Stedile: La riforma agraria di Lula e' una vergogna nazionale

La riforma agraria di Lula è una vergogna nazionale
João Pedro Stedile.
Roberta Araujo
Tribuna da imprensa, Rio de Janeiro, 28 de março 2005

Come analizza la proposta di riforma agraria del governo Lula?
I movimenti sociali che operano nelle campagne, come il MST e altri movimenti della via campesina e della stessa Contag, hanno firmato un accordo con il governo Lula, nel novembre 2003, nel quale il governo si impegnava a insediare 430.000 famiglie nei tre anni di mandato che restavano. E si impegnava a realizzare il Piano Nazionale di Riforma Agraria. Passati due anni, il governo ha insediato circa 55.000 famiglie, non realizza il Piano Nazionale di Riforma Agraria e mentre l'area economica riduce le risorse. Ossia, al di là della buona volontà del presidente Lula, la riforma agraria del suo governo è una vergogna, procede a passo di tartaruga.

Lei pensa che il governo Lula abbia mancato nella creazione di progetti per insediamenti?
Non si tratta di omissione. La riforma agraria è ferma per tre motivi di base. Lo stato brasiliano continua con la sua natura che lo porta a garantire solo i privilegi dei ricchi e delle banche. Secondo: l'agrobusiness dei fazendeiros si è unito alle transnazionali potenti dell'agricoltura, come la Monsanto, la Cargill, la Bunge, e, insieme con il ministro Roberto Rodriguez, fa una campagna diretta contro la riforma agraria. Il terzo motivo è che la politica economica, che mette al primo posto il superávit primário, gli interessi e le esportazioni, è incompatibile con la riforma agraria, che rappresenta posti di lavoro, produzione di alimenti e mercato interno. Quindi, non si può fare la riforma agraria, che dipende da un progetto di sviluppo nazionale, finché avremo una politica economica neoliberista.

Che tipo di riforma agraria ha in mente il MST?
Il MST e i movimenti sociali delle campagne sono uniti intorno a un progetto di riforma agraria, che si chiama Carta della Terra, approvata da tutti i movimenti nell'aprile del 2003. La nostra visione è che, prima di tutto, la riforma agraria deve essere collegata, unita, a un progetto nazionale di sviluppo rivolto all'industria nazionale, al mercato interno e, soprattutto, alla creazione di lavoro e alla distribuzione del reddito. E' per questo che serve la riforma agraria.

E la questione degli insediamenti?
La nostra riforma agraria coinvolge non soltanto la distribuzione delle terre. Bisogna sposare gli insediamenti con l'agroindustria cooperativa. Ossia, ogni insediamento dovrebbe avere una cooperativa con agroindustria, producendo alimenti per il mercato interno con l'incentivo della BNDES, del governo. Bisogna democratizzare l'educazione, portare l'educazione nelle campagne. Non come avviene ora, che i sindaci portano i bambini e gli adolescenti nelle città. Infine una riforma agraria che si sposi con tecniche agricole che rispettino l'ambiente e riescano ad aumentare la produttività, tuttavia producendo alimenti di qualità.

La proposta di riforma agraria del MST diverge da quella sostenuta dalla Commissione Pastorale della Terra?
Non diverge in niente, abbiamo discusso e dibattuto insieme.

Qual è la sua analisi sull'agrobusiness, poiché esiste una tendenza ad una sua progressiva espansione?
La parola agrobusiness in senso stretto, significa tutte le attività agricole che si dedicano al mercato. Pertanto, a rigore, ogni produttore rurale che vende qualsiasi cosa pratica l'agrobusiness. Ma qui in Brasile, la borghesia agraria nazionale, il ministro Roberto Rodrigues, alleati alle transnazionali hanno trasformato il termine in sinonimo di una condizione specifica di produzione agricola, che è a sua volta diventata sinonimo di grandi proprietà modernizzate, che creano disoccupazione, con alto livello di produttività, monoculture che si rivolgono all'esportazione. Pertanto, l'agrobusiness, predicato dalla televisione e dai suoi alleati delle transnazionali, non si allontana da una "piantagione" ricolonizzata.

Dal suo punto di vista chi favorisce l'agrobusiness?
E' l'espressione di una classe sociale che vuole guadagnare soltanto dollari esportando, non importa se a spese dell'ambiente, della disoccupazione, ecc. E' in realtà il nuovo trucco della vecchia colonizzazione agro-esportatrice. Per questo, non sviluppa il Paese, non genera lavoro. Guadagna soldi solo una mezza dozzina di latifondisti , imbambolati dalle multinazionali, perché esse, sì, controllano il commercio agricolo internazionale e sanno che sta guadagnando molto denaro, nelle esportazioni di soia, zucchero, cacao, legno ecc.

Esiste la possibilità che la proposta per la riforma agraria del MST si coniughi con la proposta dell'agrobusiness?
Sono due cose totalmente diverse. Come ho detto, l'agrobusiness, è il trucco del colonialismo moderno, ora al servizio di 10 imprese multinazionali. La riforma agraria che noi sosteniamo è integrata con il mercato, ma quello della produzione degli alimenti per il mercato interno. Una riforma agraria, rivolta verso il popolo, verso le necessità del popolo, per produrre alimenti, creare posti di lavoro, utilizzare la terra rispettando l'ambiente per le generazioni future.

Nei luoghi dell'agrobusiness ci sono più conflitti per la terra, perché?
In generale i conflitti sociali che coinvolgono l'agrobusiness sono in quei luoghi in cui c'è la resistenza a questo modello e anche nell'area della frontiera agricola. Questo ha richiamato attenzione, per questo la CPT ha denunciato che era emblematico che alcuni casi di estrema violenza fossero praticati da questi fazendeiros ritenuti moderni. Il maggior produttore di fagioli del paese, eletto sindaco di Unaí è il mandante dell'assassinio di tre ispettori del lavoro che controllavano l'esistenza di lavoro schiavo nelle sue aziende. A Felisburgo, Minas Gerais, il fazendeiro Adriano Chafik era leader político dei fazendeiros, utilizzava tecniche moderne di allevamento di bestiame.E' stato lo stesso che ha contrattato 15 pistoleiros e personalmente ha partecipato al massacro in cui sono morti cinque senza terra nel novemmbre passato, tentando di fare lo sgombero a mano armata, contro la legge , perché sapeva che le sue terre erano pubbliche e pertanto acquisite illegalmente. E' stata necessaria la morte di cinque compagni perché la Giustizia Agraria di Minas, desse il possesso di quella azienda allo Stato mineiro, poiché era registrata come terra dello stato.

E la morte della missionária Dorothy Stang?
Allo stesso modo, gli industriali del legno, che hanno mandato ad uccidere Dorothy sono gente moderna, che si dedica all'esportazione. Le famose multinazionali degli eucalipti nello stato di Espírito Santo e nel Sud di Minas, sono le stesse che hanno preso le terre dei guaranis per riempirle di eucalipti. Nel Rio Grande del sud, essi sono tanto moderni che si armano per impedire che i tecnici dell'Incra facciano valutazioni nelle loro terre. Osa, se stanno in regola con la legge, perché hanno tanta paura?

Secondo lei la discussione sulla terra è diventata una questione più dottrinaria che economica?
Il problema della terra in Brasile è un problema della società brasiliana, per questo si chiama "questione agraria". E' un problema nazionale, poiché molti dei problemi sociali dei quali il Brasile soffre, la disoccupazione, l'esodo dei disoccupati, la violenza nelle città, hanno le loro radici nella questione agraria non risolta. Per questo è una questione sociale. Ma è anche una questione economica, perché potrebbe sottrarre alla povertà milioni di brasiliani garantendo loro l'accesso alla terra, al lavoro e ad un'abitazione dignitosa, dando un futuro a queste famiglie.

È d'accordo con la legge di biosicurezza?
La legge di biosicurezza è una vergogna nazionale. E' stato solo un modo in cui le multinazionali, specialmente la Monsanto per ottenere quel che volevano libetà totale per disseminare i semi transgenici, controllare l'agricoltura, riscuotere le royalties dagli agricoltori. Nelle prossime elezioni continueranno a finanziare molti dei deputati che hanno votato a favore della legge, come li hanno finanziati nelle elezioni passate. Ci sono voci che persino un presidente di uno stato del PT avrebbe tratto beneficio da questo tipo di appoggio nelle ultime elezioni, Si figuri gli altri.

Che si aspetta dal Presidente?
Spero che il presidente abbia il coraggio di vietare diversi articoli che danno libertà totale. Se non lo farà sarà connivente con questa irresponsabilità sociale. Da parte nostra, insieme con organizzazioni ambientaliste e chiese, ci rivolgeremo al Tribunale Supremo con un'azione di denuncia della incostituzionalità, poiché la legge approvata ferisce stupidamente la Costituzione. Chiederemo allo stato cosi esigente nel chiedere l'adempimento della legge ai poveri che la adempia con vigore e esiga che le imprese mettano le etichette ai loro prodotti se contengono transgenici. Se i transgenici sono così buoni, perché non vogliono scriverlo sull'etichetta? L'anno scorso sono stati commercializzati 6 milioni di tonnellate di soia del Rio Grande del Sud, transgenica nel mercato interno e, nonostante la legge, non si è visto nessun prodotto etichettato. Come mai?

Quindi il MST condanna totalmente i transgenici?
Sosteniamo il principio di precauzione, ossia, non si possono liberare prodotti dei quali nessuno sa che effetti faranno alle persone, agli animali, agli agricoltori, all'ambiente. Le multinazionali che detengono il monopolio di questi semi vogliono solo controllare l'agricoltura e riscuotere le royalties, non hanno nessuna responsabilità sociale. Hanno trovato il colpevole della mucca pazza che ha ucciso molte persone in Europa? E' dimostrato che i semi transgenici sono omicidi: non riescono a convivere con altri tipi di piante e si mescolano automaticamente con loro e le trasformano in transgeniche. Questo mette a rischio la nostra biodiversità che è ciò che abbiamo di più importante.

Ma perché i paesi che hanno liberalizzato l'uso dei transgenici lo hanno fatto?
In tutto il mondo si segue il criterio della precausione e si esige il controllo dei transgenici. Perché solo gli USA, il Canada e l'Argentina dei tempi di Menem hanno liberato i transgenici? Perché in questi paesi non c'è un governo, ci sono gli interessi delle multinazionali. E' una vergogna che un governo eletto per il cambiamento sia ostaggio delle multinazionali e abbia approvato una legge che libera i transgenici. Il Presidente Lula non capisce che sciocchezza sta facendo di fronte alla storia

Joao Pedro Stedile, dirigente del MST e Via Campesina Brasile.