STEDILE SUL FORUM DI PORTO ALEGRE - GENNAIO 2012

ABBIAMO BISOGNO DI UNITA’ E DI AZIONI DI MASSA INTERNAZIONALI… per affrontare la crisi capitalista! (30 gennaio 2012)

1. Il Forum sociale a Porto Alegre.
Per 5 giorni centinaia di militanti sociali, organizzazioni e intellettuali si sono riuniti a Porto Alegre per dar vita a numerose discussioni e dialoghi tutti centrati sulla crisi capitalista mondiale e le sue conseguenze su ambiente e popolazioni.

L’evento realizzato tra il 24 e il 29 di gennaio non ha avuto la stessa risonanza né la partecipazione di massa di altre occasioni. Non era un Forum mondiale, era solo un forum internazionale, tematico, focalizzato su crisi e ambiente. La partecipazione è stata quindi più militante e rappresentativa. Ci sono state decine di riunioni, laboratori, seminari e discussioni, tra le più diverse reti internazionali e articolazioni sociali. Da qui è scaturita la sua importanza nel continuare a essere uno spazio di esposizione di idee, di discussione e dialogo tra diverse organizzanizzazioni e visioni del mondo.

2. Unità nell’analisi della congiuntura
Il risultato del dialogo è che si è trovata una profonda coincidenza nelle analisi e valutazioni tra i più diversi movimenti sociali presenti (di Brasile e America Latina e alcuni europei), intellettuali impegnati con il popolo, organizzazioni della società civile e militanti anonimi, ma molto combattivi.
Tutti hanno concordato sul fatto che siamo all’inizio di una crisi, che durerà a lungo, una crisi strutturale del capitalismo, ora globalizzato, capitanato dal capitale finanziario e dalle sue corporazioni transnazionali. Che gli stati nazionali e i loro governi sono alla mercè degli interessi del grande capitale, e, in certo modo, con le mani legate di fronte alla necessità di prendere misure effettive che possano risolvere la crisi senza colpire i lavoratori. Tutti hanno concordato sul fatto che, di fronte alla crisi, le grandi imprese capitaliste, le loro banche e corporazioni e i loro governi nazionali stanno adottando le seguenti strategie:
a) Utilizzare le risorse pubbliche a loro vantaggio e così mitigare la crisi.
b) Provocare conflitti bellici regionali per generare domande al complesso industriale-militare;
c) Reprimere possibili mobilitazioni popolari, come si sta facendo in tutti i paesi dove ci sono mobilitazioni, compresi Stati Uniti e Europa;
d) Appropriarsi di risorse naturali, privatizzandole a favore delle imprese, per trasformare il capitale fittizio in patrimonio, beni effettivi, e, nella prossima tappa, trasformarli in profitti straordinari;
e) Trasformare i paesi dell’emisfero sud in meri esportatori delle materie prime per le loro necessità;
f) Accrescere la disoccupazione nell’emisfero nord, soprattutto tra i giovani e i lavoratori delle industrie;
g) Progettare di utilizzare la conferenza di Rio + 20 come palcoscenico internazionale per dire che sono interessati alla sostenibilità e creare un nuovo marchio legale che gli dia credibilità per appropriarsi delle risorse naturali, con quella che è stata chiamata “economia verde” e continuare ad accumulare profitti, colorati di verde.

3. Le proposte unitarie per affrontare la crisi.
Di fronte a questa situazione, si è realizzata a Porto Alegre, come ultima attività del Forum, una importante assemblea internazionale dei movimenti sociali, che ha prodotto un documento di analisi e un accordo unitario per:
a) Denunciare gli stati e i governi che stanno operando solo in favore del capitale;
b) Denunciare questa maschera dell’economia verde, che è un’ esca per nascondere la vera causa dei problemi ambientali che sono presenti in tutto il mondo;
c) Avere chiaro che i principali nemici del popolo, in questa tappa del capitalismo, sono il capitale finanziario, le imprese transnazionali e i processi di militarizzazione e repressione che ci sono nei paesi;
d) Lottare per una vera democrazia, che superi la mera rappresentatività formale, la manipolazione che i capitalisti stanno realizzando in relazione ai governi e costruisca nuove forme di partecipazione popolare ai destini dei paesi:
e) Sforzarsi per realizzare grandi mobilitazioni di massa in tutti i paesi, contro i nemici comuni, unica forma per poter modificare la correlazione di forze attuali;
f) Difendere le risorse naturali dei nostri paesi, come questione di sovranità nazionale e popolare, di fronte all’offensiva e all’appropriazione privata del capitale:
g) Esigere dai governi politiche pubbliche di protezione degli interessi della maggioranza della popolazione, in particolare i più poveri e i lavoratori;
h) Realizzare sforzi per affrontare il monopolio dei mezzi di comunicazione di massa, che in tutti i paesi manipolano le masse e distorcono le vere cause della crisi e le sue gravi conseguenze per l’umanità;
i) Raddoppiare gli sforzi per costruire l’unità tra tutte le forze sociali nei nostri paesi e a livello internazionale, unica forma per affrontare la forza del capitale;
j) Programmare il 5 giugno come grande giornata mondiale in difesa dell’ambiente e contro le transnazionali;
k) Organizzarsi per realizzare, tra 18 e 26 giugno, a Rio, una grande mobilitazione mondiale, con un accampamento permanente, dando vita a un vertice dei popoli, in contrapposizione al vertice dei governi e del capitale.

Come potete vedere, gli spazi a Porto Alegre sono stati molto fertili per la costruzione di convergenza a unità di propositi. Ora, si spera che tutte le forze coinvolte in Brasile, in America Latina e in tutto il mondo realizzino gli accordi programmatici.

(traduzione di Serena Romagnoli)