Porto Alegre: Appello dei movimenti sociali. Gennaio 2003

Primi passi per un coordinamento dei Movimenti sociali
PORTO ALEGRE. Fonte Adista N°11 dell'8 febbraio 2003 (dall'inviata)
In rifiuto di qualsiasi forma di pensiero unico, e nel rispetto della Carta dei principi del Forum Sociale Mondiale, il Forum di Porto Alegre si è concluso, anche in questa terza edizione, senza dichiarazione finale. Ma, come gli anni precedenti, l'assemblea dei Movimenti sociali, riunitasi durante il Forum, ha lanciato anche questa volta il suo Appello conclusivo, e con un'importante novità: quella della costruzione di una rete mondiale di movimenti sociali, secondo la proposta avanzata dalla Cut (la Centrale unica dei lavoratori), dal Movimento dei senza terra, dalla Marcia mondiale delle donne, da Attac e dal Focus on the Global South, che, in un loro contributo, avevano invitato a riflettere sulla creazione di "una struttura comune", come "un punto di riferimento e uno strumento per le nostre mobilitazioni internazionali", affinché "i diversi movimenti sociali del mondo possano scambiarsi analisi, opinioni e informazioni sulla congiuntura attuale e stabilire alcune priorità condivise e alcuni obiettivi necessari". Oltre ad accogliere tale proposta e a tradurla in termini più concreti - invitando a dare vita ad un "gruppo di contatto" chiamato a "facilitare la discussione" in vista della definizione di "procedimenti concreti di lavoro congiunto" - l'Appello finale dei movimenti sociali indica i principali appuntamenti futuri, a partire dalle proteste che si svolgeranno in tutto il mondo il prossimo 15 febbraio. E a differenza dello scorso anno, quando la stesura dell'Appello conclusivo fu accompagnata da aspre tensioni (sulla parte relativa all'11 settembre), questa volta il gruppo di lavoro incaricato di tradurre in un documento gli orientamenti dell'Assemblea tenutasi il 24 e il 25 gennaio ha proceduto senza particolari difficoltà. Di seguito l'Appello, in versione integrale.

 

Appello dei movimenti sociali
Porto Alegre, Brasile, Gennaio 2003

Ci siamo riuniti a Porto Alegre all'ombra di una crisi globale. Le belligeranti intenzioni del governo degli Stati Uniti nella sua determinazione a scatenare una guerra contro l'Iraq rappresentano una grave minaccia per tutti noi e una drammatica manifestazione dei vincoli esistenti tra militarismo e dominazione economica. Allo stesso tempo, la globalizzazione neoliberista è in crisi: la minaccia di una recessione globale è permanente, gli scandali legati alla corruzione nelle grandi compagnie sono notizia quotidiana e ci mostrano la realtà del capitalismo. Le disuguaglianze sociali ed economiche si accrescono, minacciando la struttura delle nostre società, le nostre culture, i nostri diritti e le nostre vite. La biodiversità, l'aria, l'acqua, i boschi, il suolo e il mare vengono usati come merci e messi in vendita. Tutto ciò minaccia il nostro futuro. E di conseguenza ci opponiamo!

Per il nostro futuro comune
Siamo i movimenti sociali che lottano nel mondo intero contro la globalizzazione neoliberista, la guerra, il razzismo, le caste, la povertà, il patriarcato e ogni forma di discriminazione ed esclusione: economica, etnica, sociale, politica, sessuale o di genere. Lottiamo in tutto il mondo per la giustizia sociale, per i diritti di cittadinanza, per la democrazia partecipativa, per i diritti universali e per il diritto dei popoli a decidere del proprio futuro. Siamo schierati per la pace, la cooperazione internazionale e una società sostenibile che risponda alle richieste dei popoli nei campi delle necessità alimentari, di abitazione, sanità, educazione, informazione, acqua, energia, trasporto pubblico e diritti umani. Siamo solidali alla lotta delle donne contro la violenza sociale e patriarcale. Appoggiamo la lotta dei contadini, dei lavoratori, dei movimenti popolari urbani e di tutti coloro che sono minacciati dall'imminente perdita della casa, del lavoro, della terra, dei diritti. In milioni abbiamo manifestato per le strade affermando che un altro mondo è possibile. Mai questo è stato più certo e più urgente.

No alla guerra!
I movimenti sociali sono contro la militarizzazione, l'aumento delle basi militari e la repressione statale che genera una moltitudine di rifugiati e criminalizza i movimenti sociali e i poveri. Siamo contro la guerra in Iraq, gli attacchi ai popoli palestinese, ceceno e curdo, contro le guerre in Afghanistan, in Colombia, in Africa e contro la crescente minaccia di guerra in Corea. Ci opponiamo all'aggressione economica e politica che soffre il Venezuela e all'embargo politico ed economico imposto a Cuba dal governo statunitense. Siamo contro ogni tipo di azione militare ed economica progettata per imporre il modello neoliberista e scalzare la sovranità e la pace dei popoli del mondo. La guerra si è trasformata in un aspetto strutturale e permanente della dominazione globale, la forza militare viene usata per controllare i popoli e le risorse strategiche come il petrolio. Il governo degli Stati Uniti e i suoi alleati stanno imponendo la guerra come forma sempre più comune di risolvere i conflitti. Allo stesso modo, denunciamo il tentativo deliberato dell'imperialismo di aggravare i conflitti religiosi, etnici, razziali, tribali, aumentando le tensioni e gli scontri in tutto il mondo per favorire i suoi interessi egoistici. L'opinione pubblica mondiale si oppone in maggioranza alla prossima guerra in Iraq. Invitiamo tutti i movimenti sociali e le forze progressiste ad appoggiare, partecipare e organizzare proteste in tutto il mondo contro questa guerra il prossimo 15 febbraio. Queste proteste sono progettate e coordinate da quanti si oppongono alla guerra in 30 delle maggiori città del mondo.

Sventiamo i piani dell'Omc
L'Organizzazione mondiale del commercio (Omc), l'Ac-cordo di libero commercio delle Americhe (Alca) e la proliferazione di accordi regionali e bilaterali come l'Accordo per la crescita e il commercio in Africa (Agoa) e gli accordi di libero commercio proposti per il Centroamerica sono usati dalle corporazioni transnazionali per promuovere i propri interessi, dominare le nostre economie e imporre un modello di sviluppo che impoverisce le nostre società. In nome della liberalizzazione del mercato, il popolo vede negato i propri elementari diritti e messo in vendita ogni aspetto della vita e della natura. Le multinazionali agroindustriali cercano di imporre gli Ogm in tutto il mondo; alle persone che soffrono l'Aids e altre pandemie in Africa e altri luoghi si nega l'accesso ai farmaci generici a basso costo. Inoltre, i Paesi del Sud sono intrappolati nell'in-terminabile ciclo del debito che li obbliga ad aprire i loro mercati e ad esportare le loro ricchezze. Quest'anno le nostre campagne contro l'Omc, l'Alca e gli accordi di libero commercio cresceranno in grandezza e ripercussione. Faremo una campagna che arresti e inverta la liberalizzazione dell'agricoltura, dell'acqua, dell'energia, dei servizi pubblici e degli investimenti e permetta ai popoli di recuperare la sovranità sui loro Paesi, le loro risorse, le loro culture, le loro conoscenze e le loro economie. Siamo solidali con i contadini messicani che affermano che "i campi sono arrivati al limite" e con lo spirito delle loro lotte e ci mobilitiamo a livello locale, nazionale e internazionale per sventare i piani dell'Omc e l'Alca. Appoggiamo il movimento che nel mondo intero lotta per la sovranità alimentare e contro i modelli neoliberisti tanto in agricoltura quanto nella produzione e nella distribuzione degli alimenti. In concreto, organizzeremo in tutto il mondo proteste di massa durante la celebrazione del quinto incontro ministeriale dell'Omc che si terrà a Cancun, in Messico, nel settembre del 2003, così come durante la celebrazione, a ottobre dello stesso anno, della riunione ministeriale dell'Alca a Miami, negli Stati Uniti.

Per la cancellazione del debito
La completa e incondizionata cancellazione del debito del terzo mondo è un prerequisito per ottenere la piena soddisfazione dei più elementari diritti umani. Appoggeremo ogni Paese debitore che voglia smettere di pagare il suo debito estero e quanti si rifiutino di applicare i programmi di aggiustamento strutturale imposti dal Fmi. Secoli di sfruttamento dei popoli del terzo mondo, delle loro risorse e del loro ambiente conferiscono a questi il diritto a una riparazione e ci portano a domandarci "chi deve a chi". Su questi punti si organizzeranno le campagne e le importanti mobilitazioni che si porteranno a capo nel 2003: G8 (ad Evian, a giugno), Omc (a Cancun, a settembre) e durante l'incontro annuale del Fmi e della Banca Mondiale (a Washington, a settembre).

Ci opponiamo al G8
Invitiamo tutti i movimenti sociali e le forze progressiste a prendere parte a questa mobilitazione per denunciare l'illegittimità del G8 e respingere le politiche che esso si propone di dibattere a Evian, in Francia, tra l'1 e il 3 giugno 2003. Questa mobilitazione si realizzerà in tutto il mondo includendo un incontro internazionale ad Evian: un controvertice, un accampamento alternativo e una grande manifestazione internazionale.

Donne: promovendo l'uguaglianza Prendiamo parte alle azioni che promuovono i movimenti delle donne l'8 marzo, giorno internazionale della lotta contro la violenza, il patriarcato e per l'uguaglianza sociale e politica.

In solidarietà
Chiamiamo tutte le forze progressiste, i movimenti e le organizzazioni del mondo intero a manifestare solidarietà con i popoli palestinese, venezuelano, boliviano e altri che stanno soffrendo gravi crisi in questo momento.

Rafforziamo la rete mondiale dei movimenti sociali
L'anno passato, durante il Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre, abbiamo approvato una dichiarazione che definiva i nostri obiettivi, le nostre lotte e il modo di costruire le nostre alleanze. Lo spirito di questo documento è vivo e ispirerà le nostre prossime mobilitazioni. Da allora, il mondo è cambiato molto rapidamente e sentiamo la necessità di fare un passo avanti nei nostri processi decisionali, nel nostro coordinamento e nelle nostre alleanze per articolare e sviluppare un'agenda ampia, combattiva, democratica, plurale, internazionalista, femminista, non discriminatoria e antimperialista. Vogliamo costruire ora un quadro di riferimento che articoli le nostre analisi e i nostri impegni con le nostre mobilitazioni. Questo richiede la partecipazione attiva di tutti i movimenti, ricordando sempre che i movimenti sociali sono indipendenti dai governi e dai partiti politici (secondo la carta di principi del Fsm), così come il rispetto dell'autonomia delle diverse organizzazioni. Questo quadro di riferimento si rafforzerà con il contributo dei diversi attori sociali e le esperienze e la pratica sociale condivise. Inoltre, dovrà essere in accordo con le diverse forme di espressione politica e di organizzazione dei movimenti sociali e rispettare la diversità di ideologie e di culture. Sentiamo la necessità di costruire una rete di movimenti che dia risposte, che sia flessibile e sostenibile e allo stesso tempo ampia e trasparente e la cui responsabilità consista nell'arric-chire questo processo, alimentarlo, promuovere la sua diversità e che assicuri il necessario coordinamento. Gli obiettivi della rete saranno quelli di incentivare i movimenti di tutti i continenti a coinvolgersi in un dibattito politico più profondo, di facilitare azioni comuni e di rafforzare l'iniziativa di attori concreti che lottano per i loro interessi sociali. Il suo lavoro dovrà essere allo stesso tempo orizzontale ed effettivo. Per centrare questi obiettivi proponiamo di conformare un gruppo di contatto che serva come risorsa e strumento per le nostre mobilitazioni internazionali includendo la preparazione di incontri, la promozione del dibattito e della democrazia attraverso un sito web e mailing list. Questo gruppo di contatto si stabilirà per un periodo da 6 a 12 mesi e si baserà sull'esperienza dei promotori della rete dei movimenti sociali e popolari esistente in Brasile. Questo accordo è transitorio e destinato ad assicurare la continuità. Il principale compito di questo gruppo provvisorio è di facilitare il dibattito, in modo che i movimenti sociali di tutto il mondo possano definire procedimenti concreti di lavoro congiunto. Si tratta di un processo in marcia. La prima valutazione di questo nuovo gruppo di contatto avrà luogo durante le riunioni che la rete dei movimenti sociali realizzerà a settembre del 2003 contro l'Omc a Cancun. L'assemblea dei movimenti sociali realizzerà una seconda valutazione durante il Fsm che si spera si realizzi in India nel 2004. Tra le altre cose, la valutazione considererà l'efficienza del coordinamento realizzato e cercherà nuovi modi di rafforzarla. Inoltre, considererà come portare avanti il processo da un anno all'altro e come includere nella rete movimenti nazionali e regionali e campagne tematiche. Intanto è necessario sviluppare un ampio dibattito in seno alle organizzazioni, campagne e reti per articolare le proposte e ottenere così una struttura più rappresentativa e permanente. Nei prossimi mesi avremo molte occasioni di sperimentare e costruire questo procedimento per mezzo delle campagne e delle mobilitazioni che conformano la nostra agenda comune.Invitiamo tutte le reti e tutti i movimenti popolari e sociali a firmare questa dichiarazione entro due mesi.

 


 

Altri documenti del Forum Social Mundial:
Stedile interviene al Forum Social Mundial di Porto Alegre 2003
Lula a Porto Alegre e a Davos
Frei Betto a Porto Alegre