Valutazione del progetto di formazione di militanti MST. 2002

Valutazione del progetto di formazione di militanti MST
Analisi sugli effetti della formazione nelle comunità e tra le persone coinvolte nei corsi
Maggio 2002

Prima di presentare i risultati della formazione, è importante chiarire l'attuale congiuntura, al fine di comprendere meglio i risultati del progetto a corto e lungo raggio.
Nello scenario della riforma agraria, il governo sta intensificando il processo di smantellamento dei movimenti sociali nei campi. A suo giudizio, non c'è necessità di realizzare la riforma agraria, né di destinare fondi agli insediamenti. La piccola agricoltura non permette di ripagare il suo debito estero.
Il governo afferma che è meglio donare la cesta basica e mandare in pensione i contadini piuttosto che liberare risorse per rendere praticabile la piccola produzione agricola. Tutta la politica agricola del nostro Paese è orientata all'esportazione. Stando così le cose, i piccoli produttori saranno esclusi da questo processo.
In campo politico, si sono chiuse tutte le possibilità di negoziato tra lavoratori e organismi governativi.
In campo giuridico e militare, il governo ha creato il Dops rurale, dove i funzionari pubblici sono impiegati per realizzare le sue indagini. Per esempio, l'Incra ha creato il progetto "imprenditori sociali", formato da tecnici e assistenti sociali, che hanno il compito di realizzare una mappatura di tutti coloro che si oppongono alla politica governativa negli insediamenti. Questo progetto ha già colpito circa 300 famiglie, che, a causa del basso livello di coscienza politica, si lasciano coinvolgere da false promesse di soluzione dei loro problemi.
In campo giuridico non abbiamo mai avuto tanti processi, cosa che ci porta a destinare gran parte del nostro tempo a tali questioni.
Un'altra grande misura adottata dal governo è quella di conquistare il consenso della popolazione attraverso la Banca della terra e l'iscrizione attraverso le poste, con l'obiettivo far venire meno l'appoggio della società ai movimenti sociali. La cosa più incredibile è che il governo spende 300 milioni in propaganda ingannevole e si rifiuta di investire risorse nella riforma agraria.

 

1. Le attività di formazione hanno contribuito ai seguenti aspetti:
 

  1. a coscientizzare la comunità sulla situazione reale del Paese in questo momento, soprattutto riguardo all'agricoltura;
  2. a promuovere una campagna di resistenza per la nostra permanenza nei campi, dal momento che nelle città non esistono più prospettive di impiego e di sviluppo socio-culturale;
  3. ad articolare le lotte e le mobilitazioni per migliori condizioni di vita nelle aree degli insediamenti;
  4. ad elevare il livello di coscienza delle famiglie insediate attraverso una migliore articolazione e organizzazione di base;
  5. a creare un'articolazione con altri organismi di piccoli agricoltori contro la politica agricola.

Questo processo di formazione risale alle origini del Mst, e ha visto solo cambiare le metodologie in accordo alle necessità e alle nuove realtà.
Durante i corsi per formatori di base, è sempre stata assegnata parte del tempo alle pratiche di elaborazione di materiali e metodologie di lavoro con le basi.

 

2. Sul rafforzamento del gruppo o dell'organizzazione
Il processo di formazione dei formatori di base permette importanti e chiari passi avanti in relazione alle persone coinvolte in questo processo, che hanno contribuito direttamente all'avanzamento del Mst.
Questo processo ha reso possibile, nel quadro del Programma di formazione e moltiplicazione di militanti di base, la formazione di due coordinatori per ogni Stato, per un totale di 46, e di venti monitori in ciascuno Stato, per un totale di 460; il rafforzamento del Collettivo nazionale di formazione; l'organizzazione di corsi come il corso nazionale sulla "Realtà brasiliana" per giovani del mondo rurale, in collaborazione con la Unicamp; o il corso nazionale di base per militanti della Scuola Nazionale Florestan Fernandes, a cui hanno partecipato giovani degli insediamenti rapppresentanti di diverse regioni.
Oltre a preparare coloro che agiscono direttamente nell'area della formazione, i corsi hanno reso possibile che molti svolgessero altre funzioni nelle direzioni statali del Mst e nel coordinamento dei diversi settori (cultura, genere, gioventù, salute), elevando così il livello del movimento nel suo insieme, per poter affrontare le sfide dell'attuale congiuntura.
La partecipazione dei giovani è una realtà, anche perché, nella loro maggioranza, i corsi di formazione sono rivolti ai giovani, affinché assumano sempre più la coscienza della necessità di inserirsi nella lotta per una società migliore per tutti.
Un'altra sfida è quella della permanenza dei giovani nelle aree conquistate, perché non siano indotti a lasciarle dalla mancanza di prospettive e dalle attrazioni dei centri urbani.
Così le attività del Settore di Formazione Nazionale sono dirette con più intensità ai giovani: il corso di base dei militanti della scuola nazionale Florestan Fernandes (attività di formazione nazionale con due gruppi annuali di 100 persone ciascuno) e il Programma nazionale di formazione e di moltiplicazione di militanti interessa in gran parte i giovani, così come i corsi prolungati regionali, che riguardano 600 giovani insediati/accampati, in 6 corsi con durata di 3 mesi ciascuno.
Tali corsi interessano anche le donne, malgrado non si possa ancora parlare di una presenza di massa. Il Mst non ha risparmiato i suoi sforzi negli ultimi anni per porre la questione della partecipazione delle donne in tutte le sue istanze, anche definendo una quota del 50% di presenza femminile nelle diverse attività. E anche se si incontrano ancora difficoltà per raggiungere questo obiettivo, a poco a poco si vanno superando sfide e barriere attraverso lo sforzo collettivo di uomini e donne del Movimento. E questo sia nella Direzione nazionale (attualmente composta da 10 donne e 12 uomini) che nei collettivi responsabili delle attività nazionali e regionali di formazione (approssimativamente 18 donne e 15 uomini) e nei collettivi di salute e comunicazione (circa il 70% di presenza femminile). Negli insediamenti, le donne hanno dato un contributo fondamentale nel campo delle piante medicinali o delle campagne sull'ambiente e la raccolta di rifiuti. E in tutti gli Stati l'8 marzo viene celebrato con manifestazioni di massa, come lo scorso marzo, quando più di 30mila donne hanno partecipato a differenti attività.

 

3. Ripercussione del progetto
 

  1. Risultati ed effetti
    Come principale risultato si può indicare una maggiore visibilità e credibilità del Mst come organizzazione, di fronte alla società brasiliana e internazionale. Passi avanti sono stati compiuti con la costruzione della scuola nazionale Florestan Fernandes, ancora in corso; con un'educazione rivolta alla realtà degli insediamenti con 1200 scuole di insegnamento fondamentale, 3000 educatori, 100mila allievi; con la realizzazione di un programma nazionale di formazione di militanti di base del Mst che punta a coinvolgere 23mila persone degli insediamenti; con la discussione e realizzazione di un nuovo modello di insediamento.
  2. Appoggi e scambi
    La lotta per la riforma agraria ha visto nascere varie e significative forme di appoggio al Mst. Particolarmente importante è stato il sostegno di simpatizzanti e amici che si assumono compiti fondamentali come quello di divulgare i risultati concreti della riforma agraria alla società; di denunciare le arbitrarietà e realizzare atti di ripudio, principalmente a livello internazionale; di promuovere scambi nord/sud e sud/nord, al fine di ampliare il numero di sostenitori delle lotte sociali brasiliane; di organizzare forum nazionali e internazionali (Forum dei rurali in Brasile, Forum Sociale Mondiale, Cloc e Via Campesina a livello internazionale), conferenze, tavole rotonde con organizzazioni ed organismi affini, in vista del rafforzamento delle lotte a livello mondiale.
  3. Accordi e collaborazioni
    Malgrado i diversi accordi raggiunti (con i Ministeri del lavoro, dell'agricoltura, dell'educazione, della sanità, dell'ambiente, con l'Incra, l'Unesco e l'Unicef) e la collaborazione con più di 50 Università, le risorse utilizzate sono ancora insignificanti rispetto alle richieste del Mst: d'altro lato, tali accordi rappresentano un passo avanti nella conquista di nuovi spazi e nel riconoscimento della giustezza di questa causa da parte degli organismi governativi. Un importante passo avanti è, nel Nordest, l'accordo, in fase di realizzazione, che prevede la costruzione in tutta la regione di 50mila cisterne.

Il ruolo della formazione nel lavoro di base
Il lavoro di base è quello che si svolge nell'organizzazione e nella formazione della coscienza dei militanti e della massa. A sua volta la formazione è ciò che dà forma e consistenza al lavoro di base.
La base fa parte della struttura che sostiene l'organizzazione, che coordina e canalizza la coscienza del cambiamento.
Il fiume è un buon esempio per spiegare tale relazione. L'acqua da sola non fa il fiume, servono il letto e le rive per sostenere e canalizzare l'energia della grande quantità di "massa" che è l'acqua.
Così come le piene spazzano via tutto e provocano i cambiamenti, sono le masse ad operare le trasformazioni sociali e politiche.
Il fiume perfetto è quello che ha acqua che scorre e letto e rive consistenti, che non si deformano al passaggio delle acque, perché, in caso contrario, smetterebbe di essere un fiume e si trasformerebbe in un lago. Le acque del fiume, pur essendo massa incosciente, hanno una meta. Il loro obiettivo è arrivare al mare.
Questo è possibile solo con la combinazione intima degli sforzi tra la base e la massa. Se la funzione dell'acqua è correre verso il mare, la funzione delle rive e del letto è dirigere e sostenere il peso della responsabilità di questa meta, evitando che le acque si disperdano e deviino dal loro destino. Senza le rive non esiste il fiume, per quanto si abbiano enormi quantità di acqua. Quando le acque scompaiono, il fiume perde la sua forza, diventa sabbia. La base non può prendere il posto della massa in una organizzazione. Quando la base è troppo visibile è perché la massa sta andando via. E l'organizzazione perde la sua forza. Nel lavoro della base, al tempo stesso in cui la base organizza, stimola e dà forma al movimento di massa, forma se stessa. Per le masse, per il fatto che hanno una coscienza meno sviluppata, tutte le cose sono semplici. Trovano risposte immediate per tutto, come le acque che cercano i declivi, senza sapere che a volte avranno bisogno di fare grandi giri per avanzare pochi metri. Ma il segreto è che le acque del fiume fanno molti giri, ma non tornano mai indietro.
Questa relazione è ciò che tenteremo di comprendere per orientare il ruolo della formazione della coscienza nel lavoro di base.

 

La formazione della coscienza
L'obiettivo principale della formazione politica e ideologica è elevare il livello di coscienza delle persone.
La formazione che rende possibile fare analisi profonde della realtà eleva la coscienza ad un livello superiore a quello delle necessità immediate. Entrambi i livelli sono presenti quando si sviluppa la lotta di classe da parte di un movimento di massa. La massa ha per natura una coscienza limitata, sviluppata ad un livello inferiore, con tracce di coscienza di livello superiore che possiedono i militanti che compongono la base.
La funzione della coscienza al suo livello superiore è formulare rivendicazioni di lungo termine e porre le forze per raggiungerle a lungo termine. La coscienza al suo livello inferiore si muove per rivendicazioni a breve termine che tendono ad esaurirsi a breve termine. Il ruolo della formazione è immergersi al livello inferiore della coscienza delle masse e a partire da lì elevarla al livello superiore attraverso forme di coscienza che sono relazionate a temi o aree della conoscenza e della prassi.
Le forme di coscienza sono molteplici e non si esauriscono mai. Quanto più evolve la coscienza delle persone, più esse sentono la necessità di conoscenza. La conoscenza è l'alimento del livello superiore di coscienza.
Le relazioni sociali fanno parte del lavoro di base. Per relazioni sociali intendiamo tutte le necessità materiali e spirituali che ha un essere umano. Il lavoro di base efficiente è quello che fa sì che l'individuo si senta bene nelle relazioni che stabilisce nella collettività. L'individuo deve sentire di essere in un processo di ricostruzione e di dipendere dall'aiuto degli altri. Per questo formare è convivere. La formazione allora non può confondersi solo con i corsi. I momenti di convivenza nei corsi devono avvicinarsi al massimo alla realtà da cui vengono e a cui dovranno tornare i militanti, altrimenti sarebbe come sostituire la scienza con la finzione. Per questo i corsi sono organizzazione, teoria, lavoro e convivenza. In caso contrario, il principio pratica-teoria-pratica non sarebbe mai compreso.
La buona formazione dipende dalla preparazione e dalla comprensione dei formatori. Questi, oltre ad intendersi di contenuti filosofici, storici, politici, ideologici, di mistica, etica, valori ecc., devono avere sensibilità ed essere altamente generosi con gli ignoranti, cioè con coloro che ignorano.
Il formatore è un essere altamente qualificato per dirigere l'organizzazione. Ha il potere di unificare o di dividere, di organizzare o destrutturare, di comprendere o di complicare. Se la formazione non provoca alcuna reazione, è perché viene sviluppata male ed è slegata dalla vita e dalle necessità. Non ha scoperto ancora le sfide dell'organizzazione e non si propone di risolverle.
Quelli che si dedicano esclusivamente a questo compito devono ispirare molta fiducia e godere della piena stima dell'organizzazione. Assomigliano al giardiniere che ha la libertà di potare correttamente i rami per dare forza all'albero o di potarlo dal tronco, togliendogli la forza, la bellezza e l'identità.

 

Qual è allora il ruolo della formazione?
La base non si costituisce solo quando eleggiamo i membri delle diverse istanze (coordinamento statale e direzione statale): se così fosse, l'organizzazione sarebbe una vera burocrazia in decadenza. In queste istanze non vi è né forza né potere: esse hanno appena il compito di rappresentare l'organizzazione. La forza di questa sta nella base e nella quantità di massa che organizza. Si complementa con la giustezza delle tattiche che sviluppa e nella strategia che persegue. Si alimenta della mistica e della motivazione interna ed esterna che spinge a vivere per la causa. Si protegge coinvolgendo le persone attraverso la bellezza, la gioia e la soddisfazione.
Possiamo avere istanze ben consolidate e in pieno funzionamento, ma se queste istanze non diventano base vincolata alla massa saranno appena una burocrazia efficiente.
È per questo che la formazione non è un settore. È decisione politica e prassi organizzativa che punta ad elevare il livello di coscienza, sviluppando le forme che l'organizzazione troverà convenienti.
I dirigenti devono essere formatori di coscienza, perché è sempre più produttivo dirigere un gruppo di lavoratori consapevoli che un gruppo di ignoranti. I consapevoli si dirigono (quando le occasioni lo esigono) per conto proprio, gli ignoranti dipendono dagli ordini. Chi ha la vocazione a comandare vuole essere circondato da ignoranti; chi intende coordinare si avvicina e investe nelle persone consapevoli perché queste si mobilitino e organizzino le masse.
La base è il fattore che determina la qualità di un'organizzazione di massa. Non basta avere la massa, è necessario avere una base nella proporzione almeno di dieci a uno. Che non è molto. Potremmo stabilire che, per le 270mila famiglie che abbiamo insediato, dovremmo avere 27mila militanti altamente qualificati: questo darebbe appena un militante per ogni nucleo di dieci famiglie. In futuro dovremmo avere un militante per ogni 10 persone: cioè, per un milione e mezzo di persone 150mila militanti dovrebbero comporre la base di sostegno del Mst.
Il programma di formazione nazionale, nella sua ampiezza, punta a formare a corto termine 23mila militanti e integrarli attraverso compiti di coordinamento dei nuclei. Questo è il compito che deve essere sviluppato dai 460 formatori e organizzatori che la nostra linea politica ha stabilito.
Il momento politico che viviamo è cambiato e per questo la natura della nostra organizzazione deve modificarsi rapidamente, se vogliamo segnare la storia con le nostre impronte digitali ed essere riconosciuti dai nostri discendenti. Questo è il ruolo della formazione nel momento attuale: comprendere e realizzare i cambiamenti. È aiutare a intendere i cambiamenti e intervenire su di essi in forma qualificata. Per questo essa deve:
- aiutare a raggiungere gli obiettivi politici stabiliti dall'organizzazione;
- collaborare alla programmazione delle attività per rendere qualificante la prassi;
- anticipare con la riflessione le conseguenze e i risultati politici che vogliamo ottenere;
- elaborare e sviluppare metodi di lavoro che prendano in considerazione la realtà, i valori e il pensiero socialista;
- sviluppare la mistica intorno alla causa più importante per cui lottiamo.