DICHIARAZIONE DELL'ASSEMBLEA DEI MOVIMENTI SOCIALI, PORTO ALEGRE (RS), BRASILE

Foro sociale tematico su “Crisi capitalista, Giustizia
Sociale e Ambientale” (28 gennaio 2012)

Noi, popoli di tutti i continenti, riuniti nell'Assemblea dei movimenti
sociali durante il Foro Sociale tematico “Crisi capitalista, Giustizia
Sociale e Ambientale”, lottiamo contro le cause di una crisi sistemica che
si esprime come crisi economica, finanziaria, política, alimentare e
ambientale, e che mette a rischio la stessa sopravvivenza dell'umanità.

La decolonizzazione dei popoli oppressi e la lotta all'imperialismo è la
principale sfida dei movimenti sociali di tutto il momdo.

Ci siamo riuniti, nelle nostre diversità, per costruire insieme agende e
azioni comuni contro il capitalismo, il patriarcato, il razzismo e ogni tipo
di discriminazione e sfruttamento , riconfermando gli obiettivi comuni
di lotta adottati nella nostra Assemblea di Dakar, nel 2011.

➢ Lotta contro le transnazionali

➢ Lotta per la Giustizia Climatica e la Sovranità Alimentare

➢ Lotta per l’eliminazione della violenza sulla donna

➢ Lotta per la pace, contro la guerra,il colonialismo, le occupazioni e la
militarizzazione dei nostri territori.

I popoli di tutto il mondo oggi soffrono gli effetti dell'aggravarsi della
profonda crisi del capitalismo, nella quale i suoi agenti (banche,
transnazionali, gruppi di media, istituzioni internazionali e governi al
loro servizio ) cercano di potenziare i propri benefici tramite una politica
interventista e neocolonialista.

Guerre, occupazioni militari, trattati neoliberali di libero commercio e
“misure di austerità” espresse in pacchetti econonomici che privatizzano
beni, abbassano i salari, riducono i diritti, moltiplicano la
disoccupazione e sfruttano le risorse naturali. Queste politiche colpiscono
fortemente i paesi più ricchi del Nord, aumentano le emigrazioni, le
espulsioni forzate, gli sgomberi, l'indebitamento e le diseguaglianze
sociali.

La logica escludente di questo modello serve solo ad arricchire una piccola
élite, sia nei paesi del Sud che in quelli del Nord, a danno della maggior
parte della popolazione. La difesa della sovranità e dell'autodeterminazione
dei popoli, la giustizia economica, ambientale e di genere, sono la chiave
per affrontare e superare la crisi, rafforzando il protagonismo di uno Stato
libero dalle corporazioni e al sevizio dei popoli.

Il riscaldamento globale è il risultato del sistema capitalista di
produzione, distribuzione e consumo. Le transnazionali, gli istituti
finanziari, i governi e gli organismi internazionali al loro servizio, non
vogliono ridurre le loro emissioni di gas a effetto serra. Ora tentano di
imporci l’ “economía verde” come soluzione per la crisi ambientale e
alimentare, la qualcosa aggrava il problema, diventa mercantilizzazione,
privatizzazione e finanziarizzazione della vita. Rifiutiamo tutte le false
soluzioni di questa crisi, come gli agrocombustibili transgenici, la
geo-ingegneria e i mercati del carbonio.

La realizzazione di Río+20, nel mese di giugno, a 20 anni da Eco ’92,
rinforza la centralità della lotta per la giustizia ambientale in
opposizione al modello di sviluppo capitalista.

Il tentativo di “rinverdire” il capitalismo, insieme all'imporre nuovi
strumenti di “economia verde”, è un segnale d'allarme perchè i movimenti
sociali rafforzino la resistenza e diventino protagonisti nella costruzione
di vere alternative alla crisi .

Denunciamo la violenza contro le donne esercitata regolarmente come
strumento di controllo sulla loro vita e i loro corpi. Inoltre, l'aumento
dello sfruttamento del loro lavoro per attenuare gli impatti della crisi e
mantenere margini di guadagno costanti per le imprese. Lottiamo contro il
commercio di donne, bambini e il pregiudizio razzialel. Difendiamo la
diversità sessuale, il diritto all'autodeterminazione di genere e lottiamo
contro l'omofobia e la violenza sessuale.

Le potenze imperialiste utilizzano basi militari straniere per fomentare
conflitti, controllare e saccheggiare le risorse naturali e promuovere
dittature in vari paesi.

Denunciamo il falso discorso della difesa dei diritti umani, che molte volte
giustifica le occupazioni militari. Noi manifestiamo contro la permanente
violazione dei diritti umani e democratici in Honduras, specialmente nel
Bajo Aguán, l'assassinio di sindacacalisti e lottatori sociali in Colombia e
il criminale blocco economico di Cuba che compie 50 anni. Lottiamo per la
liberazione dei 5 cubani imprigionati illegalmente negli Stati Uniti,
l'occupazione illegale delle Isole Malvinas da parte dell'Inghilterra, le
torture e le occupazioni militari promosse dagli USA e dalla NATO in Libia e
Afganistán.

Denunciamo il processo di neo-colonizzazione e militarizzazione che vive il
continente africano e la presenza dell' Africom.

La nostra lotta è anche per l'eliminazione di tutte le armi nucleari e
contro la NATO.

Esprimiamo la nostra solidarietà con la lotta dei popoli del mondo contro la
logica depredatrice e neocoloniale delle industrie estrattive e minerarie
transnazionali, in particolare, con la lotta del popolo di Famatina in
Argentina, e denunciamo la criminalizzazione dei movimenti sociali.

Il capitalismo distrugge la vita delle persone, per questo, ogni giorno,
nascono numerose lotte per la giustizia sociale, per eliminare le conseguenze del
colonialismo e per avere tutti e tutte una qualità di vita degna.

Ognuna di queste lotte implica una battaglia di idee che rende
impescindibili le azioni per la democratizzazione dei mezzi di comunicazione, controllati oggi da grandi aggregazioni, e contro il controllo privato
della proprietà intellettuale.

Allo stesso tempo c'è l'esigenza di sviluppare una comunicazione
indipendente che accompagni strategicamente i nostri processi.

Impegnati nelle nostre lotte storiche, difendiamo il lavoro decente e la
riforma agraria come unico cammino per dare impulso all'economía familiare,
contadina e indigena, un passo necessario per raggiungere la sovranità
alimentare e la giustizia ambientale. Riaffermiamo il nostro impegno nella
lotta per la Riforma urbana come strumento fondamentale nella costruzione di
città giuste e con spazi partecipativi e democratici. Difendiamo la
costruzione di un'altra integrazione, basata sulla logica della
solidarietà, e il rafforzamento di processi come la UNASUR e l’ALBA.

La lotta per il rafforzamento dell'educazione, la scienza e le tecnologie
pubbliche al servizio dei popoli, così come la difesa dei saperi
tradizionali, tornano ad essere urgenti dato che persiste la loro mercantilizzazione
e privatizzazione.

Manifestiamo la nostra solidarietà e appoggio agli studenti cileni,
colombiani, portoricani e di tutto il mondo, che continuano in marcia in
difesa di questi beni comuni.

Affermiamo che i popoli non devono continuar a pagare questa crisi e che non
c'è uscita dentro il sistema capitalista!

Nella nostra agenda ci sono grandi sfide che esigono aricolazioni e
mobilitazioni di massa per le nostre lotte.

Ispirati dalla storia delle nostre lotte e dalla forza rinnovatrice di
movimenti come la Primavera Araba, Ocupy Wall Street, gli indignati e la
lotta degli studenti cileni, l'Assemblea dei Movimenti sociali convoca le
forze e gli attori popolari di ogni paese a sviluppare azioni di
mobilitazione coordinata a livello mondiale.

Dobbiamo contribuire alla emancipazione e auto-determinazione dei nostri
popoli, rafforzando la lotta contro il capitalismo.

Chiediamo a tutti e tutte di sostenere l'Incontro internazionale sui
Diritti umani in Solidarietà con l'Honduras e di costruire il Foro Sociale
Palestina Libera, rafforzando il Movimento globale di boicottaggio,
disinvestimento e sanzioni contro lo Stato di Israele e la sua politica di
apartheid contro il popolo palestinese.

Scenderemo nelle strade a partire dal 5 giugno in una grande giornata di
mobilitazione contro il capitalismo.

Invitiamo a dare impulso al Vertice dei Popoli per la giustizia sociale e
ambientale contro la mercantilizzazione della vita e in difesa dei beni
Comuni, in occasione di Rio+20.
Se il presente è di lotta, il futuro è nostro!

Porto Alegre, 28 gennaio 2012 Assemblea dei movimenti Sociali

(traduzione di Antonio Lupo)