Chiudere le scuole delle campagne è un crimine!

  •  MANIFESTO DEL MST: CHIUDERE LE SCUOLE NELLE CAMPAGNE E’ UN CRIMINE (14 OTTOBRE 2011)
  • Più di 24.000 scuole delle campagne sono state chiuse negli ultimi otto anni. 
  • L’Educazione è un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione Federale: diritto di tutti e dovere dello Stato. Ma, negli ultimi anni, migliaia di bambini e adolescenti, figli e figlie di contadini, vengono privati di questo diritto. 
  • Negli ultimi otto anni, più di 24.000 scuole delle campagne sono state chiuse. I dati del Censimento Scolastico dell’Istituto Nazionale di Studi e Ricerche educative (Inep), del Ministero dell’Educazione,  mostrano che, in ambiente rurale, esistevano 107.432 scuole nel 2002. Già nel 2009, il numero delle scuole si è ridotto a 83.036. 

Per queste famiglie contadine, l’annuncio della chiusura di una scuola nella propria comunità o in quelle vicine significa condannare i propri figli al trasporto scolastico precario, ai lunghi viaggi quotidiani di andata e ritorno, uscendo all’alba e tornando a metà pomeriggio; alla perdita della convienza familiare, all’abbandono della cultura del lavoro nelle campagne e a tanti altri problemi. Il risultato più comune di questo processo è l’abbandono della scuola, di gran parte di coloro che sono portati dalle campagne a studiare in città.  E’ per questa ragione che i livelli di scolarità restano molto bassi nelle campagne brasiliane. 
Quindi chiudere una scuola nelle campagne significa privare migliaia di giovani del loro diritto alla scolarizzazione, alla formazione come cittadini. In un paese di migliaia di analfabeti, impedire per motivi economici o amministrativi l’accesso dei giovani alla scuola è un crimine! La situazione sarebbe ancora più grave se non fosse per la lotta dei movimenti sociali delle campagne per politiche di ampiamento, recupero, investimento, formazione di educatori e costruzione di scuole nelle campagne. Tutto questo è importante per ridurre la trascuratezza dei gestori pubblici ma insufficiente a garantire l’universalizzazione dell’accesso all’educazione nelle campagne. Denunciamo questa tragica realtà  e chiediamo a gran voce ai gestori pubblici, a livello di comuni, di stati e a livello federale che sospendano questa politica di esclusione e allarghino invece l’accesso all’educazione della gente delle campagne, nelle campagne. 
  •  Chiediamo anche alla società brasiliana che si faccia sentire in difesa del diritto umano all’educazione, in difesa dei diritti dei bambini, adolescenti e giovani delle campagne a frequentare nelle campagne la scuola di base. Difendere le scuole delle campagne è un obbligo, chiudere le scuole è un crimine contro le future generazione e la stessa società!