Il caso Rainha

Il caso Rainha

  1. I fatti che sono alla base del processo.
  2. L'accusa.
  3. La difesa.
  4. La decisione dei giurati.
  5. La solidarietà ricevuta.
  6. Nuovi documenti sul caso Rainha

 
1 - I fatti che sono alla base del processo
Il 3 giugno 1989, circa 100 famiglie di lavoratori rurali Senza Terra hanno occupato, pacificamente, la fazenda Ipuera, una fazenda improduttiva nel comune di Conceiçao da Barra.
Lunedì 5 giugno, verso le sei del mattino, il proprietario terriero José Machado Neto, accompagnato da Sergio Narciso della polizia militare, è andato nel luogo dell'occupazione. Il latifondista e il poliziotto erano armati e quando si sono incontrati con i lavoratori hanno cominciato a sparare. I lavoratori hanno risposto. Nel conflitto sono morti il latifondista e il poliziotto. Molti lavoratori sono stati feriti.
Subito dopo lo scontro la Polizia militare ha accerchiato l'area ed arrestato vari lavoratori, portandoli in caserma. I fermati hanno in seguito dichiarato di essere stati torturati.
Subito la Polizia Militare si è informata sulla partecipazione di José Rainha e del coordinatore della CPT (Commissione Pastorale della Terra) all'organizzazione dell'occupazione. Durante tutti gli interrogatori della Polizia Militare solo due persone hanno fatto riferimento al nome di José Rainha: l'autista del camion che aveva portato i lavoratori nel luogo dell'occupazione ed uno degli accusati: Gilberto Jesus Silva.
L'autista del camion disse che, mentre stavano andando verso il luogo dell'occupazione, una persona nel camion disse di fermare il veicolo ed indicò il luogo preciso in cui si doveva occupare. L'autista non conosceva José Rainha, in seguito venne a sapere che si trattava proprio di lui.
L'altro lavoratore ha detto che dopo lo scontro, nell'insediamento di Engano poco lontano dal luogo dello scontro, notò una persona che parlava ai lavoratori e che invitò tutti a intonare un canto "il rischio che corre il palo lo corre anche l'ascia". Solo più tardi venne a sapere che si trattava di José Rainha.

2 - L'accusa
Nel luglio del 1990 José Rainha è stato arrestato e portato nel comune di Pedro Canario. Dopo la sua deposizione, gli avvocati hanno chiesto che fosse posto in libertà dato che tutti gli altri accusati erano liberi. Il giudice nel suo decreto ha detto: ''In effetti, da un esame minuzioso degli atti, ho concluso che non ci sono indizi di responsabilità dell'accusato José Rainha relativamente al crimine, ma tanto nella relazione della polizia che nella denuncia, l'accusato è stato nominato solo di passaggio.''
Dello stesso orientamento è la relazione relativa all'inchiesta della polizia militare: ''Credo che ci possa essere qualche responsabilità di José Rainha, ma non è ancora sufficientemente emersa da questi atti. Comunque non sono stati trovati indizi che abbia compiuto il crimine''.
Nella sentenza che ha dato origine al processo contro José Rainha di fronte al Tribunale del Giuri, il giudice Tasso de Castro Lugon, che lavorava in quella circoscrizione giudiziaria nel 1993, ha affermato che José Rainha ''era l'organizzatore del gruppo e aveva partecipato in quella circostanza''. Niente di più.
Dopo quella sentenza gli avvocati della difesa hanno presentato vari ricorsi al Tribunale di Giustizia dello stato di Espirito Santo, ma i loro ricorsi sono stati giudicati ingiustificati.

3 - La difesa
Cartina del Brasile La difesa ha presentato cinque testimoni, che hanno dichiarato di aver visto, nel periodo in esame, J. Rainha nello stato del Ceara dove risiedono. Tutti i testimoni della difesa si sono presentati in tribunale.

  • Il Colonnello della polizia militare Sebastiao Jorge Leandro, capo della sicurezza della Casa Militare, ha dishiarato di aver partecipato all'incontro che c'era stato tra i lavoratori Senza Terra, guidati da José Rainha e Fatima Ribeiro, e il governatore Tasso Jereissati nel giorno 30 di maggio. Ha presentato come prova diversi materiali giornalistici e fotografie fatte dalla stessa polizia militare. In tutte le fotografie c'era José Rainha.
  • L'ex-segretario all'agricoltura e attuale deputato del PSB, Eudoro Santana, ha dichiarato di aver partecipato all'incontro tra governo e Senza Terra e che il giorno 3 giugno, per ordine del governatore, era stato nel luogo della occupazione, nella fazenda San Joaquim e aveva parlato con José Rainha.
  • Il testimone Narcilio Andrade, consigliere comunale ed ex presidente del Consiglio Comunale (PMDB), ha dichiarato di aver partecipato ad una commissione di consiglieri comunali di Fortaleza che aveva visitato l'insediamento nella fazenda Sao Joaquim, nel comune di Quixada. Lì José Rainha era stato presentato a tutti i membri della commissione. La visita è avvenuta proprio il 5 giugno: il giorno del crimine.
  • Itila Bezerra, che in quell'epoca era consigliere comunale e presidente del consiglio comunale(PSB), ha dichiarato che aveva fatto parte alla commissione che aveva visitato l'accampamento nella fazenda di San Joaquim il giorno 5 giugno dove era stato presentato a José Rainha.
  • Il testimone Antonio Ednilo, presidente del sindacato dei lavoratori rurali di Quixeramobim, ha dichiarato di esser stato con José Rainha dal 20 maggio all'8 giugno circa.
La difesa ha anche presentato una cassetta registrata durante l'incontro con i lavoratori e un'altra durante la visita dei consiglieri. Nelle due cassette compare José Rainha. In una cassetta c'è una intervista con lui. Gli avvocati della famiglia del latifondista hanno messo in scena un vero e proprio teatrino: hanno pianto, si sono inginocchiati, si sono raccomandati "per l'amore di Dio e dei suoi figli condannate quest'uomo". Ma non hanno mai presentato prove della presenza di José Rainha in quel luogo. Si sono limitati a leggere alcune dichiarazioni fornite dai lavoratori sotto tortura nella caserma della Polizia militare

4 - La decisione dei giurati
Il processo è iniziato nel giorno 10 alle 12:30 ed è terminato alle 17:30 del giorno 11 giugno 1997. Il pubblico ministero ha presentato come testimoni dell'accusa 5 persone residenti in Pedro Canario. Appena il processo è cominciato, il pubblico ministero ha rinunciato ad interrogare i suoi testimoni.
Nonostante ci fossero tante prove che dimostravano la presenza di José Rainha nello stato del Ceara, Rainha e' stato condannato a una pena di 26 anni e 6 mesi.
Osservazioni:

  1. La prova della presenza nel luogo del crimine e della partecipazione alla occupazione spettavano all'accusa e non sono state presentate.
  2. Le persone che vengono convocate per partecipare come giurati non necessariamente decidono in base alle prove. Possono prendere le decisioni che reputano migliori. È facile concludere che nei processi con forti connotazioni politiche, come questo, i giurati possono prendere decisioni in linea con le loro convinzioni politiche.
  3. quando la pena è superiore ai 20 anni l'accusato ha diritto, subito, a un nuovo processo; infatti il giudice, subito dopo la lettura della sentenza, accettando la richiesta degli avvocati della difesa, ha stabilito un nuovo processo.
5 - La solidarietà ricevuta
La decisione proferita dal tribunale del Giuri è una decisione politica: José Rainha non è stato condannato per la accusa presentata dal pubblico ministero, rispetto alla quale c'erano molte prove contrarie, è stato condannato perché fa parte del MST ed organizza i lavoratori nella lotta per la riforma agraria.
Molti messaggi di protesta sono giunti al governatore dello stato di Espirito Santo chiedendo la revisione del processo ed accusando il carattere politico della sentenza.
Si vedano ad esempio i documenti linkati a fondo pagina.

6 - Nuovi documenti