Stedile: Non c'e' riforma agraria in Brasile

Non c'è riforma agraria in Brasile.
Un confronto tra il Brasile e il Rio Grande del Sud

Intervista di Joao Pedro Stedile a cura di Orestes de Andrade Jr./Hora H
Febbraio 2002

Ciranda: Come valuta la propagandata "riforma agraria" del governo Cardoso in Brasile? Esiste davvero?
Stédile: In Brasile non c'è nessun processo di riforma agraria in corso. Senz'altro non c'è una riforma agraria capitalistica di tipo classico del tipo di quelle che in molti paesi del mondo hanno distribuito le terre per trasformare gli agricoltori in produttori e consumatori dell'industria. Qui in Brasile il modello agricolo si basa sempre più sul dominio del capitale sull'agricoltura. E questo significa concentrazione della proprietà della terra, controllo delle agroindustrie da parte delle imprese multinazionali e ora siamo in una fase in cui queste stesse imprese stanno controllando la tecnologia agricola attraverso la biotecnologia. In questo modello che il Presidente sta patrocinando qui in Brasile non c'è più spazio per la piccola agricoltura e quindi per la riforma agraria.
Ciranda: Che tipo di riforma agraria propone per il Brasile?
Stédile: La riforma agraria è un modo di distruggere il latifondo e dividere la terra, ma anche, allo stesso tempo, nel trasformare la struttura fondiaria in favore della piccola e media proprietà, è necessario indirizzare la produzione verso il mercato interno. Ossia la riforma agraria deve sposarsi ad un processo di distribuzione del reddito. In Brasile sta succedendo il contrario. Abbiamo una concentrazione della terra, del reddito e della ricchezza che non fa che far diminuire il mercato del consumo di alimenti, in questo paese.
Ciranda: Come le pare il tentativo di riforma agraria realizzato dal governo dello Stato del Rio Grande do Sul, che è in mano al PT?
Stédile: Il governo del Rio Grande do Sul sta realizzando una politica di risposta alle rivendicazioni dei movimenti sociali, ma che tuttavia è una politica parziale. La riforma agraria deve essere una politica nazionale. È impossibile fare la riforma agraria in uno stato, soltanto in una zona. Quindi in pratica, le azioni del governo dello stato contribuiscono al rafforzamento dell'idea della riforma agraria e dei movimenti sociali, ma essa, nella sua essenza non è propriamente una riforma agraria, perché è molto localizzata e non è ampia.
Ciranda: Che differenza c'è tra gli accampamenti promossi dal governo federale e quelli del governo dello stato del Rio Grande?
Stédile: La differenza è tra il giorno e la notte. Il governo federale prende e butta le famiglie su un pezzo di terra e non fa più niente. Si comporta in modo irresponsabile. Ci sono accampamenti in cui i compagni stanno da due anni e ancora non hanno ricevuto un centesimo di finanziamento. Continuano a vivere nelle baracche. Il governo del Rio Grande del sud, come in Minas Gerais dove abbiamo avuto un certo appoggio, ci sono comportamenti del governo statale che tendono a rendere possibile in modo più veloce l'inizio della produzione per queste famiglie.
Ciranda: Qual è l'importanza del Forum Social per gli agricoltori senza terra?
Stédile: Stiamo accrescendo la nostra partecipazione sia come senza terra che come piccoli agricoltori del mondo intero. Siamo qui in quasi duemila lavoratori brasiliani e degli altri paesi dell'America Latina e del mondo, organizzati in Via Campesina. L'importanza del Forum consiste nella creazione di uno spazio di discussione, di scambio di informazioni che ci permette di capire meglio cosa sta succedendo nel mondo e di migliorare il nostro modo di agire da qui in avanti.