Campagna contro il dumping

Campagna contro il dumping
Novembre '02
Forum Sociale Europeo: s'inizia con una campagna contro il dumping. Centomila cartoline a Berlusconi e al commissario europeo Lamy, per chiedere l'abolizione dei sussidi alle esportazioni europee e per un commercio internazionale più trasparente ed equo. Alla campagna promossa da FOCSIV in collaborazione con il settimanale Vita, hanno gia' aderito le principali associazioni italiane, da ACLI ad ARCI, da CISL a Manitese, da WWF a Banca Etica.

"On. Silvio Berlusconi, Dear Mr. Pascal Lamy", iniziano così le cartoline che domani, giovedì 7 novembre verranno spedite a migliaia dal Forum Sociale Europeo verso Palazzo Chigi e verso Bruxelles. Una grassa mucca su cui cade una cascata di Euro e una scritta "Una mucca europea venduta a Dakar costa al contadino senegalese meno di una mucca africana. È concorrenza sleale", sono il simbolo della campagna.
Per Sergio Marelli, direttore Focsiv, la più grande Federazione italiana di Organismi di volontariato internazionale, da 30 anni impegnata nella promozione della cooperazione tra i popoli, "Il lancio della campagna è un occasione in più per sottolineare come il Forum Sociale sia per noi un luogo di dibattito costruttivo e di iniziativa. Un grande luogo che deve innanzitutto chiedere che i patti internazionali sottoscritti diventino presto realtà. Con la campagna NO DUMPING, vogliamo stigmatizzare come la conquista dei mercati internazionali si faccia con trucchi evidenti a partire dalla pratica del "sostegno alle esportazioni", detta anche del "Dumping". Una pratica che, evidentemente, solo i Paesi ricchi possono attuare e rifiutata persino dagli estimatori incalliti del libero mercato. Vendere una merce in un Paese terzo ad un prezzo più basso del suo costo di produzione ed anche del costo di produzione del Paese in cui si esporta è giudicato scorretto da economisti ed operatori di tutte le scuole di pensiero. Cominciamo da qui, da una vera misura new global che impedisca le prepotenze dei Paesi ricchi verso il Sud del mondo."

Chiedere allora di fermare le pratiche di dumping, sottolinea il cartello dei promotori, e abolire i sostegni all'esportazione di prodotti agroalimentari non richiede un lungo documento da sottoscrivere o estenuanti trattative tra diversi attori per stabilire una piattaforma condivisa. C'è larghissimo consenso nel voler fermare almeno alcune delle pratiche commerciali dei Potenti, in particolare della Unione Europea, che distruggono le agricolture povere, sia nei Paesi dei Sud del mondo, sia nella stessa Europa. C'è urgente bisogno che ogni cittadino, di sicuro consumatore di alimenti, agisca e si mobiliti in prima persona, responsabilmente, per bloccare almeno quelle pratiche che con la loro forza travolgono inesorabilmente i piccoli produttori ai quali è affidata la produzione del cibo per tutti.
"No dumping" e "No ai sostegni all'esportazione" sono affermazioni semplici ma cariche di conseguenze: rivendicano un'agricoltura capace di garantire ad ogni popolo il necessario per alimentarsi in modo giusto, equo e durevole e ad ogni cittadino il diritto a nutrirsi con sicurezza e sufficienza, dovunque viva e qualunque sia il suo status sociale. Le cartoline distribuite ai ventimila partecipanti del Forum Sociale saranno anche allegate al settimanale VITA in edicola da venerdì 8 novembre. Da domani sarà possibile sottoscrivere ed inviare anche la versione elettronica delle cartoline che saranno spedite nella casella di posta elettronica del Presidente del Consiglio, on. Berlusconi, e del Commissario europeo, Lamy, collegandosi al sito www.vita.it.

Questo l'elenco delle prime adesioni alla campagna: Centro Internazionale Crocevia, ACLI, Amici della Terra Italia, AIAB, ARCI, Casa Diritti Sociali, CIPSI, COCIS, Comitato di appoggio al Movimento Sem Terra del Brasile, Greenpeace, Legambiente, Manitese, Movimondo, WWF Italia, ARI, Banca Popolare Etica, Cisl.


Per maggiori informazioni sul dumping e la campagna: