Commento sulle recenti elezioni presidenziali

Commento sulle recenti elezioni presidenziali
(Plinio Arruda Sampaio, segretario agrario nazionale del PT)
Bisogna lottare più che mai
Concluso il primo turno delle elezioni, è necessaria una breve riflessione sullo scenario che si presenta per l'agricoltura brasiliana, principalmente rispetto alle effettive possibilità di democratizzazione della terra e di realizzazione di un modello di sviluppo agricolo che tenga conto degli interessi dell'agricoltura familiare, dei braccianti e di quei segmenti del settore che producono per il mercato interno. Non abbiamo dubbi nell'affermare che, oggi più che mai, è necessaria l'organizzazione e la lotta dei lavoratori agricoli e dei loro alleati, come l'unica strada per affrontare il quadro istituzionale uscito dalle urne.

La rielezione di Fernando Henrique Cardoso a presidente della Repubblica è stata interpretata dai media vicini al governo e naturalmente dal governo stesso, come una conferma dell'appoggio popolare al programma economico neo-liberista. Questo fa presupporre l'acuirsi dello scontro sulla questione agraria e della crisi socio-economica che già i settori agricoli sopramenzionati (braccianti, agricoltura familiare) stanno vivendo. Le relazioni di lavoro nelle campagne diventeranno sempre più precarie; la riforma agraria sarà affidata nelle mani dei latifondisti, con prevedibili effetti; le istituzioni statali, come l'INCRA (Istituto Nazionale per la Colonizzazione e la Riforma Agraria) responsabili del settore, saranno smobilitate.
Questo per quanto riguarda il potere esecutivo. Passando poi a esaminare la situazione del Parlamento, analizzandone attentamente il nuovo profilo politico, possiamo dare una prima impressione dei risultati elettorali. Non ci sono state grandi variazioni rispetto alla sua precedente composizione, ma sono comunque aumentati i rappresentanti dei settori conservatori dell'area rurale. Sono stati eletti o rieletti personaggi simbolici del potere del latifondo come Ronaldo Caiado, Abelardo Lupio, Nelson Marquezelli ecc. Si può quindi pensare che potere legislativo ed esecutivo saranno solidali contro il processo di democratizzazione della proprietà e dell'uso della terra in Brasile.
Data la configurazione della Camera si potrebbe ipotizzare una opposizione del potere legislativo alla prosecuzione della attuale politica liberalizzatrice perché i latifondisti, anche se legati ai settori dell'agrobusiness non hanno nulla a che vedere con il libero mercato. Tuttavia questo apparente conflitto non modificherà il cammino della politica agricola intrapresa dal governo. Prima di tutto perché l'apertura indiscriminata del Brasile alle importazioni agricole predatorie è condizione necessaria per sostenere il real e per garantire i rifornimenti alimentari, data la destrutturazione della base produttiva interna. In secondo luogo perché le sparate politiche dei parlamentari ruralisti sono in realtà una sceneggiata per poi negoziare con il governo questioni relative ai loro più immediati interessi.
È certo che in questa situazione l'agricoltura familiare continuerà ad essere penalizzata dall'attuale politica agricola. A coloro che rappresentano politicamente i lavoratori agricoli e alle forze democratiche del paese tocca oggi la responsabilità, anche se sono numericamente in svantaggio, di sfruttare tutti gli spazi politici possibili in ambito parlamentare, in modo tale da rappresentare efficacemente gli interessi della maggioranza della popolazione brasiliana.
Oltre a questo è indispensabile una assoluta sinergia tra il lavoro istituzionale e le lotte sociali . Alle organizzazioni che le promuovono non si offre altra alternativa che quella della massificazione e della radicalizzazione delle lotte.
Questa situazione è purtroppo il risultato dell'azione politica di un presidente che un giorno, come sociologo, si era schierato al fianco della democrazia e dei settori esclusi della società brasiliana. Plinio Arruda Sampaio, segretario agrario nazionale del PT, Gerson Teixeira e Rolf Hackbart, del nucleo agrario del PT (Pagina Agraria, 10 ottobre 1998)