5 morti in Amazzonia (4 in Para e 1 in Rondonia) negli ultimi 10 giorni: i fatti, i commenti

  • Chi sono i 5 morti?   (da O Estado de São Paulo, Uol Noticias, Brasil de fato. Carta Capital, 1-3 giugno)
  • > 3 giugno. Il quinto morto in meno di dieci giorni. L’agricoltore Marcos Gomes da Silva, 33 anni è stato assassinato a colpi di fucile di fronte alla moglie e altri tre testimoni, da due uomini incappucciati, nella zona rurale  di Eldorado dos Carajás. Dopo il crimine gli hanno tagliato un’orecchia, come  a   José Cláudio Ribeiro da Silva, ucciso due settimane fa con la moglie  Maria do Espírito Santo. La  presidente Dilma Rousseff, venuta a conoscenza della notizia ha convocato una riunione con i governatori della regione nord,  annunciando una azione militare di emergenza, battezzata ‘operazione di difesa della vita’ .
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  • > 1 giugno. Quattro morti in 5 giorni
  •  Lo stato del Pará   è da 15 anni campione assoluto per gli omicidi in ambito rurale e per le minacce di morte. “Tutti i dirigenti contadini che militano in questo stato hanno ricevuto minacce” dice  Ulisses Manaças, 37, dirigente del MST in Pará.  Lo stesso  Manaças ha subito molte minacce e un tentativo di omicidio nel 2002, nel comune di Tucuruí (a 480 km da Belém), quando un pistoleiro gli ha sparato. 
  • Il tema della violenza nelle campagne è tornata di grande attualità la scorsa settimana. Quattro contadini sono stati uccisi in meno di cinque giorni. Tre persone sono state uccise a   Nova Ipixuna (a 625 km da Belém): la coppia di estrattivisti José Cláudio Ribeiro da Silva, 52, e Maria do Espírito Santo da Silva, 50, attivisti che denunciavano l’azione illegale dei mercanti di legname è stata eliminata martedi 24 maggio; domenica 29 è stato ritrovato il corpo di Heremilton Pereira dos Santos, 25, che abitava nello stesso insediamento della coppia. 
  • Venerdi  27 maggio la víttima è stata Adelino Ramos,  Dinho, dirigente del Movimento Contadino Corumbiara (MCC), ucciso mentre vendeva verdura  a Vista Alegre do Abunã, Porto Velho (RO). Dinho era uno dei sopravvissuti al  massacro di Corumbiara  (1995)  e anche lui denunciava l’attività dei mercanti di legname.
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  • > La coppia di estrattivisti uccisi il 24 maggio
  • Il caso che ha più colpito è stato quello del giorno 24, l’omicidio di   Cláudio Ribeiro da Silva, conosciuto come Zé Castanha, e di  sua moglie Maria do Espírito Santo da Silva. La coppia aveva un ruolo di guida per gli insediati del Progetto Agroestrattivita  Praia Alta da Piranheira, dove circa 350 famiglie vivono e producono in modo sostenibile con lotti di circa 20 ettari. Appartenevano anche al consiglio nazionale delle Popolazioni Estrattiviste, ong fondata da Chico Mendes, e lottavano per la preservazione della foresta amazzonica.  Erano stati frequentemente minacciati e avevano denunciato a organi nazionali e internazionali  questa situazione, ma non hanno ricevuto protezione. Sapevano di essere “condannati”. Herenilton Pereira è stato probabilmente ucciso perché forse aveva visto gli autori dell’omicidio del 24 maggio
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  • La militanza della coppia è frutto del desiderio di vivere in Amazzonia e preservare la foresta. Insediati, sono diventati  una voce attiva contro la concentrazione di terre e il contrabbando di legname e la produzione illegale di carbone. Hanno accumulato molti e potenti nemici: mercanti di legname, produttori di carbone, persone che si sono illegalmente appropriate di terre, allevatori, industriali siderurgici e perfino insediati come loro che si dedicano a tagliare illegalmente legna.  Non si sono mai intimiditi e hanno pagato il prezzo.  Josè Claudio ipotizzava che la sua taglia fosse di 5.000 reais. C’è chi parla del doppia, visto che era un leader. Josè e Maria arrivarono a fare accuse precise ai principli mercanti di legname della regione, tutti di una stessa famiglia:  Aguilar Tedesco, il  patriarca, Aguimar Tedesco, il figlio, Marlu, Marlos Ailton Tedesco, probabilmente il nipote. L’ingengnere forestale responsabile dei loro progetti sarebbe   Edimilson Macedo dos Santos, conosciuto come Bobo. L’accusa è del  13  novembro   2007.
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  • Commenti: 
  • > Tutti i leader del Para’ sono già stati minacciati di morte-  Ulisses Manaças, del MST
  •  “Prima la disputa era tra contadini e fazendeiros, allevatori di bestiame.  Oggi il conflitto è con i produttori di legname, i proprietari di miniere, i produttori di soja e di biodiesel La violenza stà nel DNA della struttura sociale fondiaria brasiliana. Alla radice di tutto c’è la disputa per il territorio. Solo la democratizzazione dell’accesso alla terra e ai beni naturali ridurrà la violenza nelle campagne. I crimini avvengono dove lo Stato non è presente. Bisogna ampliare la presenza dello stato, non solo nella repressione, ma nelle politiche sociali, nella creazione di infrastrutture”: 
  • Manaças pensa che l’approvazione dei cambiamenti nel Codice Forestale (approvati alla Camera dei deputati il 25 maggio) acuirà ancora di più la disputa per la terra e i conflitti nei campi. “La flessibilizzazione provocherà una corsa per il disboscamento nella regione Amazzonica”. 
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  • > I cambiamenti nel codice forestale, scenario degli omicidi: L’opinione dell’avvocato della CPT José Batista Gonçalves Afonso   (Agencia Brasil, 1 giugno)
  • La modifica del Codice Forestale e la prospettiva di amnistia dei disboscatori sono fattori che causano tensione e, per questo motivo, possono essere considerati lo scenario degli omicidi della coppia di estrattivisti José Cláudio Ribeiro da Silva e Maria do Espírito Santo, uccisi la settimana scorsa nell’interno dello stato  del  Pará.  Due giorni dopo l’agricoltore Heremilton Pereira dos Santos  è stato trovato morto nello stesso luogo. José Batista Gonçalves Afonso, avvocato della CPT, che sta seguendo le indagini sostiene che “Non è la causa principale [ma] questo momento di indefinizione sulla legislazione e di pressione del settore ruralista, crea tensione e genera insicurezza”. Le alterazioni proposte nel Codice Forestale sono propizie  “a disseminare un clima di violenza. In questo contesto di alterazione del Codice Forestale in cui il settore ruralista cerca più spazio e più libertà per espandere le sue attività in direzione dell’Amazzonia, la situazione diventa più tesa”.  L’avvocato della CPT richiama l’attenzione sulla vulnerabilità degli insediamenti  e l’assenza della polizia, anche a due giorni dal delitto del 24 maggio. Il fatto che a distanza di pochi giorni ci sia stato un nuovo omicidio dimostra che  Polizia Federal e Polizia Civile non hanno spaventato gli autori dei crimini.  
  • Gli omicidi di questi giorni – continua l’avvocato della CPT- riflettono il clima di violenza associato all’espansione del capitale e dei grandi progetti nella regione amazzonica. “Le morti non sono fatti isolati, e la violenza è una conseguenza di questo sviluppo legato all’agrobusiness, allo sfruttamento estrattivista e alla cors di questi settori in direzione dell’Amazzonia”.  
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  • > L’approvazione del nuovo codice forestale rafforza il sentimento di impunità. L’ingegnere forestale Paulo Barreto non individua una relazione diretta tra la votazione del nuovo Codice Forestale e le morti della coppia di ambientalisti e del lavoratore rurale, ma sottolinea che l’amnistia proposta per chi ha disboscato fino al 22 luglio del 2008 contenuta nella relazione del deputato Aldo Rebelo, approvata dalla Camera dei Deputati (25 maggio) “rafforza il sentimento di impunità generalizzata”. Barreto crede che il perdono dei disboscatori alimenta l’idea che il disboscamento potrà continuare perché in futuro ci sarà una nuova sanatoria.  
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