L' offensiva dell'agrobusiness contro il popolo brasiliano (Segreteria MST, 25 giugno 2010)

Il Brasile è bersaglio di un'offensiva del grande capitale, condotta dalle imprese transnazionali e dalle banche, alleate con i latifondisti capitalisti, che hanno creato un modello di organizzazione dell'agricoltura, chiamato agrobusiness.A partire dalla seconda metà degli anni 90 - e ancora di più dalla crisi del capitalismo internazionale - le grandi corporazioni internazionali, finanziate dal capitale finanziario, avanzano sull'agricoltura brasiliana: terre, acqua e semi, produzione e trasformazione industriale degli alimenti e nella commercializzazione dei pesticidi In questo processo, l'agronegozio tenta di impedire lo sviluppo della piccola agricoltura e della Riforma Agraria e di consolidare il suo modello di produzione, basato sulla grande proprietà, monocultura, espulsione della manodopera dai campi con l'uso intensivo de macchinari, devastazione ambientale e nell'utilizzazione in grande scala di agrotossici.   Acquisto di terre da parte di imprese straniere  I dati dell'Incra dicono che negli ultimi anni sono stati venduti almeno 4 milioni di ettari a persone e imprese straniere.Questo pregiudica gli interessi del popolo brasiliano e debilita la sovranità nazionale sulle nostre risorse naturali. Il governo federale si è preoccupato di questa offensiva, anche perchè le imprese si servono di sotterfugi per non rispettare la legislazione vigente. Un direttore di un'impresa finlandese di carta e cellulosa, la Stora Enso, ha ammesso di aver creato un industria in Brasile per ingannare la legge, comprare illegalmente 46 mila ettari alla frontiera sud del paese e impiantare una monocultura di eucalipti. Solo nel settore della produzione di bioetanolo da canna da zucchero, per esempio, le imprese transnazionali hanno già comprato il 30% di tutte le industrie con e loro fabbriche e terre. Questo non compare ancora nei registri dell'istituto, che da numeri sottostimati. Aspettiamo che il governo realizzi la sua promessa e approvi quanto prima la Proposta di Emendamento Costituzionale (PEC) per impedire l'acquisto di terre da parte di stranieri, compreso l'annullamento delle terre già vendute.   Il riso transgenico della Bayer Nelle ultime settimane, l'agronegozio tenta di avanzare con il suo progetto sull'agricoltura brasiliana in due fronti: cambiamenti ne Codice Forestale de Brasile e nella liberalizzazione del riso transgenico.Mentre la flessibilità della legge ambientale permetterà la deforestazione per l'espansione dell'agronegozio, i transgenici consegnano il controllo dei semi degli agricoltori alla proprietà privata di cinque imprese transnazionali. Con questo, Bayer, Basf, Monsanto, Cargill e Syngenta creano brevetti e impongono royalties a chi produce. I movimenti contadini, ambientalisti e organizzazioni dei diritti umani hanno ottenuto una vittoria importante con una pressione sociale e politica contro la liberalizzazione del riso della Bayer, che ha ritirato la proposta di richiesta di voto della Commissione Tecnica Nazionale di Biosicurezza (CTNBio), questo giovedì. Questo tipo di riso, a causa del consumo popolare, non è autorizzato in nessun paese de mondo – né negli Stati Uniti né in Germania (paese di origine della Bayer). Fortunatamente, per ora, c'è stato un arretramento momentaneo della transnazionale delle sue pretese e e dobbiamo stare attenti nel vigilare i suoi movimenti. L'approvazione del riso avrebbe trasformato il Brasile in una cobaia. Gli impatti di questa liberalizzazione del riso, alimento che sta in tavola nel pranzo e cena dei brasiliani, sarebbero stati estremamente negativi. In primo luogo, non ci sono studi che escludono che ci siano danni alla salute umana dal consumo di transgenici. In secondo luogo, i produttori di riso tradizionale potrebbero vedere contaminato il proprio riso dal riso Liberty Link. Negli Stati Uniti ci sono almeno 7 mila produttori di riso contaminati dai testi, che hanno denunciato la Bayer per danni. In questo modo potremmo vedere la conversione di tutte le coltivazioni di riso in transgenico. Otre ciò, anche senza comprar questi semi, i contadini dovrebbero pagare royalties all'impresa tedesca. In terzo luogo, aumenterebbe l'utilizzo di veleni nelle coltivazioni del nostro paese, che ne ha utilizzato 1 miliardo di litri l'anno passato, occupando il primo posto nel ranking mondiale.Ci sono ricerche che dimostrano che il glufosinto, utilizzato nelle polverizzazioni della varietà prodotta dalla Bayer, é tossico per i mammiferi e può creare problemi all'attività del cervello umano. Il medico Wanderlei Antonio Pignati, dottore in salute e ambiente, ricercatore della da Fiocruz e professore dell'Università Federale del Mato Grosso spiega che le grandi industrie producono semi dipendenti dagli agrotossici e fertilizzanti chimici perchè esse stesse producono questi veleni. La ritirata della Bayer rappresenta una piccola vittoria della società brasiliana, principalmente perchè dimostra che é possibile affrontare e sconfiggere le imprese transnazionali.   Cambiamenti nel Codice Forestale  Riguardo il Codice Forestale, la votazione della relazione presentata dal deputato federale Aldo Rebelo (PCdoB-SP) è prevista per l'inizio di luglio. Il testo del progetto di legge beneficia i latifondisti dell'agronegozio, abolendo la Riserva Legale per l'agricoltura familiare, la possibilità di compensazione fuori della regione o del bacino idrografico e il trasferimento della responsabilità di definire la legislazione ambiental agli Stati e ai Municipi. Più preoccupante per la Riforma Agraria é l'amnistia per tutti i produttori rurali che hanno commesso crimini ambientali fino a luglio 2008. Le aree che non assolvono la funzione sociale e, secondo la Costituzione, dovrebbero essere disappropriate e destinate ai lavoratori rurali sem-terra, continueranno a stare nelle mani dei latifondisti. Ossia, con l'approvazione del nuovo codice, il Congresso Nazionale modificherà la Costituzione solo per assecondare gli interessi di coloro che hanno il monopolio delle terre nel nostro paese.Mentre le imprese dell'agronegozio festeggiano in modo discreto, i ruralisti sono euforici per la possibilità di legittimare la deforestazione già fatta e aprire la frontiera agricola sulle nostre foreste e le aree di preservazione. Non ci si aspettava che i settori più conservatori trovassero appoggi esterni su questo punto, che ha ricevuto elogi dalla senatrice Kátia Abreu (DEM), che fino a poco fa tentava di essere la candidata a vice-presidente di José Serra (PSDB). Dato che Kátia Abreu, presidente della Confederazione Nazionale della Agricoltura (CNA) e portavoce del settore più reazionario dei latifondisti, è la principale difensora di questi cambiameneti, risulta evidente chi beneficerà delle proposte del deputato Aldo Rebelo. Finora molte voci si sono alzate contro questa proposta, come quelle delle chiese, gruppi ambientalisti, parte importante del movimento sindacale e movimenti popolari, specialmente la Via Campesina Brasil, che ha manifestato ostilità al progetto. Una mozione ha raccolto migliaia di firme per sensibilizzare il Congresso, parlamentari progressisti hanno chiesto verifiche sulla relazione e il Ministero dell'Ambiente si dichiarò contrario alle proposte. Lo stesso governo, di cui fa parte il partito politico del deputato Aldo Rebelo, criticò pubblicamente il progetto. Speriamo che la pressione della società riesca a evitare la distruzione della legislazione ambientale e la devastazione del concetto di funzione sociale della proprietà, che determina la realizzazione della Riforma Agraria. Invece di porre fine al Codice Forestal, c'è bisogno di mantenere i suoi principi e perfezionarlo, preservando a natura a beneficio di tutta la popolazione e delle generazioni future.   SECRETERIA NAZIONALE DEL MST