Comunicato stampa di Via Campesina su Durban

I contadini e le contadine condannano la Piattaforma di Durban: la vera soluzione al cambiamento climatico è l’agricoltura sostenibile.
(Yakarta, 16 dicembre 2011). La Vía Campesina, movimento internazionale di contadini e produttori familiari denuncia i grandi responsabili delle emissioni di carbonio che cercano di sfuggire alla loro responsabilità storica senza fare riduzioni reali di emissioni di gas e cercando di portare la crisi climatica verso soluzioni false, basate sul mercato. La Piattaforma di Durban, nella CMNUCC (convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), nell’ambito della 17° Conferenza delle Parti (COP 17), permette che i contaminatori continuino a contaminare, assicurando allo stesso tempo i meccanismi di mercato.
La CMNUCC ha dichiarato che la Piattaforma di Durban è un passo avanti e una maniera di avanzare nella lotta contro i cambiamenti climatici. Certamente un’analisi più approfondita dimostra che non esistono, nei paesi sviluppati, impegni reali sulla riduzione di emissioni di gas. C’è chi dice che il risultato è stato simile a quello ottenuto con il Protocollo di Kyoto, ma di fatto, l’unica cosa che è rimasta sono stati i meccanismi di mercato del Protocollo. Il secondo impegno non è stato compiuto e di fatto è stato rinviato al prossimo anno, il che ha assicurato, come sempre, che i meccanismi di mercato resteranno in vigore. Il fondo verde per il Clima che starà sotto il controllo della Banca Mondiale e finanziato dai paesi industrializzati (i quali non si preoccupano affatto del loro debito storico con il Sud Globale) è probabile che si converta in una fonte di finanziamento di false soluzioni per i paesi più colpiti.
La cosa più preoccupante di Durban è che si è aperta la possibilità di includere l’agricoltura nel mercato del carbonio. L’agricoltura. che fino ad ora non era stata inclusa nei negoziati, sarà parte delle discussioni future. L’esperienza ci dice che questi sono i primi passi per includerla nel mercato del carbonio. La proliferazione di eventi paralleli sull’ “agricoltura climaticamente intelligente”. stimolati dall’agroindustria ha dimostrato un alto interesse dell’agrobusiness di approfittare di questa nuova opportunità. La VC denuncia energicamente questa manovra e ribadisce il suo appello a mantenere l’agricoltura al di fuori del mercato del carbonio poiché non deve essere trattata come un mezzo per ripulire il carbonio e tanto meno deve essere condizionata dalla contabilità del carbonio.
La base dell’agricoltura del contadino è l’agroecologia. La Via Campesina
continua a sostenere questo titpo di agricoltura attraverso i suoi membri che la praticano in vari paesi del mondo, essendo questo il modo migliore di contrastare il riscaldamento globale. Promuove anche l’agricoltura contadina perché la gente si alimenti con prodotti sani e, allo stesso tempo, per garantire l’equilibrio dell’ecosistema e delle campagne. La logica del mercato del carbonio e del commercio si contrappone al sistema dell’agroecologia, ragione per la quale l’agricoltura non deve essere inclusa.

L’agricoltura, i piccoli contadini e la natura si incontrano nel loro momento peggiore. Il cambiamento climatico esercita un impatto sempre maggiore, provocando perdita di raccolti, distruzione di habitat e di abitazioni, fame, carestie e morti. Il futuro dell’umanità e del pianeta si trova in una situazione critica di pericolo; l’imposizione di queste false soluzioni avrà come conseguenza una catastrofe per la natura, per le generazioni future e per tutto il pianeta.

Ora più che mai è urgente portare avanti le domande e le proposte dell’accordo mondiale dei popoli stabilito a Cochabamba.