La pedagogia del MST

La pedagogia del MST
Perché parlare di pedagogia nel MST e mai di una proposta di educazione del MST?
Fare questo serve a rinforzare due idee molto importanti per la nostra azione e riflessione:
Il MST ha una pedagogia. La pedagogia del MST è il modo con cui il Movimento storicamente va formando il soggetto sociale di nome Sem Terra, e che giorno per giorno educa le persone che ne fanno parte. È questa pedagogia che dobbiamo analizzare per comprendere e far crescere le nostre esperienze di educazione e di scuola. La pedagogia del MST oggi è più di una proposta, è una pratica viva, in movimento - da cui andiamo traendo insegnamenti per le proposte pedagogiche nelle nostre scuole, nei nostri corsi, mentre riflettiamo sopra quale può essere una proposta o un progetto popolare di educazione per il Brasile.
Richiamiamo alcuni concetti della pedagogia del Movimento e le sfide che ci propone per il lavoro educativo e scolastico del MST oggi:
I sem-terra in lotta hanno costruito l'MST, il quale come collettività di lotta in movimento ha prodotto il suo nome e la identità dei Sem Terra.
Essere oggi un Sem Terra è molto più che essere un lavoratore o una lavoratrice della terra che non dispone della terra o che lotta per essa. E' una identità storicamente costruita, in primo luogo come affermazione di una condizione sociale: essere sem terra non è una condizione di vita momentanea da superare, ma è una identità da coltivare: siamo Sem Terra del MST!
Tutto questo risulta più esplicito nella creazione storica del nome dei bambini Sem Terra o Sem Terrinha, che non facendo differenza tra i figli delle famiglie accampate o insediate, non esprime una condizione ma progetta un soggetto sociale, un nome proprio da ereditare e onorare. Questa identità diventa sempre più forte man mano che si materializza in un modo di vita, che si costituisce come cultura, che progetta cambiamenti nel modo di essere delle persone e della società, coltivando valori (umanisti e socialisti) che si contrappongono ai valori (o antivalori) che informano la società attuale.

Il MST è il grande educatore dei Sem Terra e li educa inserendoli nel movimento della storia. Il nostro movimento va trasformando il lavoratore senza terra in un combattente del popolo.
Forse la migliore definizione dei Sem Terra in questo momento storico è la seguente:
Essere Sem Terra è far parte di un movimento permanente per la trasformazione dell'attuale stato di cose, che è la caratteristica specifica di un lottatore del popolo.
Ma i sem terra non sono nati con questa identità che non era definita quando il MST fu creato. La storia ha messo il MST davanti alla necessità di assumere un certo modo di lotta, che va modificanco le persone coinvolte. La traiettoria da lavoratore senza la terra a soggetto di una organizzazione sociale di massa che lotta per la Riforma agraria, da sem-terra a Sem Terra combattente del popolo è una scelta condizionata dal momento storico, in un altro momento storico avrebbe potuto essere diversa.

Il MST educa i suoi membri mano a mano che li inserisce come soggetti radicati in questo momento storico e fa loro vivere esperienze di formazione umana che sono proprie delle organizzazioni che partecipano alla lotta di classe, forma principale in cui il movimento della storia si manifesta. Anche se una persona ignora tutto questo, ogni volta che partecipa alle azioni del MST, svolgendo il suo specifico compito,piccolo o grande che sia, sta aiutando a costruire l'identità Sem Terra, l'identità dei combattenti del popolo, e si sta trasformando, si sta educando come essere umano.
Il rapporto del MST con l'educazione è un rapporto originario: la storia del MST è la storia di una grande opera educativa. E quanto più si chiarisce il progetto storico del MST tanto maggiore importanza viene data all'educazione. Se recuperiamo una concezione dell'educazione come formazione umana, è questa pratica che incontriamo nel MST da quando fu creato: la trasformazione dei diseredati della terra e dei poveri di tutto in cittadini, disposti a lottare per avere un posto degno nella storia.
E' l'educazione che possiamo vedere in ognuna delle azioni che costituiscono il quotidiano nella formazione dell'identità dei sem-terra del MST. Concretamente, davanti a una occupazione della terra, un accampamento, un insediamento, una marcia, una scuola conquistata dal Movimento, ogni volta è sempre più pertinente domandarsi: in che modo ciascuna di queste azioni educa i sem-terra? come influisce su un determinato modo di essere umano? quali insegnamenti individuali e collettivi entrano in gioco in ognuna di esse?
L'eredità che il MST lascerà ai suoi discendenti sarà molto di più che la terra conquistata dal latifondo; sarà un modo di essere uomo e di prendere posizione davanti ai problemi del proprio tempo; saranno valori che rafforzano e danno identità ai combattenti del popolo, in ogni tempo, in ogni luogo. Poiché sono il prodotto di un lavoro di educazione i Sem Terra possono essere visti come un anello che si forma in una lunga tradizione di lotte sociali che costituiscono la storia dell'umanità: radicamento nel passato e progetto per il futuro.
Ma la preoccupazione consapevole dei Sem Terra per l'educazione, e specialmente per il tipo di educazione da dare alle nuove generazioni, perché continuino la loro lotta, il loro progetto,può nascere solo rendendosi conto che stanno costruendo una organizzazione duratura e la lotta di una vita intera. Prima lottavano per la scuola dei loro figli, ma non si rendevano conto che questo era collegato alle loro altre lotte e alle spinte della storia che hanno dato vita al movimento.
La missione educativa del MST ha almeno tre grandi sfide oggi:
Aiutare le famiglie sem-terra a rompere col processo di disumanizzazione e di degradazione umana a cui sono state sottoposte nella storia della loro vita.Questo è ciò che il MST fa tutte le volte che mobilita e organizza le famiglie a lottare per la terra, tutte le volte che esse conquistano un nuovo insediamento. Ma questo riesce se viene posto come sfida, perché in molti casi la miseria provoca una tale degradazione che le persone non riescono più a "compiere una svolta"; ci vuole una specifica intenzionalità pedagogica per ottenere questo.
Garantire che queste famiglie "compiano una svolta" assumendo l'identità di Sem Terra e non l'identità dei loro antichi oppressori.Decidere di far parte del MST non significa 'naturalmentÈ arrivare ad avere una coscienza e una cultura in cui siano predominanti i valori e le convinzioni progettate per la lotta e per la volontà di essere del movimento. Meno ancora che questo diventi coscienza politica capace di aiutare a dirigere la lotta di classe. E' necessario che ciascun Sem Terra, in ogni momento, faccia e rifaccia questa scelta, sostenendola con "mistica", studio e riflessione. A pensarci bene questa è la maggior sfida pedagogica del MST: consolidare in ogni famiglia sem-terra, in ogni militante dell'organizzazione, il modo di vivere e i valori che lo sostengono come Movimento e come progetto politico. La società spinge verso questa prospettiva, quando nelle nostre azioni pubbliche identifica -questa è cosa da Sem Terra -questa non è cosa da Sem Terra. Ma la base sociale del MST è ben lontana da aver coscienza di che cosa ciò significa realmente. Non mancano insediati che hanno assunto modi da fazeinderos, nè padri che dicono ai figli -adesso non siamo più senza ma con terra-.
È necessario lavorare perché altre categorie sociali assumano i valori e la volontà di essere combattenti del popolo. Da quando i Sem Terra hanno scoperto che da soli non potranno andare molto lontano nella loro lotta, la responsabilità educativa del MST è aumentata. E' necessario estenderci come identità, come cultura di movimento, come valori che muovono la lotta.Tutto ciò è molto più complesso che trovare degli alleati nella difesa della causa della Riforma Agraria. E' molto più complesso anche perché noi diventiamo responsabili delle persone che attiriamo. Non si può spingere il popolo nelle strade e poi tornarsene a casa. Abbiamo già riflettuto sulla sfida educativa implicita nella frase "Siamo tutti Sem Terra!" che già comincia ad apparire sulle magliette di molti giovani di città?
Considerarsi come un soggetto educativo e comprendere più a fondo la pedagogia che sta producendo nella sua storia; è questa una delle condizioni perché il MST possa affrontare queste sfide.
Non è solo per sè stesso che il MST deve affrontare queste sfide, è ancora una volta per essere fedele al movimento della storia che lo ha fatto nascere e crescere in un tempo storico di crisi sociale e di degradazione umana, che colloca nell'agenda mondiale la possibilità di trasformazioni profonde del modello di società, nel progetto dell'umanità.Se viviamo in questo tempo, le nostre azioni vanno ad avere un peso maggiore perché si uniscono alla forza di altre azioni, che definiranno la direzione di queste trasformazioni. A causa della pressione della storia e per le scelte che il MST va facendo nella sua breve vita (che sembra assai più lunga proprio per l'accelerazione del tempo in cui tutto avviene) è arrivato a progettare una identità collettiva che sta prendendo posizione in questo processo.

Dunque il MST non ha altra possibilità che radicalizzare (andare alla radice) la sua pedagogia, per assumere coscientemente il suo destino. E non lo farà senza una riflessione più profonda su se stesso, sulle proprie azioni e le dimensioni della sua organizzazione, dalla prospettiva della formazione umana e della produzione di soggetti sociali della lotta di classe.
Alcuni processi pedagogici fondamentali che formano i sem-terra del MST ci forniscono insegnamenti importanti in questa prospettiva.
Ciò che educa i Sem Terra è il loro movimento di lotta, con le sue contraddizioni, gli ostacoli, le conquiste, le sconfitte. L' educazione della lotta insegna a porsi davanti alla vita in un modo che è fondamentale per un combattente del popolo: niente è immutabile e quanto più una persona non si adatta allo stato attuale delle cose tanto più è umana.La cosa normale, salutare, è stare in movimento, non stare fermi. I processi di trasformazione sono quello che fanno la storia.
L'educazione dei sem-terra del MST comincia col loro radicamento in una collettività, che non nega il loro passato, ma progetta il loro futuro che essi possono aiutare a costruire. Sapere che non è più isolata nel mondo è la prima condizione perché una persona possa aprirsi ad una nuova esperienza di vita. Non è questo il sentimento che diminuisce la paura in una occupazione o che aiuta ad affrontare la fame in un accampamento? Per questo non si tratta di un dettaglio per la nostra collettività, è il fondamento della nostra educazione.
Questo radicamento ha bisogno di essere anche simbolico: è la 'misticà che funziona come rituale di accoglienza per la nuova famiglia; ed ha anche bisogno di essere approfondito ogni volta. E' la lezione della storia che a sua volta inserisce la collettività dei Sem Terra in una collettività più grande, che è quella delle lotte del popolo, anche di altri tempi, di altri luoghi: quando scoprii che non eravamo i primi a lottare per la terra, qualcosa mutò dentro di me.
Il vivere quotidianamente nuove relazioni sociali e interpersonali è ciò che riesce a cominciare a trasformare la testa e il cuore delle persone, recuperando certi valori che avevano perduto o che non conoscevano. è questo sentimento per cui si dice che l'accampamento è una grande scuola di vita. E il valore formativo di queste relazioni sarà tanto maggiore se da queste dipenderà la loro sopravvivenza di persone.
Questo riguarda tanto le relazioni tra compagni davanti ad una azione di sgombero, quanto i rapporti che si costruiscono nel lavoro, o nell'organizzare un insediamento. Nella nostra pedagogia, inoltre, il lavoro, la divisione dei compiti, l'organizzazione delle persone per realizzare una certa azione non sono solo una necessità in se stessa, sono uno strumento pedagogico per coltivare proprio quei valori che possono farci continuare il movimento.
Le persone non imparano tutte nello stesso modo, dato che imparano solo quello di cui sanno di avere bisogno e non si può imporre a una persona la coscienza della necessità di imparare. Ogni Sem Terra impara a suo modo, col suo ritmo, spinto dalle situazioni quotidiane che lo portano a questo e di cui il movimento di lotta è ricco. Non è necessario inventare molto. Ma se è vero che i sem terra imparano molte cose nella lotta, costretti dalle necessità giorno per giorno, è anche vero che non arriveranno molto lontano senza riflettere su questo processo.Se le azioni diventano routine non costituiscono più una sfida ad apprendere. Viene un momento in cui bisogna rendersi conto di quale è la partita in gioco per scegliere di restarci dentro. Anche riflettere sopra l'azione costituisce un processo educativo fondamentale, senza il quale il MST non avrebbe fatto i salti storici nella sua identità e nel suo progetto. Una collettività non sopravvive se non guarda in se stessa continuamente. L'appello alla critica e all'autocritica nel MST ha a che vedere con questo.

La pedagogia del movimento non sta nella scuola, ma la scuola sta nella pedagogia, in misura tanto maggiore quando se ne lascia occupare.
Possiamo ricavare dal processo storico di formazione dei Sem Terra le matrici pedagogiche fondamentali per costruire una scuola impegnata nella formazione umana e nel movimento della storia. Ma bisogna tener presente che la pedagogia che forma nuovi soggetti sociali e che educa esseri umani non sta nella scuola, è molto più grande e riguarda la vita nel suo complesso. Certi processi educativi che danno luogo all'identità dei Sem Terra non potranno mai essere realizzati nella scuola. Ma il MST nel suo itinerario sta anche dimostrando che la scuola può far parte del suo movimento pedagogico e che serve per prendere coscienza dei suoi obiettivi come soggetto educativo.
Quando la scuola si mescola alla dinamica della lotta si va trasformando e nello stesso tempo modifica il modo con cui i Sem Terra guardano a se stessi, al MST, aiutandoli a considerare nuove dimensioni della propria identità. Così la scuola aiuta i Sem Terra a percepire l'importanza dello studio e i Sem Terra aiutano la scuola a percepire che lo studio è una cosa ben più profonda che stare a scuola a ricevere contenuti privi di senso. La scuola aiuta i Sem Terra a dare maggiore attenzione all'infanzia sem terra, e il MST spinge la scuola a rispettare i Sem Terrinha come soggetti, con caratteristiche, necessità ed esperienze pedagogiche differenti dagli altri scolari, di cui si deve tener conto. La scuola aiuta il MST a guardare all'educazione e il Movimento aiuta la scuola a ripensare la sua concezione educativa.
L'incontro tra il Movimento e la Scuola fa parte dell'identità del MST e si è costituito come una delle dimensioni importanti della Pedagogia del Movimento.
Quale scuola sta nella Pedagogia del Movimento? quella che non sta chiusa in se stessa, perché assume un collegamento con il movimento educativo della vita in movimento.
Non si tratta di immaginare che esista un modello di scuola proprio dei Sem Terra o fatto apposta per il MST. Quando parliamo di una scuola del MST non parliamo di una scuola con un modello pedagogico chiuso (per quanto rivoluzionario lo si immagini) con un metodo di insegnamento specifico, una struttura organizzativa fissa; parliamo molto piu' di un modo di essere scuola, di un atteggiamento davanti al compito di educare, un processo pedagogico nel quale tutti abbiamo da imparare e da insegnare, sempre, in ogni momento.
Una scuola del MST, per essere degna di questo nome, deve essere una scuola in movimento, del movimento proprio della formazione umana e proprio dei soggetti sociali e umani che la fanno.
Bisogna allora dire che il MST non ha una sua proposta per la scuola? Ce l'ha, ma non come un modello fisso, una ricetta per qualunque momento e luogo, ma come principi pedagogici che vengono prodotti dalla storia del Movimento nel suo complesso, e che per questo non sono dati una volta per tutte, ma al contrario si vanno trasformando con la dinamica della lotta.
Il grande compito delle educatrici e degli educatori Sem Terra che vogliono aiutare a costruire le scuole del MST è assumersi come soggetti di una riflessione permanente sopra le pratiche del MST, ricavando da esse le lezioni pedagogiche che permettano di realizzare (e di trasformare) in ogni scuola, e col proprio modo, l'ambiente educativo, che riproduce e produce il Movimento come soggetto educativo, o il movimento pedagogico che sta nel processo di formazione dell'identità dei soggetti Sem Terra.
In questa prospettiva i collettivi di educatori dovrebbero discutere e studiare questo tipo di questioni: se i Sem Terra si educano nel movimento di lotta, come può la lotta essere presente nell'ambiente educativo della nostra scuola? quali azioni possono coltivare i valori e il modo di essere uomo appresi (ma non sempre consolidati) nella lotta? come puo' la scuola aiutare i suoi alunni a mettere radici? come organizzare la collettività scolastica in modo che permetta di vivere delle relazioni sociali maggiormente educative? che cosa puo' fare la scuola per aiutare le nuove generazioni a coltivare la loro memoria? come educare bambini e ragazzi a un atteggiamento di rispetto e di attenzione per la terra conquistata? come puo' la scuola educare attraverso un lavoro che umanizzi le persone? e come puo' aiutare a coltivare l'identità dei Sem Terrinha?

In sintesi: come fare una scuola che rientri nella pedagogia del MST? che si muova intorno a due punti di riferimento fondamentali: essere un luogo di formazione umana nel senso piu' universale e guardare al Movimento come soggetto educativo che ha bisogno della scuola per coltivare l'identità Sem Terra e per dare continuità al suo progetto storico. Se sarà cosi', ciascuna delle piccole cose che giorno per giorno avvengono nella scuola avrà un senso diverso, non perchÈ siano cose che non avvengono anche ora, ma perchÈ saranno guardate e fatte con una diversa intenzione.
Lo sforzo di comprendere la pedagogia del MST ci riporta alle questioni originarie della nostra riflessione pedagogica: come si forma un essere umano? quali strategie pedagogiche aiutano ad educare le persone a far crescere la loro umanità? Quali valori sostengono la nostra pratica e ci muovono come educatori?
Il movimento della storia ha richiesto e il MST va sviluppando una pratica di educazione che non riguarda solamente i Sem Terra. Il Movimento si è inserito in una riflessione sopra questioni che sono universali, tradotte in domande proprie del tempo storico che stiamo vivendo, in quanto vuole partecipare intenzionalmente al dibattito pedagogico della società nel suo complesso, in modo da aiutare a focalizzare le questioni veramente importanti ai fini di un progetto per il futuro dell'umanitè e per la maggioranza delle persone delle società ingiustamente diseguali come la nostra.
Che cosa ci aspettiamo da questa partecipazione?
L'atteggiamento di chi si sa parte della storia, l'umiltà di chi già si è reso conto che da solo non è niente e che partecipare al dialogo più ampio permette di guardare a se stesso in un altro modo, in prospettiva, e che questo è molto importante per superare le proprie sfide educative; l'orgoglio di chi anche sa di possedere un'esperienza di formazione umana che merita rispetto e che integra l'attualità nel movimento pedagogico. In questa prospettiva va compresa la partecipazione del MST all'organizzazione nazionale di una educazione di base per le campagne, come anche il dialogo che si va facendo con le Universitè per sviluppare i corsi di formazione degli educatori.

Roseli Salete Caldart
Porto Alegre, primavera 1999.
(Sintesi della tesi di dottorato "La scuola è più della scuola nella Pedagogia del Movimento Sem Terra" Università Federale del Rio Grande do Sul, agosto 1999.)