Le elezioni in Brasile, di A. Sella. Ottobre 2000

Lettere di padre Adriano Sella
Tempo di persecuzione
a causa della lotta contro la corruzione elettorale

28 ottobre 2000
Siamo impegnati nella campagna "Combattendo la Corruzione Elettorale" che la Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale dei Vescovi dei Brasile sta realizzando da alcuni anni. Dopo essere riusciti a far approvare una nuova legge, n. 9840/99, per combattere la vergognosa corruzione elettorale, siamo impegnati adesso nel difficile compito di farla applicare.
Questa nuova legge penalizza non con la prigione, ma cacciando i candidati dalla campagna elettorale e spezzando così il loro sogno di farsi eleggere. Questo nuovo cammino è stato ritenuto più efficace perché colpisce l'obiettivo del candidato che è far di tutto per farsi eleggere. Infatti, arriva fino al punto di corrompere gli elettori, approfittando della miseria della gente che, trovandosi in una grande necessità, è costretta a vendere anche il proprio voto per sopravvivere.
La nostra Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale del Nord del Brasile ha messo in atto un grande lavoro di sensibilizzazione e di organizzazione per far applicare la legge, mediante l'elaborazione e pubblicazione di una mini-guida, di locandine e volantini, con un linguaggio popolare, sulla nuova legge e su come applicarla; attraverso incontri, dibattiti e seminari per la divulgazione della novità della legge; oppure mediante incontri per formare comitati in tutta la nostra regione che svolgessero il lavoro di fiscalizzazione dei candidati, raccogliendo prove e denunciando chi compra voti.
Siamo riusciti a raccogliere prove e testimoni contro 5 candidati che hanno corrotto la nostra gente, comprando molti voti, e li abbiamo denunciati. Adesso stiamo accompagnando il loro processo che si trova nella mani della Giustizia Elettorale.
Mercoledì 18 ottobre abbiamo realizzato una manifestazione pubblica contro la corruzione elettorale ed abbiamo chiuso la marcia attraverso una celebrazione ecumenica di fronte al Tribunale Elettorale. Como preparazione alla marcia abbiamo fatto, nei giorni precedenti, un lavoro di base nelle varie piazze della città, incontrando gli elettori ed aiutandoli a capire l'importanza di non vendere il proprio voto. In quella occasione abbiamo distribuito un volantino informando la popolazione della marcia per l'etica nella politica e rivelando chi sono gli autori della corruzione elettorale, ossia i candidati che stanno per essere processati dalla Giustizia Elettorale.
La Celebrazione ecumenica è stata toccante e molto profonda, chiedendo a Dio forza e coraggio per continuare contro la corruzione elettorale, senza stancarsi di lottare per la giustizia e senza paura di denunciare chi corrompe i poveri per farsi eleggere. Hanno presieduto la celebrazione ecumenica il vescovo della Commissione Giustizia e Pace, la pastora della Chiesa Luterana e un pastore della Chiesa Battista. Ci hanno rivolto parole forti per continuare il cammino di giustizia e per realizzare l'appello del profeta Isaia, capitolo 1, letto durante la celebrazione, di costruire la città della giustizia.
Dopo la celebrazione abbiamo consegnato un documento al presidente del Tribunale Elettorale per esigere il giudizio rapido, come prevede la nuova legge, dei 5 candidati che hanno violato la legge, secondo il Pubblico Ministero, nella base delle prove conseguite.
Durante la marcia siamo stati avvisati che, in una parrocchia di Belém, avveniva alla sera una messa di ringraziamento per l'elezione di un candidato che sta per essere processato, avendo violato la nuova legge. Come coordinamento della Commissione Giustizia e Pace, insieme con il nostro vescovo, abbiamo deciso che era importante invitare il parroco a non mettere quell'intenzione nella Messa perché sarebbe stata una grande contraddizione celebrarla come ringraziamento per l'elezione, quando in verità l'eletto è sospetto di aver usato la corruzione elettorale.
Incaricato dal coordinamento, sono andato a parlare con il parroco e l'ho sollecitato a non mettere quell'intenzione di ringraziamento a Dio; oppure, almeno, spostarla dopo che il giudice elettorale avesse giudicato il caso. Il parroco, purtroppo, non ha accettato la nostra proposta, neppure quando gli ho detto che rappresentavo anche la volontà del vescovo della Commissione Giustizia e Pace.
Uscito dalla sacrestia, ho trovato le persone del nostro comitato contestate dal gruppo del candidato eletto, anche perché avevano distribuito, all'entrata della porta della Chiesa, quel volantino che avevamo fatto contro la compera di voto e dove svelavamo gli autori che, avendo violato la nuova legge, stavano per essere processati. In quel momento ho tentato di calmarli perché erano molto irritati, spiegando che la campagna era una attività con l'appoggio della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile e che non si trattava appena di un gruppo isolato o di un partito di sinistra, come loro pensavano, ma una grande campagna nazionale di etica nella politica.
Loro hanno reagito male, telefonando subito alla polizia per farci arrestare e dicendo che avrebbero raccontato il tutto all'Arcivescovo perché il candidato eletto era un cattolico molto unito all'arcidiocesi di Belém.
Ritornando alla sede della Commissione Giustizia e Pace, ho telefonato subito al nostro vescovo della Commissione raccontando i fatti e invitandolo a parlare con l'Arcivescovo di Belèm, che è anche l'attuale presidente della Conferenza Episcopale della nostra regione, per spiegare bene il tutto prevedendo che avrebbe ricevuto, senza dubbio, informazioni distorte e non vere. Infatti, gli hanno riferito che avevo aggredito la moglie del candidato, che avevo obbligato il parroco a non celebrare la messa e che durante la messa avevo tentato di salire sull'altare e qualcuno mi ha bloccato. Insomma, avevano diffuso delle vere diffamazioni.
Inoltre, qualcun altro aveva comunicato all'Arcivescovo che la nostra manifestazione era stata una marcia del Partito dei Lavoratori, il maggiore partito di sinistra, perché avevamo solo bandiere e fasce del partito. Un'altra cosa che l'Arcivescovo ha lamentato è stato il fatto di aver messo in quel volantino, distribuito alla gente, e in quel documento, firmato anche dal vescovo della Commissione e inoltrato al Tribunale Elettorale, il nome degli autori della corruzione elettorale che sono stati denunciati e che sono processati.
Tuttavia, il vescovo della Commissione Giustizia e Pace ha potuto, in quell'incontro con l'arcivescovo, spiegargli che le informazioni che aveva ricevuto non erano vere e testimoniargli come la manifestazione non è stata partitica, ma un movimento che aveva unito varie Chiese e gruppi della società contro la corruzione elettorale, usando solamente simboli della campagna nazionale con nessuna bandiera o fascia di partiti. Inoltre, gli ha potuto sottolineare la bellezza e la profondità della celebrazione ecumenica chiedendo la forza di Dio affinché le autorità competenti possano dare un basta alla corruzione elettorale.
Un giornale locale, nel giorno seguente, mi ha diffamato in maniera personale, dichiarandomi un infiltrato nella politica brasiliana, incarnando la sinistra politica e facendo parte dell'ala ideologica della Conferenza Episcopale.

Insomma, in questa parte della campagna dove stiamo mettendo il dito nella ferita, tentando di penalizzare i candidati che hanno fatto uso della corruzione elettorale e facendo così giustizia, mediante l'applicazione della legge, siamo perseguiti da varie parti. Tuttavia, questa persecuzione non ci preoccupa perché fa parte del cammino della giustizia e la reazione violenta, soprattutto dei candidati corrotti, significa che abbiamo raggiunto l'obiettivo e che stiamo incomodando molto. Infatti, un altro candidato corrotto ci sta perseguendo, minacciando una ragazza che è testimone contro di lui per aver comprato molti voti. Per proteggerla abbiamo dovuto ricorrere al programma di difesa dei testimoni. Questo candidato, secondo notizie del Pubblico Ministero, verrò senza dubbio cacciato perché ci sono varie prove contro di lui. Per questo, sta tentando di far paura ai testimoni affinché non lo accusino in tribunale.

Amici, come è difficile fare giustizia difendendo, in questo momento, la nostra gente che non ha neppure la possibilità di votare liberamente perché è costretta, a causa della miseria, a vendere anche la propria cittadinanza, non riuscendo così a svolgere il proprio diritto di cittadino.

Sottoposti a questa persecuzione, ma sempre con molta speranza, stiamo lottando senza stancarci per far accadere la giustizia nel mezzo del nostro amato popolo brasiliano.

Belém (Brasile), 28/10/2000
Adriano Sella


Festa della democrazia
29 ottobre 2000
Carissimi amici,
voglio condividere con voi la FESTA DELLA DEMOCRAZIA. Sta accadendo in questo momento il secondo turno, in varie città del Brasile, compresa la nostra Belém, per scegliere il nuovo sindaco. Ho fatto quattro passi per osservare quello che sta succedendo. Le strade sono piene di tante bandiere, fascie e striscioni dei due candidati: quello di sinistra del PT con il simbolo della stella e del cuore e con il colore rosso, e quello della destra con il simbolo del sole e tutto giallo. I due gruppi che cercano di convincere gli elettori che vanno a votare vestono la camicia o rossa oppure gialla e sbandierano le proprie bandiera. Fino adesso non c'é stata violenza tra i due gruppi, ma sembra tutto tranquillo. Il clima è quello dei mondiali di calcio, infatti sembra che stiamo assistendo la finale del mondiale. C 'é molta musica e disputa per sostenere il proprio candidato. E' incredibile come il Brasile manifesta tutto in maniera simbolica e con vari simboli accompagnati sempre con la musica.
Ho contemplato un'immagine stupenda che era da fotografare: due ragazzi, amici tra di loro, uno vestito di rosso e l'altro di giallo, camminando insieme e con gioia e sbandierando le proprie bandiere differenti. Che bello! Così dovrebbe essere la festa della democrazia: senza rivalità o violenza, ma l'incontro delle differenze e la corsa a quello che fa meglio e non a quello che distrugge di più l'altro.

Putroppo, tra questo quadro di festa della democrazia, abbiamo anche immagini tristi che dicono come il nostro popolo diventa, in questo caso, massa di manovra, soprattutto della destra politica.
Stiamo frenando la corruzione elettorale con un telefono a disposizione per denunciare la compera di voto e con l'invio di un gruppo e della polizia federale per flagrare i colpevoli e punire i responsabili. Ieri, stanotte e stamattina il telefono non ha smesso di suonare nella sede della Commissione Giustizia e Pace, denunciaando molti e molti casi di corruzione elettorale fatta dal candidato di destra. Era difficile starci dietro.

Il dibattito tra i due cantidati ha rivelato la politica differente tra la destra e la sinistra. Il candidato della destra ha parlato sempre che il suo obiettivo è fare molto per il popolo, il tutto nella linea assistenzialista come se fosse babbo natale; mentre il candidato della sinistra ha sempre sottolineato che quello che sta facendo e che farà è realizzato con il popolo, ossia il tutto avviene con la partecipazione popolare e nella linea della giustizia e del rispetto dei diritti umani. Per questo il candidato del PT, che sta per essere rieletto, ha ricevuto vari premi a livello internazionale e nazionale per vari progetti a favore dei diritti umani. La differenza tra la destra e la sinistra é per oppure con il popolo. Sembra una differenza piccola, invece è sostanziale. La destra non vuole giustizia, ma solamente assistenzialismo senza cambiare la struttura neoliberale che è altamente disumana. Mentre la sinistra vuole un cambiamento radicale del sistema neoliberale per far giustizia sociale e per liberare davvero i poveri, rendendoli protagonisti. Per la destra la gente è massa che deve ricevere favori dai governanti, mentre per la sinistra la gente è protagonista del suo futuro e lotta per la difesa e promozione dei diritti umani. Come si fa a non appoggiare e sostenere la politica di sinistra?
La nostra speranza è che vinca il 13, il numero del candidato di sinistra cioè del PT. Speriamo che vinca il nostro cuore che è rosso, come foi lo slogan della campagna della sinistra.
Speriamo che la FESTA DELLA DEMOCRAZIA possa diventare sempre più una festa per far vincere il migliore per il bene comune, nell'incontro e nel rispetto delle differenze e progetti politici, senza più violenza, corruzione, manipolazione del nostro amato popolo!
Domani vi racconterò chi ha vinto.
Un abbraccio.
p. Adriano Sella


Ha vinto la sinistra
29 ottobre 2000
Carissimi amici,
sono appena ritornato dalla festa della vittoria del Partito dei Lavoratori (PT), il partito di sinistra che ha vinto le elezioni qui a Belém.

E' stata una vittoria per un filo, ma si è riusciti. Se non facevamo tutto quel lavoro contro la corruzione elettorale, frenando un po' la compera di voto, la sinistra avrebbe perso senza dubbio le elezioni.

Adesso tutto il cammino iniziato con una bella partecipazione popolare può continuare. Il PT è riuscito a conquistare varie capitali e città del Brasile, soprattutto la grande metropoli di São Paulo, ma anche altre partiti di sinistra. Insomma, il PT e la sinistra sono cresciuti molto in queste elezioni. E' un segno che la gente vuole cambiamento e giustizia sociale.

Evviva la vittoria di chi promuove giustizia e non assistenzialismo!!!

Un abbraccio.
Adriano