L'anno peggiore nella lotta per la riforma agraria, di Stedile. DIcembre 2000

L'anno peggiore nella lotta per la riforma agraria
João Pedro Stédile
Correio da Cidadania, dicembre 2000

Questo è stato l'anno peggiore nella lotta per la riforma agraria, afferma Joao Pedro Stédile.

L'anno 2000 è stato segnato da costanti difficoltà nella discussione sulla riforma agraria e da conflitti armati tra la polizia e i lavoratori delle campagne che rivendicano migliori condizioni di vita e di lavoro. Di fronte a questo scenario, il Correio da cidadania ha intevistato Joao Pedro Stédile, uno dei più conosciuti dirigenti del MST, non solo grazie agli attacchi della stampa, ma anche e soprattutto per il rispetto che i partiti di sinistra e le organizzazioni più serie della società civile hanno nei confronti del suo lavoro.

Correio: qual è la sua opinione sulla situazione del settore agricolo nell'anno 2000?
Joao Pedro: In quest'anno il governo ha accelerato ancora di più una politica che sta attuando da anni, che stimola un modello agricolo adattato al modello economico che prevede la subordinazione della nostra economia al capitale internazionale. Oggi, il commercio agricolo è controllato da grandi corporazioni multinazionali come Cargill, Bung, Born, Adventis, Monsanto, ecc. E il controllo dei rifornimenti è passato dalla Conab alle grandi aziende agroindustriali. Quella praticata oggi non è un'agricoltura rivolta a soddisfare la nostra popolazione, generare occupazione a basso costo e portare allo sviluppo dell'ambiente rurale. L'agricoltura è indirizzata al facile profitto, sotto il controllo degli oligopoli. I grandi fazendeiros che si dedicano all'esportazione e le grandi imprese agroindustriali e del commercio agricolo sono gli unici che stanno traendo benefici da questo modello agricolo. Tutti gli altri sono in crisi.

Correio: come è andata nel settore agricolo, in termini di generazione di posti di lavoro?
JP: Il tipo di modernizzazione tecnica adottato dal governo espelle lavoratori rurali, salariati, piccoli agricoltori e anche agricoltori medi. Studi promossi dallo stesso governo hanno rivelato che solo il 18% delle attuali aziende agricole sopravviveranno. Questo colpisce non solo quelli che coltivano la terra, ma anche i commercianti e il settore dei servizi delle piccole città. È facile capire che si sta costruendo una "bomba migratoria", poiché l'unica via d'uscita della popolazione rurale sarà emigrare verso le grandi e medie città. Il Brasile perde così la grande opportunità di utilizzare le risorse della terra per impiantare un modello di produzione che risolverebbe rapidamente i nostri problemi di disoccupazione, fame e povertà.

Correio: In che modo se la sono cavata gli agricoltori famigliari nell'anno 2000?
JP: I piccoli agricoltori stanno affrontando enormi difficoltà. Non ce la fanno più a sopravvivere solo con l'agricoltura. Per ottenere un reddito di sopravvivenza, la maggioranza delle famiglie ha bisogno che almeno un figlio lavori in città, di poter contare sul reddito di qualche membro della famiglia pensionato o di mandare una figlia a far la domestica. Durante il governo Cardoso, dal 1994 in poi, circa 900.000 piccole proprietà sono fallite.

Correio: Quest'anno l'attacco del governo contro il MST è stato peggiore che negli anni precedenti?
JP: Per realizzare il modello agricolo in corso senza scosse, il governo non può tollerare la resistenza del popolo organizzato. Il MST rappresenta il cattivo esempio, poiché organizza i poveri delle campagne, non soltanto contro il latifondo, ma anche contro la mancanza di credito, contro i transgenici. E ancor peggio: fa manifestazioni insieme con il MPA (il Movimento dei Piccoli Agricoltori), con il movimento delle donne contadine, con il movimento delle persone danneggiate dalle dighe. Per impedire che diamo il cattivo esempio, specialmente in un anno di elezioni municipali, il governo ha deciso di attaccarci. Come ha rivelato lo stesso ministro Jungmann, il ministero ha diffuso falsità contro il MST per sostenere i partiti di governo e attaccare l'opposizione (soprattutto PT, PcdoB e PSB) per l'appoggio che danno al MST. Ma nonostante questo, non siamo stati abbattuti e abbiamo vinto le elezioni.

Correio: Nonostante l'insufficiente azione del governo, vede qualche passo avanti rispetto alla riforma agraria, nell'ultimo anno?
JP: Nella storia del 15 anni del MST, l'anno 2000 è stato, senza nessun dubbio, l'anno peggiore dal punto di vista di un avanzamento nella lotta per la riforma agraria. L'Incra è fermo, a pezzi. Le risorse in bilancio sono state tagliate e il programma di assistenza tecnica agli insediamenti, praticamente chiuso, nonostante la Costituzione del 1988 garantisca assistenza tecnica gratuita e statale a tutti i piccoli agricoltori. Il Potere Giudiziario è stato utilizzato per criminalizzare i nostri dirigenti e militanti. La Polizia Federale ha creato una specie di DOPS per spiare i movimenti contadini. Con la connivenza dei mezzi di comunicazione, il governo ha lanciato un'offensiva, mai vista prima, fatta di menzogne e falsità contro il MST. Come non poteva non succedere siamo stati costretti in una posizione di resistenza e i passi avanti nell'insediamento delle famiglie sono stati piccoli. La lotta per la riforma agraria è stata più dura, più complicata e le piccole vittorie, più lente. Per fortuna, la nostra causa è giusta e la nostra gente è molto coraggiosa. Il popolo sa che, in questi 500 anni di dominazione delle élite, il popolo non ha conquistato niente senza lottare molto.

 

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