do Sul

  • Donne del campo e della città unite nella lotta contro l’agrobusiness e per la sovranità alimentare (trad S.R.)
  •  In questo mese in cui commemoriamo i cento anni dell’8 marzo come giornata internazionale di lotta delle donne, noi lavoratrici del campo e della città del   Rio Grande do Sul siamo nuovamente nelle strade: Quest’anno la nostra mobilitazione ha come principale obiettivo denunciare di fronte alla società che la maggior parte del cibo che arriva sulle tavole della popolazione brasiliana non è alimento, è veleno.
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  • Il Brasile è il campione mondiale nell’uso di pesticidi, veleni molto pericolosi usati in agricoltura, che provocano molte malattie per i produttori e consumatori e grandi impatti ambientali. Oltre a questo, la maggior parte dei prodotti industriali che mangiamo è fabbricata con soia transgenica e anch’essa causa danni alla nostra salute
  • E chi mangia il cibo avvelenato? Siamo noi, i poveri. Sono le donne e gli uomini che lavorano e ricevono bassi salari o sono disoccupati e scelgono gli alimenti meno costosi e non quelli di qualità. Sono i senza terra, i senza casa, che si alimentano grazie alle ceste di base. I ricchi possono scegliere i prodotti organici, coltivati senza veleni.
  • I pesticidi e i transgenici non servono a saziare la fame del popolo ma a saziare la fame di lucro delle imprese dell’agrobusiness, la maggior parte delle quali sono multinazionali. Questi prodotti avvelenano le terre, le acque e soprattutto le persone. 
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  •   Il latte materno è fonte di vita solo se le madri mangiano alimenti sani.In questa mobilitazione stiamo allattando scheletri per denunciare di fronte alla popolazione in genere e in particolare di fronte alle donne che quando mangiamo cibo avvelenato e diamo il petto ai nostri figli, invece di alimentarli per la vita, trasmettiamo loro la morte. 
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  • Le malattie causate dai pesticidi sono trasmesse da una generazione all’altra, e una delle modalità di trasmissione è il latte materno. Intanto, lo stesso governo che fa campagne per spingere le donne ad allattare, finanzia l’agrobusiness che produce cibo avvelenato per il popolo povero, contaminando il latte della maggioranza delle mamme brasiliane. 
  •  La gente non vuole solo cibo. Noi donne che passiamo buona parte delle nostre vite  occupandoci di coltivare e/o di preparare alimenti per garantire la salute alla nostra famiglia, siamo nelle strade per gridare con voce forte e convinta che la gente non vuole solo cibo, vuole cibo sano vuole sovranità alimentare!
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  • Per l’agrobusiness, il lucro è più  importante della vita. L’agrobusiness nuoce alla salute del popolo e dell’ambiente! E i governi statale e federale che finanziano l’agrobusiness stanno usando il denaro pubblico per sostenere l’avvelenamento della popolazione povera e la contaminazione delle nostre terre ed acque.

 

  •  Siamo in lotta contro:
  • Contro l’agrobusiness, un modello di produzione agricola che si basa sul supersfruttamento del lavoro delle persone, sulla contaminazione degli alimenti, sulla distruzione delle nostre ricchezze naturali. Lottiamo contro l’uso di risorse pubbliche per finanziare la contaminazione del popolo e dell’ambiente. Siamo in lotta contro tutte le forme di violenza contro le donne, inclusa l’imposizione di un tipo di alimentazione che non rispetta i costumi alimentari e causa molti danni alla salute. 

  

  • Siamo in lotta per:
  •  La Sovranità Alimentare – con la riforma agraria, con creazione di lavoro e di una vita dignitosa per le popolazioni contadine, con una agricoltura biologica che rispetti la diversità delle biomasse e dei costumi alimentari. I governi si dicono preoccupati per la sicurezza alimentare, vogliono che le persone abbiano più pasti al giorno. Ma tanto importante quanto la quantità del cibo è la sua qualità. Per questo non basta la sicurezza alimentare, dobbiamo costruire la Sovranità Alimentare.

 

  •  Donne di VIA CAMPESINA, del MTD, della Intersindacale e della   UFRGS. Porto Alegre, marzo 2010