Intervista a Stedile sulla congiuntura politica e agraria. Il MST è una minaccia per la società?

 Intervista a Stedile sulla congiuntura politica e agraria. Il MST è una minaccia per la società?  (Il rapporto con i media, i governi, la società civile, l’atteggiamento di fronte alle elezioni) * – su “Vi o mundo” 8 aprile 2010 ( Conceição Lemes)    

  • Il 17 aprile – anniversario della strage di Eldorado dos Carajas  del 1996, nella quale sono stati uccisi 19 contadini senza terra – è stata dichiarata giornata mondiale delle lotte contadine, il MST si prepara anche quest’anno a celebrare questa data. “il nostro obiettivo – dice Stedile - è dare visibilità alla nostra lotta anche perché, fino ad oggi, nessuno dei poliziotti e dei politici responsabili del Massacro di Carajas è stato punito. Il ruolo del nostro movimento è organizzare i lavoratori delle campagne perché lottino per i loro diritti, migliorino le loro condizioni di vita e ottengano la terra per lavorare”.  I media corporativi, che spesso criminalizzano il movimento dei lavoratori rurali senza terra hanno già lanciato una campagna contro il “Giorno Nazionale di Lotta per la Riforma Agraria” del 2010. L’editoriale “il rosso di aprile”, pubblicato nell’  Estadão di domenica 4 aprile è un’anticipazione di quello che sta per succedere.   

  

  • Viomundo — L’editoriale di Estadão diffonde paura rispetto all’ MST. Allo stesso tempo sembra spingere perché l’aprile sia più rosso – cioè violento, sanguinoso ..

 

  • João Pedro Stedile – Noi siamo abituati alle dichiarazioni ideologiche di questo giornale. Siamo colpiti dalla chiarezza con la quale sostiene gli interessi del latifondo, della minoranza privilegiata. Lo Estado de S. Paulo è il principale porta-voce delle oligarchie rurali e dei settori più arretrati della borghesia brasiliana. Non accettano nessun cambiamento sociale. Da più di cent’anni sostengono con ogni mezzo i privilegi della classe dominante.  Come un tempo pubblicavano annunci di vendite di lavoratori schiavi, ora si collocano contro la riforma agraria. Qualsiasi movimento di lavoratori organizzati è un problema. Per questo trattano il nostro movimento come una minaccia nei confronti della società, che deve essere seguito con preoccupazione e combattuto dai parlamentari, giudici, organi di intelligence e formatori di opinione.Per questo, il giornale tenta di costruire un clima di terrore e paura, di presentare il movimento dei lavoratori senza terra come un’ombra nella società, creando una paranoia che convince solo quelli che non conoscono la realtà del campo. La riforma agraria è una minaccia, di fatto, solo per i 50.000 proprietari con più di 1000 ettari che possiedono 146 milioni di ettari (il 43% delle terre coltivabili). Essi rappresentano l’1% dei proprietari…

 

  • Viomundo – La Folha tenta di spingere il MST contro il governo federale. E’ così?

 

  • João Pedro Stedile – Lo stile della Folha è più pettegolo. La Folha pensa di modificare la lotta di classe inventando fatti. Si dedica ai pettegolezzi per cercare di creare contraddizioni prive di fondamento tra il nostro movimento e il governo federale, ignorando la situazione dei lavoratori rurali e la lentezza nella creazione di insediamenti. Attualmente si dedica a creare false notizie che favoriscano la candidatura di José Serra a presidente e la continuità del suo partito al governo dello stato di  São Paulo. Il sogno del suo proprietario è essere un intellettuale rispettato, ma non è altro che un piccolo borghese, leccapiedi dei grandi interessi della borghesia 

 

  • Viomundo – Come vede gli altri media?

 

  • João Pedro Stedile – I più pericolosi sono quelli delle Organizzazioni della Globo. Il Globo e il Giornale Nazionale sono manipolatori contumaci. Riescono ad unire con genialità l’ideologia borghese e i loro interessi particolari per guadagnare denaro sostenendo ideologicamente la disuguaglianza della società. Spero che il progetto della banda larga popolare e gratuita indebolisca il potere di manipolazione della televisione  aperta e annulli il ruolo della Globo nella società brasiliana. 

 

  • Viomundo – Ho letto una sua intervista nella quale lei pone il governo Lula e quello di Cardoso sulla stesso piano. Pensa che siano davvero uguali? 

 

  • João Pedro Stedile – Nel modo di trattare i movimenti sociali, non sono uguali. Cardoso ha tentato di cooptare, isolare e ha creato le condizioni per la repressione fisica, che si è realizzata con i massacri  di Corumbiara e Carajás. Nel governo Lula c’è più dialogo, non c’è stata repressione da parte del governo federale. Purtroppo in entrambi i governi non c’è stata diminuzione della concentrazione della proprietà della terra, il che è molto grave. La riforma agraria è una politica del governo, eseguita dallo Stato in nome della società, che mira a espropriare grandi proprietà di terra che non compiono la funzione sociale. E’ una bandiera repubblicana, che si inserisce tra i diritti democratici. Per questo mira a democratizzare l’accesso alla terra e a deconcentrare la proprietà fondiaria. Durante i governi Cardoso e Lula, i latifondisti hanno accresciuto il loro controllo delle terre.                              E’ in corso un movimento di contro-riforma agraria, realizzato dalla logica del capitale delle imprese transnazionali e del mercato finanziario. Secondo il censimento  del 2006, 15.000 fazendeiros con più di 2000 ettari controllavano non meno di 98 milioni di ettari. C’è anche stata una crescente denazionalizzazione di terre, con l’offensiva del capitale straniero. Solo nel settore zucchero/alcool, in soli tre anni, il capitale straniero si è appropriato del 27% di tutto il settore, secondo il giornale Valore Economico. 
  • Nonostante questo, torno a sottolineare le differenza. Il governo Cardoso era il legittimo rappresentante dell’alleanza tra una parte della borghesia brasiliana subordinata agli interessi del capitale internazionale e finanziario. Il governo Lula rappresenta un altro tipo di alleanze. E’ un governo di conciliazione tra le classi, che ha coinvolto settori della borghesia brasiliana e settori della classe lavoratrice. E per questo è un governo più progressissta di quello di Cardoso.

 

  • Viomundo – Sono state realizzate le promesse del governo sulla ripresa della riforma agraria, dopo le mobilitazioni di agosto 2009?

 

  •  João Pedro Stedile – Nei negoziati, il governo si è impegnato a firmare il decreto che rivede gli indici di produttività e investire più di 460 milioni per gli espropri dei latifondi, oltre alle domande relative a problemi degli stati. Purtroppo non c’è stata ancora l’attualizzazione del decreto degli indici di produttività né sono arrivate le risorse per la riforma agraria.  
  • Speriamo che il governo compia le sue promesse. In questo modo, potrebbero almeno risolvere i problemi specifici e i conflitti che avvengono negli stati. Da più di due anni i procedimenti firmati per l’esproprio delle fazendas sono fermi per mancanza di risorse dell’INCRA. Il governo deve investire, al minimo, 1 miliardo di reais per azzerare il passivo delle fazendas che sono prossime all’esproprio. Il bilancio previsto per l’anno è solo di 460 milioni di reais. 
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  • Viomundo – Sulle elezioni. So che ufficialmente il MST non appoggia nessun candidato. Ma la base come la direzione ha le sue preferenze. Qual è il candidato per il quale assolutamente non votereste?
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  • João Pedro Stedile – Abbiamo discusso con i movimenti sociali di Via Campesina Brasile. Riteniamo di dover impegnarci per impedire che Serra vinca le elezioni. Non si tratta di un giudizio personale o partitico, ma di una valutazione del tipo di progetto e delle forze sociali che rappresenta. 

 

  •  Viomundo – Per quali candidati potreste votare?

 

  • João Pedro Stedile – In tutta la nostra storia non abbiamo mai preso decisioni su nomi da votare alle elezioni.  Ma naturalmente la militanza ha coscienza politica e voterà – a tutti i livelli – candidati impegnati con la riforma agraria e i cambiamenti necessari al Brasile. A partire da questo, ciascuno, d’accordo con la sua coscienza, fa la sua scelta. Il voto è una manifestazione della libertà politica individuale, che deve esprimersi sui progetti di società.

 

  • Viomundo – Nelle elezioni di quest’anno i giochi saranno molto sporchi. Come pensate di agire in questo contesto, visto che le forze conservatrici cercheranno di bruciare la candidatura di Dilma usando il MST?

 

  • João Pedro Stedile – La campagna elettorale di quest’anno sarà molto dura. Le elite e i loro mezzi di comunicazione hanno già fatto diverse riunioni per organizzarsi, in una vera guerra ideologica. Faranno di tutto per manipolare i fatti e crearne di fittizi per favorire Serra. Allo stesso tempo, se non avranno le condizioni di vincere, cercheranno di fare in modo che una vittoria di Dilma sia condizionata e non porti a cambiamenti. Per questo, attaccheranno sistematicamente tutte le lotte sociali e i movimenti popolari, per evitare che agiscano come forza sociale nelle elezioni e discutano progetti di società. Ossia, soprattutto criminalizzeranno la lotta sociale. Questo è il gioco. Noi ci siamo abituati e, indipendentemente dalle candidature, continueremo a svolgere il nostro ruolo, ossia: organizzare i lavoratori del campo perché lottino per i loro diritti e migliorino le loro condizioni di vita. Perfino gli intellettuali tucani sanno che non ci sono mai stati, in tutta la storia dell’umanità cambiamenti sociali a favore del popolo e dei più poveri senza che loro si organizzassero, lottassero e conquistassero.             In fondo, quel che i grandi media temono è la forza organizzata dei lavoratori. Per questo, tentano di creare un clima di scoraggiamento, contrario alle lotte sociali, per evitare una nuova risalita del movimento di massa che modifichi la correlazione di forze nella società. La forza della classe dominante sta nel potere economico e nei media, con il controllo dell’ideologia. La forze dei lavoratori sta nella loro capacità di mobilitare le maggioranze. Chi non crede nella lotta di classe, può aspettarsi scene quotidiane di questo scontro.

 

  •  Viomundo – Molti sostengono realmente la riforma agraria, ma non sono d’accordo con le occupazioni che considerano violente. Lei è d’accordo con questo tipo di occupazioni? Cosa direbbe a queste persone?

 

  • João Pedro Stedile – Il MST ha già usato tutte le forme di lotta per la democratizzazione della terra: raccolte di firme, 800.000 persone si sono registrate alle Poste (al tempo di Cardoso), marce di più di 1500 chilometri, manifestazioni di strada e anche occupazioni di terre. Se ci fosse volontà politica e forza sociale sufficiente non avremmo bisogno di fare occupazioni di terra. Questo rappresenta un enorme sacrificio per le famiglie. Le famiglie non fanno occupazioni perché gli piace farle. La storia della dominazione del latifondo è all’origine del fatto che le occupazioni si sono trasformate nella principale forma di lotta dei contadini.                                       Le persone che criticano le occupazioni di terra dovrebbero sapere che tutti gli insediamenti che esistono sono stati frutto di occupazioni e pressione esercitata dagli accampamenti. Allo stesso tempo, dovrebbero sapere anche che la maggioranza dei grandi proprietari non ha ottenuto le sue terre attraverso il lavoro, ma se ne è appropriata in modo indebito. Che reazioni ci sono quando il banchiere Daniel Dantas usa risorse di origine sconosciuta per comprare 56 fazendas con più di 400.000 ettari nel sud del Para? Alcune di queste sono in realtà terre pubbliche per le quali non esiste nessun documento di proprietà.
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  • Viomundo – E l’occupazione della Cutrale?

 

  • João Pedro Stedile – Tutti hanno criticato la nostra occupazione della Cutrale perché i compagni, disperati, hanno distrutto piantine di arancio. Ma non abbiamo sentito critiche dello stesso livello per il fatto che la Cutrale si è appropriata di 5000 ettari di terre pubbliche registrate come proprietà dello stato federale e che l’Incra ha avviato un processo per sgomberarli. I lavoratori sono condannati perché hanno distrutto meno di un ettaro di piante ma la Cutrale può appropriarsi indebitamente di terre, creare un cartello nel settore del succo e, in questo modo, negli ultimi 10 anni, secondo l’IBGE, portare alla morte più di 20.000 piccoli e medi agricoltori che sono stati obbligati a distruggere più di 200.000 ettari di aranceti nello stato di   São Paulo !

 

  • Viomundo – Il MST non teme di perdere l’appoggio della società con l’occupazione di terre?

 

  • João Pedro Stedile – E’ possibile che in certi momenti dei settori della società si lascino influenzare dalla campagna sistematica della stampa. Ma poiché questo non ha una base reale e veritiera, le persone si rendeono conto che c’è manipolazione. I media borghesi hanno già fatto molta campagna contro Lula, ma la popolazione continua ad appoggiare il suo governo.Nella base sociale, tra i poveri, tra i lavoratori, il MST continua ad avere un grande appoggio. Direi anzi che il MST non ha mai avuto un appoggio così forte tra i settori organizzati e coscienti della nostra società. Questi settori si sono resi conto che le elite non vogliono rinunciare alla concentrazione della proprietà e, quindi, ci attaccano con grande violenza.                                                            Se fosse per la volontà delle elite, noi e gli altri movimenti sociali saremmo scomparsi. Ci stanno perseguitando in Parlamento: in otto anni, hanno istituito tre commissioni parlamentari di inchiesta contro il MST. Non ci sono tracce nella storia del Brasile di persecusioni di questo tipo contro nessun altro movimento sociale o partito politico. Tuttavia continuiamo tranquilli perché la causa della riforma agraria è giusta e necessaria nel paese.    Alla fine, tutti sono a favore della riforma agraria e contro il latifondo. Arriverà il giorno in cui la verità avrà maggior spazio della manipolazione. 

 

  •  Viomundo – Ma l’appoggio della società civile alla riforma agraria è importante, non crede?

 

  • João Pedro Stedile – Certamente, purtroppo viviamo in un momento di riflusso del movimento di massa in generale. E questo diminuisce la forza di chi sostiene i cambiamenti nelle campagne e nelle città.     Esempio di questo è la difficoltà nell’approvare la legge che riduce da 44 a 40 ore la settimana lavorativa, normativa già in vigore in tutto il mondo industrializzato.  Altro esempio è la difficoltà di approvare un progetto di legge che stabilisce l’esproprio di fazendas con lavoro schiavo, o lo sciopero dei professori dello Stato di São Paulo. La società non ha fatto ancora azioni concrete per appoggiare richieste così giuste. Le organizzazioni popolari e progressista non hanno avuto la forza di fare i cambiamenti. Per colpa dell’agrobusiness, il Brasile si è trasformato nel maggior consumatore mondiale di veleni agricoli (sono 720 milioni di litri a raccolto, che aggrediscono l’ambiente, distruggono il suolo, le acque e vanno nei nostri stomaci attraverso gli alimenti) e la società non reagisce! Ma questo è temporaneo. Verrà un altro ciclo con la ripresa dei movimenti di massa e una maggiore mobilitazione delle forze popolari. Allora, avremo i cambiamenti necessari, come la riforma agraria. Non si può pensare nella riforma agraria separata dagli altri mutamenti di cui la società brasiliana ha bisogno.

 *L’introduzione e alcune domande sono state sintetizzate, le risposte sono riportate integralmente. Il titolo originale era: “I media criticano le nostre occupazioni ma tacciono sulle terre di cui si sono indebitamente appropriati la Cutrale e Dantas” (S.R.)