La FAO avverte che se non ci saranno investimenti in agricoltura crescerà la fame nel mondo. Diouf:il capitalismo genera povertà e fame. Agosto 2010

 La FAO avverte che se non ci saranno investimenti in agricoltura crescerà la fame nel mondo.  Diouf: "il capitalismo genera povertà e fame".  2  agosto 2010 - http://www.telesurtv.netIl Direttore Generale delle Nazioni Unite per l’Agricoltura e l’Alimentazione (FAO)  Jacques Diouf ha avvertito che, se non verrà sostenuta la produzione agro-zootecnica a livello globale, continuerà a crescere la quantità di persone in situazione di denutrizione e povertà.Durante una intervista a Telesur, Diouf ha ribadito che “l’agricoltura è la base di vita del 70% della popolazione mondiale e il 70% dei poveri vivono in zone rurali”. Di fronte a questo, ha affermato che “se non si investono risorse in questa attività (l’agricoltura), non ci sarà un aumento di produzione equivalente all’aumento della popolazione mondiale”.Diouf ha commentato negativamente il fatto che gli aiuti internazionali per il settore agro-zootecnico sono passati “dal 19% nel 1980 al 3% nel 2006 e ora siamo tra il 5 e il 6%”. Ha anche sottolineato che in America Latina c’è stato uno sforzo per ridurre il numero di persone senza accesso all’alimentazione, ma che ancora manca molto per raggiungere livelli accettabili.“Ci sono paesi dell’America del Sud che stanno aumentando la loro produzione, che hanno fatto molti progressi in questo campo, come l’Argentina, il Brasile, il Cile, il Paraguai, l’Uruguai. Ma nei paesi dell’America Centrale e del Nord ci sono problemi, in particolare nei paesi del Caribe e ad Haiti”. “A livello mondiale, compresa l’America Latina, la maggioranza dei poveri vive in zona rurale. Per questo, è necessario attribuire una parte sufficiente del bilancio nazionale a questi poveri” perché così, ha ribadito, si risolve “da un lato il problema della povertà e dall’altro del contributo della piccola agricoltura familiare al Prodotto interno Lordo”.Diouf ha anche riconosciuto che il capitalismo è un sistema che genera povertà e fame nel mondo, come si è visto dopo la crisi finanziaria internazionale esplosa nel 2008. “A livello mondiale, i prezzi si fissano sulla base di regole capitaliste, questa è la realtà e naturalmente con le conseguenze che abbiamo visto nel 2007-2008, il numero degli affamati non è diminuito, come avrebbe dovuto secondo l’obiettivo di riduzione della fame entro il 2015”