Sogno e costruzione di un Brasile senza latifondo, di A. Sella. IV Congresso MST. Agosto 2000

Lettere di padre Adriano Sella
Sogno e costruzione di un Brasile senza latifondo
IV congresso nazionale del Movimento Senza Terra
Brasilia 7-11 agosto

Partecipando al Congresso Nazionale del Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra (MST), realizzato nella capitale del Brasile, io ed Andrea abbiamo vissuto momenti forti del cammino e della lotta dei senza terra.
Abbiamo potuto respirare quanta forza e quanta speranza trasmette questo movimento alle tante famiglie senza terra che rivendicano giustamente una vita dignitosa.
Abbiamo constatato come è bene organizzato il MST a livello nazionale e come sta riuscendo a scalpire la vita del Brasile per costruirne una migliore.
Abbiamo testato con le nostre mani la profonda resistenza dei senza terra contro i ricchi e potenti latifondisti che impongono al Brasile una terribile concentrazione della terra nelle mani di pochi, escludendo milioni di famiglie.
Abbiamo percepito la forte e giusta critica al governo neoliberale del Brasile che non riesce a fare la Riforma Agraria perché non vuole eliminare il latifondo.
Abbiamo gioito nel capire come è cambiata la situazione di quelle 300.000 famiglie che il movimento è riuscito ad insediare sulla terra e che sono passate finalmente da una vita di fame e miseria ad una dignitosa e bella.
Ci ha commosso profondamente nel vedere come i bambini sono importanti nella vita degli accampamenti e come vengono rispettati i loro diritti fondamentali dal movimento, ricevendo una vita ben migliore.
Ci ha stupiti molto nell'accorgerci che i senza terra, attraverso la cosidetta rivoluzione culturale, imparano a vivere una vita comunitaria, preoccupati per il bene comune e per il riscatto della terra come un bene di tutti. Un bene prezioso che non si può privatizzare e concentrare nelle mani di pochissimi latifondisti.

"Riforma Agraria: per un Brasile senza latifondo" è stato lo slogan e anche il tema del IV Congresso Nazionale del Movimento Senza Terra.
Hanno dichiarato che sono stanchi del strapotere del latifondo che ingolisce tutta la terra del Brasile, concentrando nelle mani di appena 1% dei proprietari di terra ben 46% delle terre coltivabili del Brasile.
Hanno affermato chiaramente che non accettano più che i 4,8 milioni di famiglie senza terra debbano continuare a migrare eternamente, patendo la fame e senza un futuro migliore.
Hanno espresso fortemente che fare la riforma agraria significa oggi porre fine al latifondo, denunciando questo governo nettamente neoliberale che sta facendo gli interessi dei latifondisti e non della gente.
Un basta al latifondo è stato il ritornello del Congresso. E l'hanno detto in tutti i modi e attraverso molteplici simboli.
I tantissimi discorsi, messaggi, slogan, canti, poemi, drammatizzazioni e simboli hanno espresso molto bene il grande sogno e il forte impegno di porre fine al potente e violento latifondo, cambiando il potere politico attraverso la partecipazione popolare.
La celebrazione di chiusura del Congresso ha manifestato in maniera commovente come il Movimento Senza Terra è una grande speranza per il popolo brasiliano. Rifacendo la triste storia del Brasile attraverso un dramma, hanno sottolineato come i 500 anni di questo paese, prima condotti dai conquistatori europei e oggi dai capitalisti statunitensi, hanno messo la terra brasiliana nelle mani di sempre meno latifondisti. Attraverso forti simboli, come la grandissima bandiera, hanno reso visibile che il MST è la speranza di una vita non più nelle mani del capitale oppressivo e escludente del sistema neoliberale, ma costruita attraverso la liberazione e la resistenza delle famiglie che erano condannate alla terribile dipendenza della miseria, ma che oggi possono respirare giorni migliori.
Mentre entrava il grande simbolo della speranza, rappresentato da una enorme bandiera del MST che si trasformava in bandiera del Brasile, simboleggiando come il movimento sta dando un volto nuovo a questo nostro amato e sofferente Brasile, hanno fatto cantare una musica che ha comossi tutti: "Per dividere la terra quanto sangue versato, nella lotta per un pezzo di terreno quanti madri perdono i loro figli senza spiegazioni. Con fede in Dio noi raggiungiamo, la vita ci insegna a credere. Sono tanti gli articoli e tante leggi da affrontare. In ciascun angolo una speranza di piantare e creare radici, ma come un sogno di bambini viene sempre l'ora di partire. E la gente va, innalza la bandiera e va, innalza la bandiera e va. Non possiamo desistere... raggiungendo la nostra terra. E la storia si repete in molti punti del paese. Lasciare al lato il preconcetto, sappiamo che abbiamo il diritto di essere felici. In ciascun angolo una speranza di piantare e creare radici, ma come un sogno di bambini viene sempre l'ora di partire. E la gente va, innalza la bandiera e va, innalza la bandiera e va. Non possiamo desistere... raggiungendo la nostra terra e la riforma agraria nel paese".

È stato il maggiore congresso dei lavoratori rurali con la presenza di ben 11.700 participanti. La capacità di realizzare un congresso di questa grandezza è impressionante. Tutti alloggiati sotto quelle baracche costruite con solamente dei pali e dei teloni di plastico nero. Ogni gruppo organizzato per alimentare i propri membri. Tante attività segnate dai forti momenti di mistica, come loro amano chiamare, ossia celebrazioni fatte con molta simbologia, messaggi, canti e musica per far memoria del loro cammino e delle loro lotte. Una lunga marcia dei senza terra che ha fatto sognare la capitale del Brasile per i potenti messaggi e simboli che hanno presentano l'inizio della costruzione di un paese alternativo. Tutto era dipinto di rosso, mediante le bandiere, magliette e cappellini, per indicare che è il colore della speranza e dell'impegno per il bene comune.

"L'organizzazione è l'arte di far accadere il futuro in anticipo" ha dichiarato uno dei tanti leader del MST, Ademar Bogo. Il movimento lo può dimostrare con i fatti attraverso le 300.000 famiglie che sono passate da senza terra alla sua conquista, i 75 mila bambini nelle scuole, garantendo educazione di qualità, le 50 università che stanno cooperando, gli insediamenti producendo in più di 700 municipi e aiutando a combattere la disoccupazione, le 105.000 famiglie accampate, le 400 associazioni di produzione e commercializzazione, le 12 cooperative regionali di commercializzazione, le 2 cooperative di credito (banche popolari), le 55 piccole e medie agroindustrie, e conquistando milioni di ettari di terra che si trovavano nella mani del latifondo.
Il principio fondamentale dell'organizzazione è lo spirito combattivo e collettivo. Le due assi dell'ingranaggio della participazione sono la programmazione e la mistica. Niente funziona senza programmazione attraverso i vari piani di azione e senza l'animazione attraverso la mistica.
È questa forte organizzazione che riesce a superare anche la grande repressione del governo neoliberale che sta facendo di tutto per sporcare l'immagine del movimento attraverso la strategia di renderlo antipatico alla gente, tentando di creare così un rifiuto popolare. Infatti, il tentativo del governo brasiliano è accusare il MST di due crimini che la gente non accetta assolutamente: un movimento violento e corrotto.
È attraverso l'organizzazione popolare che il MST riesce a generare tanta speranza in mezzo al nostro popolo brasiliano. La marcia e la celebrazione di chiusura sono state un'esplosione di speranza, così come anche il Manifesto del MST al popolo brasiliano, proclamato alla fine, ha sottolineato che il Brasile ha la possibilità di costruire giorni migliori: "Il nostro paese ha la possibilità? Noi rispondiamo che si. Ma sarà necessario che il popolo brasiliano s'innalzi, si organizzi e scenda sulle strade, per lottare in favore dei suoi diritti storici. E' possibile sì costruire un altro progetto per il Brasile. Un Progetto Popolare, preoccupato per le necessità del popolo. Abbiamo bisogno di cambiamenti radicali. Bisogna impedire che le banche, le multinazionali e i ladri del popolo continuino ad arricchirsi. Bisogna sospendere il pagamento del debito estero. Bisogna controllare il sistema finanziario e il tasso di interessi. Bisogna determinare che le banche usino il denaro per finanziare la produzione, e non la speculazione. Bisogna negoziare di nuovo il debito interno e priorizzare l'uso del denaro pubblico in educazione, salute e agricoltura. Bisogna riprendere le redini della politica economica, affinchè sia amministrata da brasiliani in favore della nostra gente, rompendo l'accordo con il FMI. Bisogna impiantare una riforma agraria, associata ad un nuovo modello agricolo che possa garantire reddito agli agricoltori e futuro per chi vive nell'area rurale".

Che vita dignitosa sognata e realizzata dal movimento senza terra per le tante famiglie che aspettano da troppi anni questa opportunità!
Ritornando nei propri accampamenti, tutti hanno assunto i vari impegni con la terra e con la vita, proclamati durante il IV Congresso e ritenuti elementi animatori della vita quotidiana dei senza terra. Voglio condividere con voi la belleza e l'importanza degli ultimi tre impegni che il MST ha fatto propri: "Praticare la solidarietà e rivoltarsi contro qualsiasi ingiustizia, agressione e sfruttamento contro la persona, la comunità e la natura. Lottare contro il latifondo affinchè tutti possono avere terra, pane, studio e libertà. Mai più vendere la terra conquistata. La terra è un bene supremo per le generazioni future".

È vero, riforma agraria oggi, nel Brasile, significa proprio porre fine alla potente e violenta struttura del latifondo che continua a massacrare sia la gente che la natura.

Belèm, 15-08-00
Adriano Sella