Convegno Europeo sull'America Latina. Pistoia 2007 Edgardo Lander

Progetti di integrazione a confronto: Alca e Trattati di libero commercio, Mercosur e CAN, Comunità sudamericana di nazioni, Iirsa, Alba
Edgardo Lander
24 marzo, Pistoia
Convegno Europeo sull'America Latina

Edgardo Lander, venezuelano, sociologo e docente all'Università di Caracas

Per affrontare il tema dell'integrazione in America Latina bisogna parlare dei modelli economici, politici, sociali e di civiltà. Ci sono i progetti imperialistici, i progetti dei governi e quelli promossi dai movimenti sociali. Il disegno globale dell'imperialismo per tutta l'America è stato il progetto dell'ALCA, l'Area di libero commercio delle Americhe.
La proposta dell'ALCA sorge nel 1990, dopo la caduta del muro di Berlino. Gli USA ritengono che si tratti della fine della storia, della vittoria del modello USA come unico modello possibile, della vittoria del neoliberismo.
L'ALCA, oltre a presentarsi come un accordo commerciale, ha in realtà l'obiettivo di costituire un modello globale istituzionale per tutto il continente. In questo modello sono in gioco la democrazia, la sovranità nazionale, la sovranità alimentare, i servizi pubblici, la proprietà intellettuale, la sanità. È in gioco l'organizzazione complessiva della vita dei popoli dell'America.
Nel momento in cui in America Latina si comincia a presentare l'ALCA, già era diffusa la resistenza alle politiche di aggiustamento strutturale, alle politiche del cosiddetto consenso di Washington, che avevano già operato delle trasformazioni all'interno dei modelli sociali.
L'ALCA aveva un doppio obiettivo: quello di approfondire le riforme neoliberiste del consenso di Washington e quello di costituzionalizzare queste riforme, per la via di accordi internazionali vincolanti, che avrebbero impedito a qualsiasi governo, in futuro, di assumere orientamenti politici diversi.
L'ALCA differisce profondamente dagli accordi di integrazione propri dell'esperienza europea, perché serve a preservare l'enorme differenza tra l'economia USA e quelle degli altri paesi. L'ALCA può essere definita come un progetto costituzionale di difesa dei diritti del capitale, per stabilire una priorità assoluta dei diritti del capitale rispetto ai diritti della gente. Quando cominciarono i negoziati sull'ALCA con la partecipazione di 34 paesi di tutto il continente (con l'eccezione di Cuba che non era stata invitata a partecipare), tutti i governi partecipanti erano d'accordo con il progetto. Il negoziato si svolgeva su aspetti specifici, ma non era in discussione l'ideologia di base dell'ALCA. Pareva che non ci fosse alcuna possibilità di sconfiggere il progetto sostenuto dal governo USA e da altri 33 governi, oltre alla totalità delle imprese transnazionali che operavano nel continente.
Eppure il progetto dell'ALCA è stato sconfitto. All'inizio la resistenza ha percorso due strade: quella delle organizzazioni popolari di tutto il continente e quella, allora solitaria, di Chávez. Il processo crescente di articolazione dei movimenti sociali, la cui migliore espressione è quella dei forum sociali sviluppatisi a partire da Porto Alegre, ha avuto come conseguenza il fatto che i movimenti sociali, dal Canada alla Patagonia, hanno stretto legami tra di loro. A questa articolazione partecipano organizzazioni sindacali, femministe, indigene, ambientaliste, contadine, studentesche ecc.: la più ampia gamma di organizzazioni presenti nell'ambito della vita collettiva. Si sono organizzate nella Alleanza sociale continentale, che ha creato una piattaforma comune di lotta. È stata organizzata anche una riunione annuale a L'Avana contro l'ALCA, a cui partecipano tutti questi movimenti. In questo modo, quel che era un negoziato tecnico di specialisti, un negoziato segreto, si è trasformato in un dibattito pubblico. E come si è visto nel caso dell'AMI o MAI, l'Accordo multilaterale sugli investimenti, questi negoziati funzionano, come Dracula, solo nell'oscurità, solo finché restano segreti: alla luce del sole non possono sopravvivere.
Senza dubbio, la mobilitazione dei popoli dell'America Latina, a partire da un certo momento, ha assunto una visibilità crescente, manifestandosi anche attraverso i risultati elettorali. Questo ha modificato le condizioni in cui si discuteva l'ALCA, aumentando la resistenza dei governi di Argentina, Brasile, Bolivia, Equador, dei Paesi dei Caraibi, che si sono uniti al Venezuela, rendendo sempre più difficile il negoziato. Ci sono stati dunque due fronti di opposizione all'ALCA: da una parte i movimenti sociali e dall'altra parte i governi. Alla fine, il progetto dell'ALCA è stato sconfitto, e credo per due ragioni fondamentali.
La prima ha a che vedere con la forza della mobilitazione, della resistenza, della denuncia dei movimenti nel settore dell'agricoltura, della sovranità alimentare, dei servizi pubblici, della democrazia ecc. in tutto il continente.
L'altra ragione, la stessa che ha bloccato il negoziato del WTO, ha a che fare con i sussidi massicci all'agricoltura negli Usa e il conseguente limitato accesso al mercato da parte dei beni agricoli prodotti soprattutto da Argentina e Brasile. Questa seconda ragione è legata allo scontro tra capitali, tra gli interessi dell'agrobusiness degli Stati Uniti e quelli dell'agrobusiness di Brasile e Argentina, che in realtà sono gli interessi delle stesse imprese come la Cargill, la Monsanto ecc.

In America Latina, le politiche neoliberiste applicate per 25/30 anni hanno cambiato radicalmente la situazione del continente. Hanno prodotto deindustrializzione e indebolimento delle organizzazioni sindacali, concentrazione della ricchezza e aumento della disuguaglianza, accrescendo le disparità sociali ed economiche. Hanno indebolito la capacita di gestione democratica degli Stati, dando maggiore forza alla repressione militare. Hanno portato alla privatizzazione dei servizi pubblici, dell'acqua, dei telefoni ecc. in quasi tutti i paesi (e iIn questo processo di privatizzazioni nei paesi dell'America del Sud, la presenza delle transnazionali europee è molto più importante di quella delle transnazionali Usa).
Queste riforme neoliberiste hanno indebolito i settori produttivi legati al mercato interno e hanno rafforzato i settori legati all'esportazione, alla finanza e al capitale internazionale Ciò ostacola fortemente i progetti di integrazione, dal momento che i settori più forti sono interessati più alle relazioni con l'esterno che ai mercati interni. Lo si vede chiaramente nel progetto dell'IIRSA (Integrazione dell'infrastruttura regionale sudamericana), che prevede grandi investimenti in infrastrutture per promuovere l'esportazione massiccia dei prodotti latinoamericani. È un progetto orientato ad aumentare l'esportazione di materie prime. Un progetto di integrazione delle transnazionali nel contesto della globalizzazione. Ed è un progetto appoggiato pienamente dal governo di Lula.
È in questo quadro che si dibattono i vari progetti alternativi di integrazione.
Gli USA intendono mantenere il modello neoliberista, dopo l'affondamento dell'ALCA, attraverso i TLC (i Trattati di libero commercio). Hanno concluso accordi con il Messico e il Cile, hanno negoziato con paesi del Centroamerica, con Panama, con la Repubblica Domenicana e con Colombia e Perù. Hanno fatto degli sforzi enormi per firmare un accordo con l'Uruguay, con l'obiettivo di porre fine al Mercosur.

Gli accordi preesistenti in Sudamerica, la CAN e il Mercosur, non costituiscono una alternativa perché si sono andati accomodando a questa trasformazione neoliberista dell'America del Sud. Nel caso della CAN, essa ha perso di senso quando due paesi della Comunità hanno firmato i TLC con gli USA. E il Mercosur è in realtà un accordo di libero commercio, non di integrazione produttiva.
Negli ultimi anni si è discussa una nuova proposta di integrazione continentale che si chiama Comunità Sudamericana di Nazioni. Per alcuni paesi, come la Colombia, per esempio, la proposta è semplicemente di unire l'esistente la CAN al Mercosur, preservando l'istituzionalità e i criteri di questi due sistemi di integrazione preesistenti. Per altri governi, in particolare quelli di Bolivia e Venezuela, si tratta di approfittare della attuale congiuntura per lanciare un ambizioso progetto di integrazione produttiva, geopolitica, culturale, un'integrazione dei popoli del continente.
Senza dubbio, per il futuro della Comunità Sudamericana di Nazioni, è determinante il ruolo del Brasile ma purtroppo la politica del governo brasiliano è spaventosamente ambigua, perché, se da un lato punta all'integrazione sudamericana, dall'altro appoggia il settore finanziario e dell'agrobusiness, che sono molto più interessati all'integrazione con il capitale internazionale. Dal punto di vista politico, il Brasile mira ad imporsi a livello continentale e allo stesso tempo si propone per il Consiglio di sicurezza dell'ONU per assumere un protagonismo a livello internazionale.
È da qui che sorgono altri progetti, quali l'ALBA (l'Alternativa bolivariana delle Americhe) o il Trattato di commercio dei popoli proposto da Morales. Tanto l'uno quanto l'altro propongono un'integrazione dei popoli totalmente diversa da quella mercantile. Prima di tutto non sono concepiti come accordi globali da firmare una volta per tutte, ma come un processo di negoziati multipli in diverse aree. Non sono incompatibili con gli altri, un paese non deve scegliere tra Mercosur e ALBA, perché quest'ultima si pone su un piano diverso. Questo progetto cammina se procedono i rapporti tra i governi interessati. Però, concettualmente, si fonda su altri criteri, altri valori, altre idee. Si tratta di accordi di solidarietà, di complementarità tra i popoli e le loro economie: prevedono scambi in tutti gli ambiti, tra cui quello economico, ma andando molto al di là di esso.

Forse l'esempio di una tipologia di accordo permetterà di chiarire di che si tratta. Nel caso della collaborazione tra Cuba e Venezuela, c'è un importante invio di medici in cambio di petrolio. Per Cuba, in conseguenza del blocco, l'accesso all'energia è stato molto caro e limitato. Ma senza dubbio a Cuba medici ed educatori ricevono un'ottima formazione professionale.
Quando il governo del Venezuela ha voluto trasformare la politica sanitaria, ha incontrato tre ostacoli: la posizione dei medici, quella degli infermieri e quella dei burocrati. L'arrivo dei medici cubani per il programma "Barrio adentro" ha significato una rivoluzione dell'esperienza della popolazione venezuelana rispetto all'accesso alla salute. Questo è un esempio di come accordi di scambio possano dare soluzione ai problemi di un paese. Eci sono molti altri accordi di questo tipo.
Un tema importante è quello del controllo dei mezzi di comunicazione, problema molto noto in Italia. Anche in questo campo esistono accordi. In America Latina c'era la CNN, oggi esiste Telesur, un progetto in marcia di crescente diffusione, che permette una conoscenza dell'America Latina a partire dall'America Latina.
Un altro accordo importante riguarda il petrolio: si è creata per esempio un'impresa comune tra il Venezuela e la maggior parte dei paesi dei Caraibi per fornire petrolio a basso prezzo a questi ultimi, con credito di lungo periodo, a interesse basso. Altro esempio è l'acquisto di buoni del debito argentino, per aiutare Kirchner ad uscire dal controllo del FMI. Altro progetto ambizioso è quello della Banca del Sud attraverso cui procedere verso una crescente autonomia finanziaria dei paesi dell'America Latina (il meccanismo del debito estero è stato uno strumento fondamentale per imporre l'obbedienza alle misure di aggiustamento strutturale e al consenso di Washington).
Ci sono progetti in molte altre aree, per esempio l'operazione Milagro, che vede coinvolti sempre Cuba e Venezuela, e si rivolge a settori popolari di tutta l'America Latina. Ci sono già state migliaia e migliaia di operazioni agli occhi gratuite. Molto importante è l' appoggio di Cuba e Venezuela alla Bolivia nel campo dell'educazione, della sanità, dell'energia, e di tutto quel che concerne la sicurezza alimentare.
Per concludere voglio segnalare che dal punto di vista delle organizzazioni sociali del continente, il tema della integrazione dal basso è oggetto di discussione e dibattito. Nel mese di dicembre dell'anno passato, durante il vertice dei capi di Stato della Comunità Sudamericana di Nazioni a Cochabamba, si è riunito anche il vertice sociale d'integrazione dei popoli. Dopo 4 giorni di lavoro su vari temi, energia, infrastrutture, sovranità, industria, giustizia, agricoltura, diritti sociali ecc. è stato prodotto uno straordinario documento che rappresenta la visione dell'integrazione dei popoli dal basso, dal punto di vista delle lotte locali e regionali di ciascuna delle organizzazioni partecipanti.
In conclusione, è in questo scontro tra visioni politiche diverse - i progetti imperialisti, quelli dei settori dominanti dell'America Latina, quelli dei governi di sinistra e quelli dei movimenti sociali - che si definirà molto del futuro del continente.