Stedile: Le persone sono più importanti del capitale

Le persone sono piu' importanti del capitale
João Pedro Stedile, articolo per Caros Amigos - Febbraio 2001
Da quando Margaret Tatcher ha voluto farla finita con lo stato, i governi burocratici dell'est sono caduti sotto il muro di Berlino, Fukuyama ha cominciato a predicare la fine della storia, molti intellettuali si sono immeschiniti nelle loro università e la stampa ha adottato il pensiero unico, come "vero", sembrava che il capitale avrebbe governato definitivamente il mondo. Le grandi compagnie transnazionali e il capitale finanziario collegati al governo nordamericano ne hanno approfittato per allargare i loro domini, aumentare il monopolio e i tassi di profitto, diminuire i diritti dei lavoratori e trattare con bombe e pallottole all'uranio impoverito chi osava non essere d'accordo.
Per fortuna sembra che la dialettica funzioni ancora e che ad ogni azione corrisponda una reazione che è arrivata. Migliaia di persone di origini diverse, con diverse motivazioni e diversa rappresentatività hanno affrontato il capitale a Seattle, Washington, Praga, Nizza e Davos. Il rapporto di forze ha cominciato a cambiare, anche se l'impero mantiene il controllo. Frutto di queste convergenze e manifestazioni di massa, che hanno cominciato a cambiare il rapporto tra le forze e a motivare le persone a resistere e a lottare, è stata la nascita della proposta del Forum Social Mundial.

Porto Alegre è stato prima di tutto un momento di incontro, di tutti quelli che si schierano contro il capitale e a favore delle persone. La destra lo ha sdegnato e la cosiddetta grande stampa lo ha seguito perplessa. Volevano trasformare Porto Alegre in una semplice passerella di personalità e cercavano instancabilmente pettegolezzi per diminuire la sua importanza o ridurlo ad un folcloristico incontro della sinistra. Si sono sbagliati.

E, alla fine, tutti hanno dovuto ammettere che i risultati di questo incontro non sono stati l'auspicato folclore, né discorsi dogmatici, né noiosi accademici abituati a pedanti seminari. E ancor meno turismo politico, come avviene spesso negli eventi governativi. Porto Alegre è stato il crocevia dove ci siamo riuniti tutti noi che vogliamo dei cambiamenti. E li tutti hanno potuto dire la loro. La pluralità delle idee era fantastica. Ma la pluralità si esercitava intorno ai veri problemi e dilemmi dell'umanità. Mentre a Davos i signori del mondo discutevano di tassi di profitto, di borsa valori, di capitale finanziario, libero commercio, o di come mettere ONU, WTO e FMI al loro servizio, il nostro programma era come risolvere le grandi sfide che le persone e l'umanità stanno affrontando in questo inizio di secolo e millennio: lavoro, terra, alimentazione salubre, abitazione, educazione pubblica e universale, dignità, etica, sovranità alimentare, sovranità dei popoli...

Non ci siamo accontentati di dibattere idee, abbiamo mostrato che è la prassi a muovere il mondo. Ossia le idee che mobilitano il popolo. Per questo abbiamo aperto il Forum con una manifestazione di migliaia di persone che dicevano che era possibile un mondo diverso e migliore. Per questo giovani e Punks hanno potuto manifestare liberamente. Hanno potuto tirare uova contro MacDonalds. I bancari hanno potuto protestare davanti alla Banca spagnola Santander che si è mangiata la Banca Meridionale con i suoi cento anni di risparmi del popolo gaucho. Molte bandiere USA sono state bruciate, non come insulto al popolo nordamericano, ma per protesta contro il simbolo dell'impero che vuole dominare su tutti e imporre la sua volontà economica, politica e militare. I Colombiani devono stare attenti, perché possono essere le prossime vittime.

Gli educatori, insegnanti di tutto il mondo, hanno fatto creative manifestazioni all'interno del Forum esigendo una educazione pubblica e gratuita per tutti.
Per questo anche i contadini gauchi, dei vari movimenti sociali che operano nelle campagne, con la solidarietà delle organizzazioni contadine di tutto il mondo, tutti insieme abbiamo fatto un gesto simbolico di occupazione temporanea della Monsanto per denunciare che la fame del mondo non si risolverà con i transgenici, che sono soltanto una manipolazione scientifica per garantire il monopolio dei semi alle cinque grandi imprese transnazionali: Monsanto, Dupont, Cargill, Novartis e Aventis. Abbiamo voluto con questo lanciare una campagna internazionale perché l'Unesco dichiari "I semi come patrimonio dell'umanità". L'alimentazione dell'umanità dipende dalla democratizzazione dei semi. Gli agricoltori di tutto il mondo non possono diventare ostaggio di cinque gruppi economici.

La stampa ha esagerato nell'amplificare la partecipazione di Bové, anche perché alla stessa iniziativa, alla Monsanto, hanno partecipato altri 22 dirigenti contadini stranieri. Ma questo rivela il vero obiettivo del governo e delle élite brasiliane. Sovradimensionare questo fatto per nascondere la rappresentatività e l'importanza dei dibattiti che si sono tenuti durante il Forum. Il ministro Gregory ha dimenticato rapidamente il suo passato di membro della Commissione Giustizia e Pace dell'Arcidiocesi di San Paolo ed è caduto nel ridicolo esigendo l'espulsione di Bové. Avrebbe potuto dimostrare maggior rapidità nel mettere in prigione il banchiere italiano Caciola, che è costato al popolo brasiliano 1,2 miliardi di reais, fino ad oggi non recuperabili. O avrebbe potuto esigere una perizia sull'impatto ambientale prima che la BNDS prestasse più di 200 milioni di dollari perché la Monsanto costruisse a Camaçari (Bahia) una fabbrica di erbicidi, veleni che inquinano il nostro ambiente.

Il Forum è stato molto importante anche perché ha reso possibile che i più diversi gruppi sociali di tutto il mondo approfittassero di quel periodo per realizzare riunioni parallele e organizzare lotte. Tutti hanno fatto riunioni parallele. Alla fine ci sono stati più di 800 seminari. E noi dei movimenti sociali, delle città e delle campagne, abbiamo realizzato riunioni plenarie con più di 900 entità e organizzazioni sociali, nelle quali abbiamo definito un calendario comune di lotte concrete. Ora siamo molto più uniti contro il FMI, contro la Banca Mondiale, contro i semi transgenici, contro il debito estero, contro la disoccupazione, contro il capitale speculativo internazionale, contro l'esclusione dei poveri dall'educazione, dalla salute, dal diritto alla terra. Non ci siamo preoccupati di discorsi e documenti. Abbiamo preferito stabilire un'agenda e momenti di incontro. Torneremo ad incontrarci ogni volta che i padroni del mondo vorranno riunirsi. Torneremo nelle strade di Buenos Aires, Quebec, Nuova York ...e di tanti altri posti.
Loro vogliono globalizzare i tassi di profitto, lo sfruttamento, la miseria, l'esclusione sociale. Noi globalizzeremo la lotta, gli ideali, la cultura, la conoscenza e la voglia di cambiare il mondo.

Personalmente sono stato molto felice di poter conoscere e scambiare idee con l'uomo che ha guidato un popolo a seppellire il colonialismo francese, il grande Ben Bella, delle eroiche battaglie di Algeri.

Porto Alegre è stato per cinque giorni un porto mondiale, dove abbiamo attraccato per caricarci di idee, di solidarietà, di "companheirismo". E carichi di questa energia tornare ai nostri paesi pronti a nuove battaglie.
Arriverà il giorno in cui i popoli di tutto il mondo si uniranno contro lo sfruttamento. E Davos sarà soltanto una stazione di sci democratizzata....e il FMI sarà un Fondo mondiale di appoggio all'Indio!

João Pedro Stedile, 47 anni, economista, membro della direzione nazionale del Movimento dei lavoratori rurali senza terra - MST, membro del coordinamento del Forum sociale mondiale di Porto Alegre.

Altri documenti sul Forum Mondiale Sociale:
Il primo forum sociale mondiale
Appello di Porto Alegre per le prossime mobilitazioni
Dichiarazione finale del Forum Parlamentare Mondiale
Musica della resistenza dei popoli
Le alternative credibili del capitalismo mondializzato
Il piccolo Davide contro il gigante Golia
Porto Alegre e movimento antiglobalizzazione
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