Speciale Porto Alegre 2005

Speciale Forum Social Mundial
Porto Alegre 2005

Fonte Adista
23 - 28 Gennaio 2005

Appello dei movimenti sociali
Siamo i movimenti sociali riuniti nel V Forum sociale mondiale. Il grande successo di partecipazione, pluralista e di massa, al Fsm ci dà la possibilità e la responsabilità di fare di più e meglio le nostre campagne e mobilitazioni per estendere e rafforzare le nostre lotte.
Quattro anni fa il grido collettivo e globale "un altro mondo è possibile" ha rotto la menzogna che il dominio neoliberista è inevitabile, come anche la "normalità" della guerra, della disuguaglianza sociale, del razzismo, delle caste, del patriarcato, dell'imperialismo e della distruzione dell'ambiente. Nella misura in cui i popoli si impossessano di questa verità, la loro forza si fa incontenibile e si va concretizzando in atti di resistenza, rivendicazione e proposta. Per questo, il nuovo della nostra epoca è la creazione e l'estensione dei movimenti sociali in tutti i Continenti e la loro capacità di costruire, nella diversità, nuove convergenze e azioni comuni e livello globale.
In questo quadro, decine di milioni di uomini e donne si sono mobilitate in ogni angolo del pianeta per la pace, contro la guerra e l'invasione capeggiata da Bush contro l'Iraq. I vertici del G8, dell'Omc, del Fmi e della Banca Mondiale, dove pochi pretendono di decidere per tutti e tutte, sono stati messi in questione e delegittimati dall'azione dei movimenti sociali. Le lotte popolari in difesa della natura, dei diritti dei popoli e dei beni comuni contro la loro privatizzazione, come avvenuto in Bolivia, Uruguay e in altri Paesi, dimostrano che esiste la possibilità di mettere in crisi la dominazione neoliberale. Ci si sono aperti nuovi spazi di lotta politica e sociale.
Il neoliberismo è incapace di offrire un futuro degno e democratico all'umanità. E tuttavia oggi, di fronte alla propria crisi di legittimità, riprende l'iniziativa con la forza, la militarizzazione, la repressione, la criminalizzazione delle lotte sociali, l'autoritarismo politico e la reazione ideologica. Milioni di uomini e donne soffrono ogni giorno. Vogliamo qui ricordare la guerra nel Congo che ha già causato quattro milioni di vittime. Per tutto questo, un altro mondo è non solo possibile, ma necessario ed urgente. Coscienti del fatto che il nostro cammino è ancora lungo, chiamiamo tutti i movimenti del mondo a lottare per la pace, per i diritti umani, sociali e democratici, per il diritto dei popoli a decidere del proprio destino e per la cancellazione immediata del debito estero dei Paesi del Sud, a partire dalla "Agenda" condivisa nel V Foro sociale mondiale:

Agenda di lotta

  • Facciamo appello a tutte le organizzazioni e movimenti sociali partecipanti al Fsm e a tutti quelli che non hanno potuto essere presenti a Porto Alegre, per impegnarci insieme in una campagna per l'immediata e incondizionata cancellazione del debito estero illegittimo di Paesi del Sud, a cominciare dai Paesi colpiti dallo tsunami e da quelli che hanno sofferto terribili disastri e crisi nei mesi recenti.
    Appoggiamo i movimenti sociali del Sud che si dichiarano creditori dei debiti storici, sociali ed ecologici. Esigiamo il riconoscimento internazionale di questi debiti per fermarne l'incremento e per la restaurazione dei nostri ecosistemi e il risarcimento ai popoli. Esigiamo che cessi l'esecuzione di progetti e di "accordi di integrazione" che facilitano il saccheggio delle risorse naturali nei Paesi del Sud. Sosteniamo l'esigenza dei movimenti sociali di contadini e pescatori delle aree colpite dallo tsunami affinché le risorse per l'emergenza e la riabilitazione siano amministrate direttamente dalle comunità locali ed evitare così nuovi debiti, colonizzazione e militarizzazione.
  • A due anni dall'invasione dell'Iraq l'opposizione globale alla guerra è più grande che mai. Per il movimento contro la guerra è tempo di moltiplicare le azioni e non fare marcia indietro.
  • Esigiamo la fine dell'occupazione dell'Iraq. Esigiamo che gli Usa la smettano di minacciare l'Iran, il Venezuela e altri Paesi. Ci impegniamo a stabilire maggiori contatti con le forze anti-occupazione in Iraq e in Medio Oriente. Rafforzeremo le nostre campagne contro le aziende transnazionali implicate nell'occupazione; appoggiamo i militari che rifiutano la partecipazione alla guerra e difendiamo gli attivisti perseguiti perché sono contro la guerra.
    Chiamiamo i movimenti a mobilitarsi il 19 marzo per un grande giorno di azione globale per il ritiro delle truppe d'occupazione dall'Iraq. Mai più guerre!
  • Appoggiamo tutte le campagne per il disarmo e la smilitarizzazione, compresa quella contro le basi militari degli Stati Uniti nel mondo, le campagne per il disarmo nucleare, per il controllo del commercio delle armi e per il taglio dei bilanci militari.
  • Con la scusa del "Libero Commercio" il capitalismo neoliberista avanza nell'indebolimento degli Stati, nello scardinamento delle economie e nella "legalizzazione" dei privilegi per le aziende transnazionali attraverso i Trattati di Libero Commercio (Tlc). Fallito l'Alca per la pressione popolare, ora si obbliga il Centroamerica ed altri Paesi a sottoscrivere Trattati di Libero Commercio bilaterali che i popoli rifiutano. In Europa, la direttiva Bolkestein della Ue vuole imporre la privatizzazione completa dei servizi pubblici. In questo contesto, chiamiamo tutti e tutte a mobilitarsi per le Giornate di Azione Globale, dal 10 al 17 aprile, per il Vertice dei Popoli delle Americhe, a Mar del Plata, Argentina, nel novembre 2005; e per la VI Riunione ministeriale dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, a Hong Kong, nel dicembre 2005.
  • Appoggiamo la Marcia Mondiale delle Donne che organizzano una nuova campagna di azioni femministe globali, percorrendo il mondo a partire da Sao Paulo l'8 marzo per terminare il 17 ottobre in Burkina Faso, per riaffermare il loro impegno nella lotta contro il neoliberismo, contro il patriarcato, l'esclusione e la dominazione. Convochiamo tutti i movimenti a costruire in questo periodo azioni femministe contro il libero commercio, il traffico sessuale, la militarizzazione e per la sovranità alimentare.
  • Sosteniamo gli sforzi dei movimenti sociali e delle organizzazioni che promuovono la lotta per la dignità, la giustizia, l'uguaglianza e i diritti umani, specialmente quelli dei Dalits, degli afro-discendenti, dei popoli indigeni, rom, burakumins e dei più oppressi e repressi settori della società.
  • Chiamiamo alla mobilitazione di massa contro il vertice del G8 in Scozia dal 2 all'8 luglio. Andremo per le strade e parteciperemo al controvertice di Edimburgo e Gloneagles. Esigiamo: che la povertà diventi solo un ricordo, che si fermi la guerra, si cancelli il debito e si introduca una tassa globale alle transazioni finanziarie per finanziare lo sviluppo.
  • Protestiamo contro le politiche neoliberiste e contro gli appoggi militari dell'Unione Europea verso l'America Latina. Convochiamo una mobilitazione per la solidarietà fra i popoli in occasione del Vertice dei Presidenti dell'America Latina e dell'Unione Europea nel maggio 2006, a Vienna, in Austria.
  • Lottiamo per il diritto universale ad una alimentazione sana e sufficiente. Lottiamo per il diritto dei popoli, delle nazioni e dei contadini a produrre i loro alimenti. Siamo contro i sussidi all'esportazione che strozzano le economie delle comunità rurali. Evitiamo il dumping alimentare. Rifiutiamo gli alimenti transgenici perché, oltre a porre a rischio la nostra salute ed il nostro ambiente, sono lo strumento per il controllo dei mercati da parte di cinque imprese transnazionali. Rifiutiamo i brevetti su qualsiasi forma di vita e specialmente sui semi visto che è un modo per appropriarsi delle nostre risorse e della conoscenza associata ad esse.
    Esigiamo la Riforma Agraria come strategia che permetta di garantire l'accesso dei contadini alla terra, che sia garanzia di alimentazione sana e sufficiente e che non consenta che si concentri la terra nelle mani delle transnazioanli e dei latifondisti. Esigiamo l'annullamento delle azioni contro i contadini di tutto il mondo, la liberazione dei contadini e prigionieri politici, la sospensione della militarizzazione delle zone rurali. Appoggiamo la produzione sostenibile basata sulla preservazione delle risorse naturali: suolo, acqua, boschi, aria, biodiversità, risorse idrogeologiche, ecc. Siamo per il sostegno della produzione organica e agroecologica.
    Chiamiamo alla mobilitazione nella giornata mondiale dei contadini, il 17 aprile, e nell'anniversario della morte di Lee (leader sindacale coreano suicidatosi a Cancun, ndt) il 10 settembre contro la Omc.
  • Sosteniamo le campagne e le lotte in difesa dell'acqua come bene comune pubblico, contro la sua privatizzazione e per il riconoscimento dell'accesso all'acqua come diritto umano, come ad esempio la campagna "No alla multinazionale Suez in America Latina". Invitiamo a partecipare al Forum Internazionale dal 18 al 28 marzo a Ginevra.
  • Condividiamo l'esigenza di costruire un'alleanza fra movimenti sociali e reti per un "Contratto mondiale per il clima. Un mondo solare è possibile". L'energia è diritto alla vita ed è un bene comune. La lotta contro la povertà e il cambiamento climatico esigono che l'energia sostenibile sia tra le priorità delle iniziative e campagne del movimento sociale. Appoggiamo la marcia internazionale sul clima in novembre.
  • La "Responsabilità sociale delle Transnazionali" non vuole eliminare gli abusi e i crimini delle transnazionali. Per questo deve essere seriamente sfiduciata. I movimenti lavoreranno insieme per sottrarre potere alle transnazionali, fermare i loro abusi e crimini. Le comunità devono poter avere la libertà di proteggere se stesse, il loro ambiente e la società dal dominio delle transnazionali.
  • Sosteniamo le campagne contro le transnazionali che violano i diritti umani, sociali e sindacali, come quelle contro la Nestlé e la Coca-Cola in Colombia; e, la Pepsi e la Coca-Cola in India.
  • Appoggiamo la lotta del popolo palestinese per i suoi diritti fondamentali e nazionali, compreso il diritto al ritorno, basati sul diritto internazionale e sulle risoluzioni dell'Onu.
  • Chiediamo alla comunità internazionale e ai governi di imporre sanzioni politiche ed economiche a Israele, incluso l'embargo sulle armi. Chiamiamo i movimenti sociali a mobilitarsi anche in direzione di disinvestimenti e boicottaggi. Questi sforzi hanno l'obiettivo di fare pressione su Israele perché accetti le risoluzioni internazionali e rispetti il parere della Corte internazionale di Giustizia sullo stop alla costruzione del muro illegale di apartheid e porre fine all'occupazione.
  • Appoggiamo gli attivisti israeliani per la pace e i refusnik nella loro lotta contro l'occupazione.
  • Condanniamo l'ingiusto embargo contro Cuba e chiediamo un giudizio giusto per i cinque cubati prigionieri negli Stati Uniti. Allo stesso modo, esigiamo il ritiro immediato delle truppe militari straniere da Haiti.
  • Riconosciamo la diversità di opzione sessuale come espressione di un mondo alternativo e condanniamo la sua mercificazione. I movimenti si impegnano a condividere la lotta contro le esclusioni per identità, genere e omofobia. Uniremo le nostre voci contro tutte le forme di mercificazione del corpo, della donna e delle persone Glbt (gay, lesbiche, bisessuali e transessuali).
  • Sosteniamo il processo di costruzione di una rete globale di movimenti sociali impegnati per la difesa dei migranti, dei rifugiati e dislocati. Il neoliberismo e le politiche della "guerra contro il terrore" hanno prodotto la crescita della criminalizzazione degli immigrati, la militarizzazione delle frontiere, della clandestinità, della disponibilità di forza-lavoro sotto costo. Appoggiamo la campagna per la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite per i diritti dei migranti che nessuno governo del Nord vuole accettare. Sosteniamo la campagna per formare un organismo indipendente che sanzioni i governi che non rispettino la Convenzione di Ginevra per i rifugiati e i diritti dei e delle migranti.
  • Sosteniamo le campagne e le lotte per i diritti dei bambini e delle bambine contro lo sfruttamento sessuale e lavorativo, contro il traffico dei bambini ed il turismo sessuale.
  • Appoggiamo l'appello degli esclusi, dei senza voce, per sviluppare una campagna di solidarietà attiva e dare impulso ad una marcia mondiale nella quale gli oppressi/oppresse e gli esclusi/escluse del pianeta levino la loro voce per conquistare il diritto ad una vita degna.
  • Dal 14 al 16 settembre, all'Assemblea generale dell'Onu, i capi di governo di tutto il mondo assumeranno decisioni sulla riforma delle Nazioni Unite e rivedranno i loro impegni per sradicare la povertà. Sono loro i principali responsabili dell'at-tuale situazione critica dell'umanità. Sosteniamo l'appello delle reti internazionali che invitano alla mobilitazione globale il 10 settembre per un nuovo ordine mondiale democratico e contro la povertà e la guerra.
  • Appoggiamo l'appello alla mobilitazione del 17 novembre, nel giorno internazionale degli studenti, in difesa dell'edu-cazione pubblica, contro la privatizzazione e la transnazionalizzazione dell'educazione.
  • In solidarietà con il Venezuela, la gioventù del mondo è chiamata a partecipare al 16.mo Festival mondiale della gioventù e degli studenti in Venezuela nei giorni dal 7 al 15 agosto.
  • La comunicazione è un diritto umano fondamentale. Appoggiamo l'appello per le mobilitazioni nell'ambito del Vertice mondiale della Comunicazione, a Tunisi il 16-18 novembre. Appoggiamo l'appello per una forte convenzione internazionale sulla Diversità Culturale e ci opponiamo alla mercificazione dell'informazione e della comunicazione da parte della Omc.
  • Sosteniamo l'economia sociale come espressione concreta di una alternativa di sviluppo giusto, solidale, democratico ed egualitario.
  • In difesa della salute pubblica e contro la sua privatizzazione, facciamo appello a tutti i popoli del mondo per una lotta permanente. Facciamo appello alla mobilitazione nell'ambito dell'Assemblea generale in Difesa della Salute dei Popoli, a Cuenca, Perù, 2005, e del Forum Mondiale della Salute nell'ambito del Forum Sociale Mondiale in Africa nel 2007.

Questa è una piccola manifestazione dei movimenti sociali in lotta.
Globalizziamo la lotta, globalizziamo la speranza!