Il piccolo Davide contro il gigante Golia. Porto Alegre - Gennaio 2001

Lettere di padre Adriano Sella
Il piccolo Davide contro il gigante Golia
Il forum sociale mondiale contrasta il forum economico mondiale
31 Gennaio 2001

Il Forum Sociale Mondiale ha dato veramente una lezione al gruppo ristretto dei potenti dell'economia capitalista neoliberale che, dal lontano 1971, si ritrovano a Davos, in Svizzera, per il Forum Economico Mondiale, pretendendo di orientare la rotta del pianeta terra.
Le 1500 ongs, che rappresentavano i clamori dei popoli impoveriti, oppressi e esclusi del pianeta terra, hanno finalmente posto una basta ai pochi ricchissimi del pianeta che si ritrovano per decidere il destino del mondo attraverso il sistema capitalista neoliberale. Un diabolico sistema economico e politico, ma anche culturale e religioso, che mette i suoi tentacoli in tutti i paesi del mondo attraverso le grandiose multinazionali. Infatti, il Forum Economico Mondiale viene finanziato da più di 1000 multinazionali.
Il clamore degli oppressi a Seattle, durante l'incontro dell'Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC) nel novembre 1999, non è stata una cosa isolata, ma è stato uno dei primi clamori dei poveri, esclusi e oppressi del pianeta che veniva innalzato a livello mondiale contro il neoliberismo, ottenendo una grande ripercussione internazionale. Così come anche la precedente mobilitazione del 1998 contro l'Accordo Multilaterale di Investimento (AMI), il grido di Seattle non è stata più una manifestazione dei soliti pochi anarchici e ribelli, come i mass media comunemente dichiarava, ma è stato qualcosa di molto di più: un punta dell'iceberg di un movimento profondo e enorme di gente e di popoli che non sopportavano più la grande ingiustizia sociale, l'enorme disuguaglianza e le immense disparità sociali causate dal capitalismo neoliberale. Un movimento di poveri che non accettavano più le regole imposte da chi vuole spezzare il mondo in due parti: da un lato, la grande moltitudine di impoveriti ed esclusi, dall'altro lato, il gruppo di 447 milionari che detengono un reddito equivalente alla metà della popolazione mondiale e che vogliono a tutti costi controllare il pianeta, dichiarandosi i faraoni di oggi.
Quel clamore si è trasformato in un movimento mondiale sempre più massiccio in Washington ed a Praga, nel 2000, contro le politiche del Fondo Monetario Internazionale (FMI) e della Banca Mondiale. In Brasile si è trasformato in un enorme movimento nel 2000, chiamato Referendum sul Debito Estero, che ha avuto l'adesione di più di cinque milioni e mezzo di persone che si sono dichiarate contro il sistema neoliberale, il quale si arricchisce spudoratamente attraverso il Debito Estero e il FMI.
Quello stesso clamore di Seattle si è trasformato, nel 2001, in un grande evento intercontinentale attraverso il Forum Sociale Mondiale, realizzato a Porto Alegre, in Brasile, nel 25 a 30 gennaio, dove è stato dichiarato, finalmente, in maniera officiale e davanti alla faccia della terra, che il neoliberismo non ha più futuro. Altro che la "fine della storia" come aveva proclamato l'ideologo Francis Fukuyama. Mentre, il Forum Sociale Mondiale ha potuto dimostrare che il neoliberismo è la distruzione della storia umana e non l'evoluzione massima di un sistema socio-politico ed economico. "Nessuna schiavitù nel mondo è stata tanto crudele come il capitalismo neoliberale. Nessuna schiavitù ha fatto più schiavi, nessuna guerra ha fatto tante vittime come il neoliberismo mondializzato, questo è evidentissimo", ha potuto denunciare il grande vescovo dei poveri, Pedro Casaldaliga.

Porto Alegre, centro del mondo per il primo e per il prossimo Forum Sociale Mondiale, ha potuto dimostrare che la resistenza di ieri, attuata appena da alcuni segmenti della società mondiale, è diventata oggi un'azione articolata mondialmente, di tali proporzioni capace di contrastare la tirannia finanziaria del capitalismo puro e duro del neoliberismo. La teleconferenza, trasmessa in diretta per tutto il mondo, nella domenica 28 gennaio 2001, è stata testimone di questa svolta storica quando gli esponenti del Forum Sociale hanno potuto svelare, vergognando gli esponenti del Forum Economico che stavano dall'altra parte del dibattito, la crudeltà e i disastri del loro sistema per il pianeta terra e per le future generazioni.
Il Forum Mondiale Sociale ha potuto presentare al mondo come la grande moltitudine di esclusi, organizzata e cosciente, non è solo capace di denunciare il male e la sua radice, ma è anche capace di presentare alternative, cammini diversi e vari pensamenti per costruire un mondo nuovo. Le varie conferenze attorno a quattro grandi problematiche (riproduzione sociale e la produzione di ricchezze, l'accesso alle ricchezze e la sostenibilità, società civile e gli spazzi pubblici, il potere politico e l'etica nella nuova società), i 400 laboratori di discussione e approfondimento e le varie manifestazioni, soprattutto la marcia contro il neoliberismo, hanno dimostrato la grande voglia di cambiare la rotta dell'umanità, strappando le redini della storia dalla tirannia del capitale finanziario e dall'idolatria del lucro per ridarle, finalmente, nelle mani di chi ama il bene comune ed ha una profonda passione per la liberazione da tutti i sistemi opprimenti ed escludenti.
Il Forum di Porto Alegre, nel sud del mondo, ha potuto sancire la grande alleanza mondiale per creare una nuova società, distinta dalla logica attuale che mette il mercato e il denaro come uniche misure di valore, proponendo il parametro umano come il criterio per la costruzione del pianeta terra. Infatti, il Forum Sociale ha innalzato le seguente bandiere: l'essere umano deve diventare la misura di tutte le cose e non più il lucro del sistema neoliberale; il sociale deve riprendere ad avere il primato nel mondo e non più l'economia di mercato.
Insomma, l'evento di Porto Alegre ha rivelato la forza dei poveri, quando si uniscono e trasformano lo stesso sogno in un grande potenziale capace di dare una svolta al cammino del mondo, recuperando il calore della solidarietà di Porto Alegre (Brasile) contro la freddezza dell'individualismo di Davos (Svizzera), la bellezza della giustizia che fa sbocciare il bene comune voluta dai poveri contro la sanguinosa diseguaglianza che fa perpetuare la terribile miseria imposta dai ricchi . Il Forum Sociale ha davvero realizzato oggi la forza del piccolo Davide contro il gigante Golia del Forum Economico. Quello che era impossibile è diventato realtà, perché Dio si trova sempre al lato dei piccoli, esclusi e oppressi del mondo, e di qualsiasi mondo, e non in mezzo ai pochi potenti dei palazzi dell'imperio del capitale internazionale.
Insomma, nel sud del mondo è partita una vera "crociata" contro il sistema neoliberale, dichiarato un grande devastatore dei popoli della terra e capeggiato dal nord del pianeta. Ancora una volta, la speranza di un mondo nuovo, giusto e solidale, viene dalla maggioranza povera del sud del mondo e non dall'altra parte del pianeta che detiene la maggioranza ricca.
Il Consenso di Porto Alegre, ottenuto durante il Forum Sociale Mondiale (13 anni dopo il conosciuto Consenso di Washington che aveva stabilito la base ideologica uniforme per le politiche neoliberali), si può sintetizzare in sette grandi impegni, secondo un sondaggio fatto da alcuni partecipanti, perché corrispondono all'essenziale delle posizioni condivise dalla maggioranza: la democrazia rappresentativa in tutti i livelli e con l'inclusione sociale; la cittadinanza in tutti i livelli; la promozione del pieno impiego; la ristrutturazione del sistema finanziario internazionale con il cancellamento del debito estero ai paesi poveri; il rispetto delle differenze individuali e sociali con il diritto dei popoli di costruire le sue alternative di sviluppo; lo sviluppo auto-sostenibile contro la commercializzazione del mondo e della natura; la trasparenza delle istituzioni politiche finanziarie e sociali in tutti i livelli.
Le circa 1500 ongs brasiliane e straniere, i 2.800 partecipanti e i 10.000 militanti, che hanno reso possibile questo grande incontro mondiale, rappresentando 122 paesi del mondo, hanno deciso che è estremamente necessario e urgente cercare altre forme di organizzare il mondo, senza più un pensamento unico, ma l'unità nella diversità, verso "un altro mondo è possibile", come ha sventolato la bandiera del Forum Sociale, attraverso questo suo slogan, che fa sognare tutti e soprattutto riunisce tutte le forze del pianeta che, stanche di soffrire, vogliono giustizia e pace e non più lucro e miseria.

 

Belèm (Brasile), 31/01/2001

Adriano Sella Altri documenti sul Forum Mondiale Sociale:
Il primo forum sociale mondiale
Appello di Porto Alegre per le prossime mobilitazioni
Dichiarazione finale del Forum Parlamentare Mondiale
Musica della resistenza dei popoli
Le alternative credibili del capitalismo mondializzato
Il piccolo Davide contro il gigante Golia
Porto Alegre e movimento antiglobalizzazione
Stedile: Le persone sono più importanti del capitale