Manifesto della Rete dei comunicatori per la Riforma Agraria - Marzo 2010

Il blog della riforma agraria è online     http://www.reformaagraria.blog.br/
È stato inaugurato giovedi 18 marzo il blog della rete dei comunicatori in appoggio alla riforma agraria e contro la criminalizzazione dei movimenti sociali. Uno degli obiettivi editoriali del blog è seguire i lavori della Commissione Parlamentare Mista di inchiesta installata alla fine dell’anno voluta dal gruppo ruralista al parlamento, che mira a criminalizzare chi lotta per la terra.  Questo sito vuole anche diffondere informazioni sulle esperienze positive di riforma agraria, di insediamenti rurali e di agricoltura familiare di cui i media privati non parlano. Il blog vuole essere un punto di riferimento per altri siti, blog e pubblicazioni che trattano di questo tema. È aperto alla collaborazione di tutti quelli che capiscono l’urgenza della riforma agraria e che non accettano la criminalizzazione della lotta per terra, promossa dai latifondisti delle campagne e dei media. Per aderire alla rete basta  accedere alla pagina e registrarsi. Contribuite con testi, foto e video. I responsabili del blog sono i firmatari del manifesto di creazione della Rete.

  • 19 marzo – Perché tanto odio contro chi chiede, semplicemente, che la terra sia divisa?
  • Manifesto della Rete dei Comunicatori per la Riforma Agraria E’ in corso un’offensiva conservatrice in Brasile contro la Riforma Agraria e contro qualsiasi movimento che combatta la disuguaglianza e la concentrazione di terra e reddito. E non c’è bisogno che tu sia d’accordo con tutto quel che fa il MST per comprendere quello che è in gioco.
  •  Una campagna orchestrata è stata iniziata da settori della cosiddetta “grande stampa brasiliana” – legati agli interessi dei latifondisti e di coloro che si sono illegalmente appropriati di terre – e parti del Potere Giudiziario. Ed è rapidamente arrivata al Congresso Nazionale, dove una CPMI è stata insediata con l’obiettivo di bloccare coloro che lottano per la riforma agraria.
  • L’immagine di un trattore che distruggeva aranceti nell’interno dello stato di San Paulo, in una fazenda le  cui terre pubbliche erano state indebitamente privatizzate, è stata diffusa nel paese alla fine dell’anno scorso, con una offensiva organizzata. Miserabili agricoltori sono stati arrestati e umiliati. Sarebbero i responsabili del “grave attentato”. La polizia ha lavorato rapidamente producendo uno spettacolo che è finito sugli schermi televisivi e nelle pagine dei giornali. Il messaggio sembra essere: chi sostiene la riforma agraria è un “bandito”, è un “marginale”. Chiaro esempio di “criminalizzazione” dei movimenti sociali. Chi dirige questa campagna ha due obiettivi: impedire che il governo federale stabilisca nuovi parametri per la riforma agraria (dopo tre decenni, il governo ha in progetto di rivedere “gli indici di produttività” che aiutano a stabilire quando una fazenda può essere espropriata); e “dimostrare” che  quelli che hanno distrutto piante di arancio sono i responsabili della “violenza nelle campagne”.
  • Si tratta di una grave distorsione.
  • Facendo un paragone sarebbe come se, nell’Africa del Sud dell’Apartheid, un manifestante nero tirasse  una pietra contro la vetrina di un negozio dove possono entrare solo bianchi e i media sudafricani iniziassero una campagna per dimostrare che la fonte di ogni violenza non è il regime razzista ma il povero manifestante che ha tirato la pietra.
  • In Brasile siamo a questo livello: la violenza nelle campagne non è risultato di ingiustizie storiche che rafforzano il latifondo, ma è causata da chi lotta per ridurre queste ingiustizie. Tutto questo non ha senso…..
  •  La violenza nelle campagne ha un nome: latifondo. Ma questo lo vedrai difficilmente in TV. La violenza e l’impunità nelle campagne possono essere tradotte in numeri: più di 1500 agricoltori sono stati assassinati negli ultimi 25 anni. Dettagio: una indagine della CPT mostra  che due terzi degli omicidi nelle campagne non arrivano nemmeno a provocare una inchiesta. Mandanti (normalmente grandi fazendeiros) e loro pistoleiros restano impuniti. 
  •  Una cosa è certa: la riforma agraria interessa al Brasile. Interessa a tutto il popolo brasiliano, ai movimenti sociali del campo, ai lavoratori rurali e al MST. La riforma agraria interessa anche a coloro che si vergognano per l’esistenza di accampamenti di plastica nera ai bordi delle strade brasiliane: lì, vive gente espulsa dalla terra, senza un angolo per piantare, in questo paese immenso  e ricco, ma ancora dominato dal latifondo. 
  •  La riforma agraria interessa anche a chi capisce che la violenza urbana si spiega – in parte – con il trasferimento non organizzato di popolazioni che sono espulse dalla terra e obbligate a vivere in condizioni medievali, nelle periferie delle grandi città.
  • Per questo ripetiamo: indipendentemente dal fatto che siamo d’accordo o meno con alcune azioni di coloro che vivono anni e anni sotto la plastica nera ai bordi delle strade, siamo in un momento decisivo e dobbiamo sostenere la riforma agraria. 
  • Se sei un democratico, forse hai già capito che gli attacchi coordinati contro il MST fanno parte di una offensiva più grande contro qualsiasi organizzazione o cittadino che lottino per la democrazia e un Brasile più giusto.
  •  Rifletti con noi:

- Perché tanto odio contro chi chiede, semplicemente, che la terra sia divisa?- Come reagire a questa campagna infame in Parlamento e sui media?- Come portare avanti la battaglia della comunicazione per sostenere la riforma agraria in Brasile?

  • E’ l’invito che ti facciamo: 
    •  Alcimir do Carmo.
    • - Altamiro Borges.
    • - Ana Facundes.
    • - André de Oliveira.
    • - André Freire.
    • - Antonio Biondi.
    • - Antonio Martins.
    • - Bia Barbosa.
    • - Breno Altman.
    • - Conceição Lemes.
    • - Cristina Charão.
    • - Cristovão Feil.
    • - Danilo Cerqueira César.
    • - Dênis de Moraes.
    • - Emiliano José.
    • - Emir Sader.
    • - Flávio Aguiar.
    • - Gilberto Maringoni.
    • - Giuseppe Cocco.
    • - Hamilton Octavio de Souza.
    • - Henrique Cortez.
    • - Igor Fuser.
    • - Jerry Alexandre de Oliveira.
    • - Joaquim Palhares.
    • - João Brant.
    • - João Franzin.
    • - Jonas Valente.
    • - Jorge Pereira Filho.
    • - José Arbex Jr.
    • - José Augusto Camargo.
    • - José Carlos Torves.
    • - José Reinaldo de Carvalho.
    • - José Roberto Mello.
    • - Ladislau Dowbor.
    • - Laurindo Lalo Leal Filho.
    • - Leonardo Sakamoto.
    • - Lilian Parise.
    • - Lúcia Rodrigues.
    • - Luiz Carlos Azenha.
    • - Márcia Nestardo.
    • - Marcia Quintanilha.
    • - Maria Luisa Franco Busse.
    • - Mario Augusto Jacobskind.
    • - Miriyám Hess.
    • - Nilza Iraci.
    • - Otávio Nagoya.
    • - Paulo Lima.
    • - Paulo Zocchi.
    • - Pedro Pomar.
    • - Rachel Moreno.
    • - Raul Pont.
    • - Renata Mielli.
    • - Renato Rovai.
    • - Rita Casaro.
    • - Rita Freire.
    • - Rodrigo Savazoni.
    • - Rodrigo Vianna.
    • - Rose Nogueira.
    • - Rubens Corvetto.
    • - Sandra Mariano.
    • - Sérgio Caldieri.
    • - Sérgio Gomes.
    • - Sérgio Murilo de Andrade.
    • - Soraya Misleh.
    • - Tatiana Merlino.
    • - Terezinha Vicente.
    • - Vânia Alves.
    • - Venício A. de Lima.
    • - Verena Glass.
    • - Vito Giannotti.
    • - Wagner Nabuco.
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