I crimini in Para' sono frutto dell'impunità. Intervista a Dom Pedro Casaldaliga

  • Qual è il significato del duplice assassinio in Pará?  La morte di José Claudio e di Maria do Espírito Santo non è un fatto isolato. E’ un nuovo episodio della guerra nelle campagne. E’ frutto della impunità e della corruzione significative soprattutto nel  Pará, campione della violenza nelle campagne, in disboscamenti e incendi.  
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  • Qual è la situazione dei conflitti agrari? Semplificando con uno sgardo panoramico potremmo dividere il nostro Brasile in tre parti. Prima di tutto c’è il Brasile egemonico, a servizio dell’agrobusiness, predatore, sostenitore della monocultura, latifondista, che esclude i popoli indigeni e la popolazione contadina. Fedele al programma del capitalismo neoliberista. Una oligarchia politica tradizionalmente padrona del potere e della terra. 
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  •  Chi sta dall’altra parte? Il popolo della terra, gli indigeni, i contadini dell’agricoltura familiare, quelli che vivono sulle rive dei fiumi, gli estrattivisti, i senza terra coscienti dei loro diritti e organizzati in diversi modi (sindacato, associazioni) sostenuti da gruppi militanti solidali del movimento popolare, delle pastorali sociali, da intellettuali e artisti, universitari, membri di alcune ONG
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  • Qual è il terzo gruppo? E’ una maggioranza che sta in mezzo,    disinformata o male informata che non vede legami tra le lotte nelle campagne e quelle della città, nella quotidianità della sopravvivenza. Che non capisce ancora che la riforma agraria è una lotta di tutti.
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  • Qual è il ruolo dello Stato?  Lo stato continua a peccare di omissione di fronte a tre grandi debiti: la riforma agraria, la politica indigenista, la politica domestica ed ecologica del consumo interno. 
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  • Com’è il  movimento dei lavoratori rurali oggi, in confronto con il periodo della dittatura militare?  Oggi, evidentemente, il Brasile è una democrazia, almeno formalmente. Le organizzazioni del popolo della terra hanno una relativa libertà di azione. Il MST è un caso emblematico. I governi del PT almeno non demonizzano questa lotta.  
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  • Qual è il ruolo della Chiesa Cattolica in questo movimento? Come interferisce l’orientamento più conservatore del Vaticano?    La Chiesa non deve assumere, come nei tempi della dittatura, un compito di supplenza. La Chiesa deve continuare ad essere  - e forse più che mai oggi, a causa dell’ambiguità ufficiale e internazionale – una chiesa profetica che si mette al servizio. Che non ci si tiri indietro di fronte al clamore dei poveri. 
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  •  ( da  Folha de S. Paulo, 31-05-2011)
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