Convegno Europeo sull'America Latina. Pistoia 2007 Aleida Guevara

Cooperazione sud-sud: l'esempio cubano
Aleida Guevara
24 marzo, Pistoia
Convegno Europeo sull'America Latina

Prima di affrontare il tema che mi è stato assegnato vorrei fare una premessa.
Da molto tempo gli USA pretendono di essere i padroni dell'America Latina. Ma commettono sempre un grave errore: dimenticano che noi siamo in grado di pensare. Ci sono stati molti progetti di unificazione dell'AL ma nessun progetto si è proposto di migliorare le condizioni dei popoli. Hanno lavorato a questi progetti ma i popoli si sono sempre opposti. Eppure loro insistono, dimenticano, non hanno memoria storica.
Quando si sono accorti di avere trascurato il loro giardinetto e che un socio commerciale molto importante, l'Europa, stava nel frattempo diventando il primo partner dell'America Latina, gli USA sono corsi ai ripari con il progetto dell'ALCA, che però è stato clamorosamente sconfitto. Gli USA cominciano allora a cambiare metodologia. Non si propongono più un accordo unico per tutti i paesi della AL, ma puntano a fare accordi paese per paese, facendo leva sui punti deboli di ciascuno. Nascono quindi i TLC, i Trattati di Libero Commercio che di libero commercio non hanno assolutamente niente. Un esempio chiaro è il Messico.
Il Messico ha l'economia più importate del Centroamerica. Prima era un grande produttore di petrolio, di tessili e di cereali ma oggi deve comprare dall'estero i cereali per alimentare il popolo e il cotone perché gli indigeni possano farsi gli indumenti. È incredibile: come è stato possibile? Grazie al NAFTA, il Trattato di libero commercio tra Messico, USA e Canada.
Un camion messicano viene bloccato alla frontiera tra Messico e USA. Perché? Non c'è un trattato di libero commercio? Il veicolo messicano non ha i requisiti fitosanitari, previsti dalle normative USA. Il Messico risolve il problema. Ma il camion viene fermato di nuovo. Ora che succede? Sono i prodotti trasportati a non rispondere ai requisiti fitosanitari. Il Messico risolve il problema ma il camion viene ancora fermato alla frontiera: Perché? Perché l'autista non sa l'inglese. Ma ci sono migliaia di camion che provengono dagli USA e passano continuamente la frontiera con il Messico.
Un sindaco messicano scopre un deposito di rifiuti chimici di una azienda statunitense nel suo territorio. Il sindaco chiede spiegazioni perché quei rifiuti mettono a repentaglio la salute dei suoi cittadini. La compagnia USA responsabile risponde: lo permette il TLC. Il sindaco è sbalordito e chiede ulteriori spiegazioni. Il Messico non può fare niente, ha le mani legate. Ci vorrebbe una terza entità che non partecipi del trattato, a cui poter chiedere giustizia. Ma purtroppo la giustizia in molti paesi del mondo ha gli occhi bendati: chi ha più soldi, un piccolo sindaco di un povero paese messicano o la grande compagnia statunitense? Non ci sono dubbi su chi sia più ricco e non ci sono dubbi sulla direzione in cui penderà la bilancia della cosiddetta giustizia.
Queste informazioni non circolano. E senza informazioni su quello che sta succedendo non ci si può schierare. Per questo sono essenziali i mezzi di comunicazione. Noi abbiamo cominciato a lottare contri i TLC ma è importante arrivare alla gente. È importante mostrare quello che sta accadendo. I popoli dell'America Latina non si fidano se non toccano con mano, visto che sono stati per molto tempo ingannati.
Grandi economisti dicono che il Venezuela è stato la risposta alle politiche neoliberiste. E una risposta importante. Per la prima volta questo paese latinoamericano è proprietario delle sue risorse naturali. Sapete quanto Gli Stati Uniti pagavano, per ogni barile di petrolio? Dai 5 ai 7 dollari. Tutte le strade di Washington sono asfaltate con petrolio venezuelano. Costava di più produrlo, il petrolio, rispetto al prezzo di vendita agli USA. Quando il popolo torna ad essere proprietario del suo petrolio, il Venezuela diventa oggetto di aggressione e vengono intraprese azioni contro il Medio Oriente.
Non possiamo perdere questa opportunità storica in America Latina. Dobbiamo ricercare l'unità dei nostri popoli. È una necessità storica. Molto tempo fa Simon Bolivar aveva parlato di una America Latina unita e integrata ed era morto cercando di trasformare questa idea in realtà. Più tardi Josè Marti ha detto: ho vissuto nel mostro e ne conosco le viscere. Bisogna cercare di proteggere i nostri paesi latinoamericani dall' azione del governo degli Stati Uniti e l'unico modo che abbiamo per difenderci è unirci. Perché esiste la UE? Per affrontare il mostro americano. Pensiamo alle differenze che esistono tra il popolo europeo e quello latinoamericano. Economicamente c'è un abisso. Eppure la Ue piega la testa di fronte al governo degli Stati Uniti. E noi come possiamo difenderci? Noi siamo molto più poveri. Prima cosa, dobbiamo liberarci dal dominio del FMI che va indebitando i nostri popoli in modo mostruoso. Le transnazionali comprano le materie prime e vogliono rivenderci i loro prodotti finiti. Come durante la colonizzazione, non hanno rispetto per i popoli del cosiddetto terzo mondo. Ci trattano da incivili. Ci sono migliaia di aneddoti.

Una studentessa tedesca in una mensa universitaria aveva lasciato il suo vassoio con il cibo per andare a prendere da bere. Quando torna al tavolo trova uno studente africano che sta mangiando il suo cibo. La ragazza pensa: poveretto, non avrà i soldi per comprarsi da mangiare, gli dirò che non importa e che possiamo condividere il mio pranzo. Si siede al tavolo a fianco dell'africano e si mette a mangiare nello stesso piatto. L'africano la guarda e non dice niente e continua a mangiare. A lei sembra strano che quest'uomo stia lì a mangiare tranquillamente senza dire niente e a un certo momento si volta e vede sul tavolo vicino il suo vassoio. Che avrà pensato l'africano di questa ragazza tedesca che si mangiava tranquillamente il suo cibo? Lei ha pensato automaticamente che era l'africano a mangiare nel suo piatto perché non aveva soldi. È un modo di ragionare a cui siamo stati abituati. Ma non è reale perché molti paesi del terzo mondo sono molto orgogliosi.
L'Escorial è un monumento meraviglioso: è fatto con i legnami preziosi dell'America insulare, di Cuba. Sapete quanto hanno pagato per il legname? Niente. Di che debito estero stiamo parlando? C'è un grande debito umano, sociale, economico che voi avete nei confronti dell'America Latina, ma mentre voi prendete coscienza di questa situazione noi dobbiamo continuare a lavorare per l'unità dell'America latina.
Come spiegare a un popolo che sente sempre parlar male del socialismo che l'unico modo che l'America Latina ha per proteggersi dal nemico comune è cambiare il sistema sociale? A volte non si può neanche parlare di cosa è stato raggiunto attraverso il socialismo.
Cuba è povera di risorse naturali ma ricca di risorse umane. Qual è la differenza dal resto dell'America Latina. Come è possibile che nonostante le poche risorse siamo i più colti, i più educati e i più sani? L'unica differenza è il sistema sociale. L'educazione è un diritto dell'essere umano, non un business. L'essere umano ha diritto a essere educato dalla nascita alla morte, gratuitamente.
Chi di noi potrebbe dare un prezzo alla vita di un figlio, alla vita di una persona cara? E quindi perché la medicina si può trasformare in un business? Se studi medicina devi mettere il tuo sapere al servizio degli altri; i medici hanno un solo padrone che devono servire per sempre: il popolo. Il Che diceva che tutto l'oro del mondo non può pagare la vita di un bambino.
Quando in Venezuela sono cominciati i cambiamenti sociali, Cuba ha offerto in aiuto medici, istruttori, maestri ecc. All'inizio la solidarietà è stata gratuita. Castro è uno dei grandi sognatori di questo secolo. Se potessimo ci moltiplicheremmo in milioni di esseri umani per essere utili ad altri popoli. Io ho detto a Chávez che doveva convincere Castro a farsi pagare non tanto il lavoro dei medici quanto almeno il costo delle medicine. Chívez ha risposto che stava lavorando in quella direzione. Infine Chívez ha avanzato, con l'Alba, l'idea dello scambio giusto. E questo consiste non solo nel dare a Cuba petrolio ma anche nell'aiutare Cuba a sviluppare la propria ricerca del petrolio. Perché la cosa interessante dell'ALBA non è supplire a quello che manca ad ogni popolo, ma far sì che ogni popolo sia autosufficiente. Il Venezuela oggi ha ancora bisogno dei nostri medici. Ma i nostri medici che stanno in Venezuela pian piano torneranno a casa, perché si stanno formando medici venezuelani con lo stesso metodo dei cubani. È un lavoro difficile per il Venezuela: c'erano molti medici in Venezuela ma non curavano il popolo; solo ora cominciano ad unirsi al nostro lavoro quotidiano.
Per curare il popolo bisogna affrontare lunghi spostamenti e situazioni difficili: non c'è denaro che paghi tutto questo sacrificio. Un giorno a Caracas mi sono arrampicata in cima al Cerro, con tenacia da figlia di guerrigliero, per andare a trovare un medico cubano che lavorava lì. Una donna venezuelana molto povera mi ha fermato e mi ha detto: "non se lo porti via!". "No, vengo solo a vedere come lo trattate", le ho risposto. "Bene, allora può passare".
Il Venezuela purtroppo è un paese in cui c'è violenza, non tutti i problemi sono stati ancora risolti. Una violenza che colpisce anche i nostri medici, i quali sanno che non andare in certi luoghi a certe ore ecc. Ma sono indisciplinati, come la maggioranza dei latinoamericani. Tre medici cubani che una sera si trovavano in luoghi in cui non avrebbero dovuto andare sono stati aggrediti e minacciati con un coltellaccio: "O la borsa o la vita". Una dottoressa ha cominciato a tremare ma uno dei tre ha reagito dicendo: "Siamo medici cubani, che borsa vuoi da noi?". E allora l'assalitore ha replicato: "Davvero? Siete medici cubani? Allora, la prossima volta, mettetevi il camice per uscire, così vi possiamo identificare!".

Quando si trattano gli esseri umani con rispetto e amore si possono ottenere risultati eccezionali. Il lavoro è difficile, ma dovreste parlare con queste persone per vedere la loro soddisfazione. Sono sempre stata orgogliosa del mio popolo, ho sempre ricevuto molto calore e tenerezza, ma negli ultimi anni questo orgoglio è immensamente cresciuto. Abbiamo i nostri problemi ma continuiamo a lavorare per diventare più solidali, cercando di apprendere dal popolo.
Ci sono medici che hanno creato veri ambulatori, riuscendo a coinvolgere la popolazione. Questo progetto in Venezuela si chiama "Barrio adentro". E il governo USA, appoggiato dalle organizzazioni terroriste cubane del sud della Florida, ha creato "Barrio Afuera", cercando di far leva sui punti deboli dei medici e indurli ad andare negli USA.
Si può vincere solo con più educazione e cultura. Si è già prodotta una straordinaria trasformazione: c'è una massa umana che comincia a muoversi e questo è fondamentale per una vera unità. Ma per garantire a tutti le stesse condizioni e fare in modo che ogni cittadino latinomericano abbia accesso alla sanità e all'educazione, è necessaria la collaborazione del gigante latinoamericano, il Brasile, e in Brasile c'è un movimento, il MST, nel quale ripongo tutte le mie speranze. È un movimento che porta avanti una cultura della solidarietà nei confronti di tutti gli altri movimenti sociali, sia brasiliani che latinoamericani e di altri continenti, un movimento sociale che ci ha insegnato che è possibile dar vita a un mondo diverso e che è in grado di far tremare le fondamenta del continente. La strada è lunga ma questo è il cammino.

Per concludere voglio leggere un testo di mio padre:
"Ogni goccia di sangue versata in una patria che non è la propria è una esperienza che chi sopravvive può poi applicare nella lotta per la liberazione della sua terra. Ogni popolo che si libera è una parte di battaglia vinta per la liberazione del proprio popolo. È tempo di attenuare le nostre divergenze e di porci tutti al servizio della lotta".
Tutti sappiamo - e non ce lo possiamo nascondere - che grandi controversie agitano il mondo in lotta per la libertà. Controversie che hanno assunto un carattere e una violenza tali da rendere molto difficili, se non impossibili, il dialogo e la conciliazione. Cercare di iniziare un dialogo che i contendenti rifiutano è inutile. Ma il nemico è là, colpisce tutti i giorni e minaccia nuove aggressioni. Queste aggressioni ci uniranno oggi, domani e dopo. Chi lo capisce e si prepara a questa unione necessaria, avrà la riconoscenza dei popoli.