Il 17 aprile a Roma. Le iniziative di Amig@s e AIAB

 Il 17 aprile a Roma. Conferenza stampa, fagiolata, visita all’ambasciata del Brasile di Amig@s MST-Italia di Roma e Aiab.

  • Amig@s MST-Italia  e l’ Associazione Italiana Agricoltura Biologica hanno organizzato,  il 17 Aprile 2010, una FAGIOLATA BRASILIANA in favore della scuola nazionale del Movimento Sem Terra del Brasile. La fagiolata è stata preceduta da una  conferenza stampa con Andrea Ferrante, presidente Aiab, che ha parlato di  sovranità alimentare e Ogm e Alessandra Anzuini di Amig@s MST- Italia, che ha presentato il progetto “Açucar do Brasil” – zucchero Mascavo del Movimento Senza Terra (con proiezione video).   
  • Il 19 aprile rappresentanti di Amig@s MST- Italia sono stati ricevuti dal segretario dell’Ambasciatore del Brasile, dottor Paolo Carneiro, al quale hanno consegnato 19 fiori rossi in memoria dei 19 morti di Eldorado, un pacchetto di zucchero della cooperativa Copavi del Movimento Sem Terra e una lettera per il  presidente Lula, firmata anche da AIAB, in occasione della Giornata internazionale delle lotte contadine.

 +++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++

  • LETTERA A LULA
  • 17 aprile 2010   Giornata internazionale delle lotte contadine: “No al controllo delle transnazionali sull’agricoltura e l’alimentazione”
  • Caro Presidente,  il 17 aprile, giornata internazionale delle lotte contadine ed anniversario della strage di Eldorado dos Carajas del 1996 - strage per la quale, fino ad oggi, nessuno dei poliziotti e politici responsabili è stato punito - è per noi l’occasione di riflettere, sotto l’impulso del Movimento Sem Terra e di Via Campesina, su che cosa sta succedendo in Brasile in relazione alla Riforma agraria e su quali sono gli elementi che più preoccupano i movimenti sociali che operano nelle campagne.
  • Quest’anno, alla fine dei due mandati del suo governo, vogliamo sottolineare, in particolare:
  • - L’assenza di una strategia di riforma agraria. Il suo governo – che pure è frutto anche delle lotte dei movimenti popolari - ha dato pochissimo spazio alla creazione di insediamenti, lasciando decine di migliaia di famiglie accampate in tutto il Paese. Non c’è stata alcuna volontà di affrontare il latifondo, né è stato messo a punto un programma ampio e massiccio di riforma agraria, tante volte promesso (si attende ancora il provvedimento di revisione degli indici di produttività della terra). Il latifondo legato all’agrobusiness avanza nel sud e nel sudest, accrescendo la concentrazione della proprietà della terra, a cui non viene posto alcun limite. 
  • - La scelta in favore dell’agrobusiness. È in corso un conflitto tra due modelli di produzione agricola nel Paese, quello dell’agrobusiness e quello della piccola agricoltura. Il governo federale ha dato priorità al modello di produzione dell’agrobusiness, che avanza con l’espansione del latifondo e delle imprese trasnazionali sul territorio del Brasile. Le transnazionali, come la Monsanto, la Syngenta, l’Aracruz, la Stora Enso ecc, tra i principali responsabili del degrado dell’ambiente e del cambiamento climatico, vogliono controllare i semi, la produzione e il commercio agricolo brasiliano, sfruttando la natura e la forza lavoro del Brasile. Tutto questo rappresenta un ostacolo insormontabile alla realizzazione della riforma agraria, perché nel modello dell'agrobusiness e delle transnazionali non c'è posto per i contadini e per il popolo brasiliano. E ciò porta anche ad una accentuazione della conflittualità e della violenza contro i lavoratori rurali, come denuncia la Commissione Pastorale della Terra. Anche 14 vescovi della CNBB della regione centro ovest si dichiarano “preoccupati per la crescita dell’agrobusiness” in questa regione, denunciando come le monoculture di canna da zucchero per la produzione di etanolo, di soja e di eucalipto stiano invadendo le terre degli agricoltori già destinate alla produzione di alimenti per la tavola dei brasiliani, accrescendo la concentrazione della terra e lasciando spazio al lavoro schiavo. 
  • - L’aggressione all’ambiente, attraverso il Programma di Accelerazione della Crescita e la scelta di un modello di sfruttamento a oltranza delle risorse naturali, senza alcun rispetto per gli ecosistemi e per le popolazioni, in larga parte indigene, che li abitano. Denunciamo i devastanti effetti sull’ambiente di progetti come quello della centrale idroelettrica di Belo Monte, sul fiume Xingu, e quello della trasposizione del fiume São Francisco, come pure i danni irreparabili provocati dalla transnazionale Vale, operante nella costruzione di dighe e nell’estrazione di minerali, nelle aree di Carajàs e in Minas.
  • - La crescente criminalizzazione, da parte dei mass media, dei movimenti sociali brasiliani. Ne è un esempio la campagna contro il MST messa in atto dai principali network del Paese, basata sulla riproposizione, quasi ossessiva, delle immagini di un trattore che distrugge degli alberi di agrumi nello Stato di São Paulo, trascurando il fatto che la titolarità delle terre dell’azienda in questione, la Cutrale, è messa in discussione dall’INCRA (dei 30.000 ettari dell’azienda, 10.000 sono terre pubbliche e 15.000 terre incolte) e attribuendo alle vittime della violenza del latifondo la responsabilità della violenza nelle campagne: sintomo evidente di una campagna orchestrata dai grandi proprietari terrieri e da parte del potere giudiziario per porre un freno alla riforma agraria e alla revisione degli indici di produttività. 
  • Rinnovando il nostro appoggio al MST, a Via Campesina, ai movimenti popolari - che riconosciamo come reali detentori di risposte concrete contro la povertà, l’emarginazione e la violenza, nel rispetto dell’ambiente e della sovranità dello Stato federale brasiliano - chiediamo che la terza CPMI, istituita per verificare il corretto utilizzo dei fondi pubblici da parte dei movimenti sociali rurali, sia un’occasione per indagare sulla destinazione di tutte le risorse erogate, anche ai latifondisti, sull’indebita appropriazione di terre da parte dei grandi latifondi, sull’acquisto di terre da parte di imprese straniere nella fascia di frontiera e sulla svendita delle risorse naturali brasiliane, sempre più nelle mani delle transnazionali.
  • Ringraziandola della sua attenzione, le porgiamo i nostri più distinti saluti. 
  • AMIG@S MST-ITALIA E AIAB